Commando francesi in Libia, Sarraj protesta

Commando francesi in Libia, Sarraj protesta
Commando francesi in Libia, Sarraj protesta
Commando francesi in Libia, Sarraj protesta

ROMA – La presenza di commandos e agenti francesi nell’est della Libia, come anche di americani e britannici in altre zone del paese, era nota attraverso indiscrezioni e valutazioni di analisti. Ma ora l’abbattimento di un elicottero nei pressi di Bengasi ha costretto Parigi ad ammettere il dato di fatto, innescando una protesta del nascente governo di unità nazionale libico.

La vicenda è nata domenica scorsa, quando hanno cominciato a circolare voci dell’abbattimento di un elicottero, poi tracimate martedì attraverso anonime fonti militari libiche che hanno rivelato come la caduta del mezzo causato da milizie islamiche attive a Bengasi avesse provocato la morte di due commandos delle forze speciali francesi che erano a bordo.

Dopo una prima ma parziale ammissione del ministero della Difesa di Parigi, il giorno seguente era stato lo stesso il presidente Francois Hollande ad ammettere che tre francesi sono morti in un “incidente di elicottero” in Libia dove la Francia “conduce pericolose operazioni di intelligence”.

L’ammissione fatta al massimo livello sulla presenza almeno di agenti segreti francesi in Libia ha suscitato un’evidente irritazione a Tripoli: il Consiglio presidenziale libico, nucleo del nascente governo di unità nazionale guidato dal premier Fayez Al Sarraj, in un comunicato “ha espresso il proprio profondo malcontento” e ha rivelato di aver “preso contatti diretti e al più alto livello con le autorità francesi per informarsi di questa presenza”.

Pur apprezzando “gli sforzi nella lotta contro il terrorismo”, l’organismo guidato da Sarraj afferma che “questo non giustifica affatto un intervento a nostra insaputa”. Centinaia di manifestanti mercoledì hanno protestato a Tripoli contro la presenza francese che evoca il lancio dell’intervento militare del 2011 che portò alla caduta del rais Muammar Gheddafi e la dominazione coloniale degli anni Quaranta nel Fezzan, la parte sud-ovest del Paese.

La durezza della reazione e la protesta di piazza sono spiegabili con le informazioni che circolano da mesi su un sostegno operativo francese al generale Khalifa Haftar, l’uomo forte dell’est della Libia dove – a Tobruk – è insediato il parlamento che da otto mesi nega la fiducia al governo di Sarraj, limitando la sua legittimazione internazionale. Il motivo di fondo dello stallo alla Camera dei rappresentanti a Tobruk resta sempre l’assenza di garanzie sul futuro dell’ingombrante generale.

L’appoggio francese ad Haftar contrasta nei fatti con le dichiarazioni di sostegno al governo di unità nazionale di Sarraj che Parigi ha rilasciato anche nelle ultime ore in linea con l’orientamento della comunità internazionale, Italia in testa.

E’ noto, tanto che il New York Times lo ricorda come un mero ‘background’, che forze speciali di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti sono sul terreno libico per combattere contro jihadisti. I terroristi di più o meno conclamata pericolosità asserragliati fra l’altro nel centro di Sirte (‘capitale’ dell’Isis in Libia assediata dalle milizie fedeli a Sarraj) e in sacche di resistenza di Bengasi (che i soldati di Haftar non riescono ad eliminare nonostante vuoti proclami ricorrenti).

(Rodolfo Calò/ANSA)