“Hillary da fucilare”, bufera sul consigliere di Trump

NEW YORK, NY - MAY 31: Former Marine Al Baldasaro defends the donations of Republican presidential candidate Donald Trump (Photo by Spencer Platt/Getty Images)
NEW YORK, NY - MAY 31:  Former Marine Al Baldasaro defends the donations of Republican presidential candidate Donald Trump  (Photo by Spencer Platt/Getty Images)
NEW YORK, NY – MAY 31: Former Marine Al Baldasaro defends the donations of Republican presidential candidate Donald Trump (Photo by Spencer Platt/Getty Images)

NEW YORK – E’ bufera su uno dei piú stretti consiglieri della campagna di Donald Trump. A scatenare il finimondo le parole shock di Al Baldasaro, per il quale Hillary Clinton “dovrebbe essere portata davanti a un plotone di esecuzione e fucilata per alto tradimento”.

– Sono un veterano che ha combattuto e partecipato alle operazioni ‘Desert Shield’ e ‘Desert Storm’ in Iraq e sono anche un padre che ha mandato un figlio in guerra, in Iraq, come tecnico di elicotteri nel corpo dei Marine – ha detto Baldasaro, membro dell’assemblea parlamentare del New Hampshire -. Hillary per me è come la Jane Fonda del Vietnam – ha quindi proseguito, riferendosi alle accuse mosse a suo tempo all’attrice di parteggiare per il nemico e di avere posizioni anti-americane.

– Hillary, ha aggiunto Baldasaro – é una disgrazia per le bugie che ha detto alle madri i cui figli sono stati uccisi a Bengasi. Tutto mi disgusta di lei, dovrebbe essere messa lungo una linea di tiro e giustiziata per tradimento.

Grande l’imbarazzo nell’entourage del candidato alla Casa Bianca fresco di nomination, con la sua campagna che di fatto prende le distanze. Anche perché Robert Hoback, portavoce del Secret Service – il corpo che vigila sulla incolumità non solo dei presidenti ma anche dei candidati alla presidenza – ha assicurato che l’agenzia condurrà le indagini del caso. Un’inchiesta é stata già aperta.
Intanto Hillary reagisce alle durissime parole nei suoi confronti, la goccia che fa traboccare il vaso dopo gli attacchi e gli insulti a lei rivolti da quando è iniziata la convention repubblicana.

– La costante escalation di retorica offensiva da parte di Trump rischia di alimentare tra i repubblicani quel tipo d’odio che da tempo era stato relegato ai margini della politica americana – afferma la campagna della ex first lady -. Questa settimana alla convention repubblicana – si aggiunge – si assiste a un chiaro rafforzamento di questo pericoloso fenomeno.

E gli slogan più gettonati di Cleveland – soprattutto dopo le durissime parole pronunciate dal palco dall’ex sindaco di New York Rudi Giuliani, dal governatore del New jersey Chris Christie, ma anche da Donald Trump Jr, sono diventati sicuramente due: “Hillary for prison” e “Lock her up”, mettetela in galera.