L’Italia si blinda dopo l’attentato di Nizza

Pubblicato il 15 luglio 2016 da ansa

blinda

ROMA. – Un ristorante a Dacca, un lungomare a Nizza. Luoghi affollati, non presidiati dalle forze dell’ordine. Sono potenzialmente infiniti i target simili in un Paese come l’Italia. Impossibile proteggerli tutti, tenuto conto che le misure di sicurezza sono già spinte al Livello 2, il massimo. Dopo, c’è solo l’attacco in corso.

Di questa preoccupazione si è discusso al Viminale: già alla riunione del Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica; poi a quella del Comitato strategico antiterrorismo (Casa) convocata dopo la strage di Nizza. E si è deciso di dare un’indicazione precisa a prefetti e questori: in caso di assembramenti, si valuti la possibilità di chiudere le vie limitrofe, proprio per evitare attacchi con il metodo del ‘car jihad’, come accaduto nella città francese.

Il punto sulla sicurezza dell’Italia dopo l’attacco sul lungomare è stato fatto a Palazzo Chigi col premier Matteo Renzi, in riunione con il sottosegretario all’Intelligence, Marco Minniti. Poi al Viminale, col ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha presieduto la riunione del Casa: organismo che riunisce settimanalmente 007 e forze di polizia per valutare la minaccia terroristica.

Alla fine è partita la circolare a prefetti e questori, che vengono invitati a “rivisitare” i piani di controllo sul territorio ed a “riqualificare” gli obiettivi sensibili alla luce della nuova minaccia, che prende di mira affollati ‘soft target’.

Il documento chiede pertanto di valutare la possibilità di disporre “zone di rispetto e prefiltraggio”, nonchè, dove possibile, il “divieto di circolazione” ed il “blocco del transito” in prossimità di zone dove è previsto assembramento di persone, come concerti, feste, eventi religiosi, località turistiche.

Ci saranno dunque più agenti, anche in borghese, in queste situazioni, mischiati tra la gente. E si impedirà la circolazione, quando sarà ritenuto opportuno. L’esempio lo ha fatto lo stesso Alfano rispondendo a chi gli chiedeva come si pensa di poter proteggere obiettivi così esposti come quello colpito a Nizza.

“Quando era prefetto di Roma – ha ricordato il ministro – l’attuale capo della Polizia, Franco Gabrielli, chiuse via della Conciliazione per il Giubileo, una scelta che suscitò polemiche. Sarà comunque ciascun prefetto a valutare, in base al suo territorio, cosa fare e cosa non fare”.

La partita chiave si gioca comunque sul piano della prevenzione, cogliendo per tempo i segnali di pericolo. E non è semplice perche, ha riflettuto il titolare del Viminale, la minaccia è sempre più ‘liquida’, è difficilmente afferrabile, affidata ad attori solitari la cui azione è imprevedibile. Noi siamo al lavoro giorno e notte per rendere più efficiente il sistema”.

E’ stata anche data l’indicazione di intensificare gli scambi informativi con altri Paesi. Tanti i warning in arrivo, nessuna specifica minaccia. Le analisi d’intelligence indicano comunque un pericolo aumentato dalla nuova strategia dell’Isis di non chiamare più i militanti a combattere in Siria ed Iraq, ma invitarli a colpire negli stessi Paesi occidentali.

E la ‘competizione’ con al Qaeda si gioca anche su chi fa gli attentati più sanguinosi. In Italia occhi puntati quindi sul fenomeno dei ‘returneès, combattenti di ritorno dei teatri di guerra e sulle carceri, luogo ad alto rischio radicalizzazione.

Nella giornata di oggi non si sono registrate – come accaduto invece in passato – esultanze di detenuti alla notizia della strage. Ma ciò può essere anche dettato dalla maggiore prudenza degli islamisti. Monitoraggio attento anche sul web, per registrare eventuali messaggi di sostegno all’attacco terroristico.

E si continua con la strategia dell’espulsione dei soggetti sospetti: 99 sono stati allontanati dall’1 gennaio 2015, tra i quali 7 imam. Il problema è stanare i non sospetti, come era l’attentatore tunisino di Nizza, sconosciuto alle forze di polizia ed all’intelligence.

(di Massimo Nesticò/ANSA)

Ultima ora

10:06Gambia: ultimatum a Jammeh, lascia o intervento truppe

(ANSA) - DAKAR, 20 GEN - Il presidente sconfitto del Gambia, Yahya Jammeh, dovrà lasciare il Paese di sua spontanea volontà entro mezzogiorno ora locale (le 13:00 in Italia) o sarà costretto ad andarsene con la forza: lo ha detto Marcel Alain de Souza, presidente dell'Ecowas, l'organizzazione che raggruppa i Paesi dell'Africa occidentale. Le truppe dell'Ecowas sono entrate in Gambia ieri sera, dopo il giuramento del presidente eletto Adama Barrow nell'ambasciata gambiana del vicino Senegal.

09:23Trump: viaggio e’ iniziato, voglio cambiamento reale

(ANSA) - NEW YORK, 20 GEN - "Il viaggio e' iniziato, e' iniziato 18 mesi fa. Quello che voglio e' un cambiamento reale": cosi' Donald Trump intervenendo nel corso del concerto inaugurale. "Voglio unire il Paese e fare l'America di nuovo grande. Grande per tutti".

08:44Messico: ‘El Chapo’ estradato in Usa, in volo per NY

(ANSA) - CITTA' DEL MESSICO, 20 GEN - Joaquin 'El Chapo' Guzman, ex signore della droga messicano, è stato estradato verso gli Usa dove deve rispondere di accuse legate al narcotraffico. Lo ha annunciato il governo messicano, che lo ha trasferito all'aeroporto di Ciudad Juarez, dove è stato preso in consegna da agenti Usa. Funzionari statunitensi hanno confermato che l'ex capo del cartello di Sinaloa è atterrato in un aeroporto di periferia, dove lo aspettava una colonna di suv per portarlo via. Passerà la notte in una prigione di New York, prima della comparizione prevista oggi in un tribunale federale di Brooklyn. L'ex boss dei narcos si è reso protagonista di due arresti e altrettante fughe avventurose, fino a quando non è stato preso per la terza volta.

00:40Ovazione per Trump a concerto inaugurale

(ANSA) - NEW YORK, 19 GEN - Ovazione per Donald TRump all'ingresso al Lincoln Memorial, dove è in corso il concerto per l'inaugurazione. Dal pubblico si è alzato il coro 'Trump, Trump'. Il presidente eletto è arrivato mano nella mano con Melania al Lincoln Memorial. Un ingresso sulle note dei Rolling Stones, 'Heart of Stone'. Trump e Melania, sorridenti, hanno salutato il pubblico e hanno preso posto nel palco d'onore, in prima fila a fianco a Ivanka e Jared Kushner.

22:39Moda: Pitti Bimbo, Trussardi Junior partner di Brave Kid

(ANSA) - FIRENZE, 19 GEN - Debutta oggi a Pitti Bimbo 84 la prima collezione Trussardi Junior prodotta e distribuita in licenza mondiale da Brave Kid, azienda del gruppo Otb di Renzo Rosso. "Abbiamo trovato in Brave Kid il partner ideale in grado di rappresentare al meglio i valori Trussardi nell'ambito del kidswear", dice Tomaso Trussardi, Ad del gruppo. La collezione, da 4 a 14 anni, propone una versione mignon dei codici di stile dell'azienda fondata a Bergamo nel 1911: dettagli con l'iconico levrieo, stampe floreali, loghi all over. E' un total look completo, con cappottino, bomber in pelle, piumini bi-color, completi di felpa, gilet, giubboni di nylon, T-shirts.

22:11Poliziotto cede mitraglietta a pregiudicato, due in carcere

(ANSA) - LECCE, 19 GEN - Un poliziotto in servizio alla Questura di Lecce è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, trasferito in carcere e sospeso dal servizio per aver rubato un'arma da guerra, una pistola mitraglietta Beretta M12, custodita nell'armeria della Questura, cedendola ad un pregiudicato di Merine, frazione di Lizzanello (Lecce), arrestato per detenzione illegale di arma da guerra. La mancanza dell'arma è stata scoperta durante una verifica in armeria e l'indagine interna è scattata immediatamente. L'agente sospettato ha subito ammesso le proprie responsabilità e di aver ceduto l'arma ad un pregiudicato di Merine, nella cui abitazione è stata trovata. Il poliziotto dovrà rispondere di furto e detenzione illegale di arma da guerra. Il questore di Lecce, Pierluigi D'Angelo: "E' un episodio di estrema gravità che ci addolora profondamente, ma è significativo che a portarla alla luce ed a sventare il tentativo siano stati altri poliziotti e che la struttura sia stata in grado di reagire tempestivamente".

22:11Polemica su spettacolo transgender, Arcigay invita assessore

(ANSA) - VENEZIA, 19 GEN - Ha scatenato una polemica in Veneto la programmazione il 7 marzo prossimo al teatro Astra di Vicenza dello spettacolo "Fa'afafine-Mi chiamo Alex e sono un dinosauro", lavoro del regista siciliano Giuliano Scarpinato il quale racconta la storia di un bambino che non ha ancora deciso se essere maschio o femmina, o meglio, vorrebbe essere tutti e due. L'Arcigay di Vicenza ha ringraziato l'assessore regionale veneto Elena Donazzan (Fi), che ieri aveva inviato una lettera al ministro dell'istruzione, Valeria Fedeli, chiedendole di non consentire alle scuole di proporre lo spettacolo sul bambino transgender. "Ringraziamo l'assessore regionale Elena Donazzan per la notevole visibilità offerta a "Fa'afafine-Mi chiamo Alex e sono un dinosauro'" scrive l'Arcigay, che invita l'esponente regionale a vedere assieme lo spettacolo, disposto ad offrirle il biglietto di ingresso. (ANSA).

Archivio Ultima ora