Scontro sulla liberalizzazione della Cannabis, il 25 in Aula

Pubblicato il 21 luglio 2016 da ansa

Scontro su liberalizzazione Cannabis, il 25 in Aula

Scontro su liberalizzazione Cannabis, il 25 in Aula

ROMA. – Inizia in un clima di scontro totale, che ricorda quello delle unioni civili, l’esame alla Camera della legge che depenalizza la cannabis: davanti ai 1.700 emendamenti, in gran parte di Ap, le commissioni competenti hanno deciso di portare il testo in Aula, dove l’esame inizierà lunedì prossimo 25 luglio, ma con la certezza che si entrerà nel vivo solo a settembre.

Il tutto mentre Roberto Saviano ha polemizzato con Ap che a sua volta ha replicato allo scrittore. Le commissioni Giustizia e affari sociali della Camera dovevano iniziare a votare oggi gli emendamenti al ddl che depenalizza la cannabis, inserito nel calendario dell’aula per il 25 luglio nella quota spettante all’opposizione, e più precisamente a Sinistra Italiana.

Ma le commissioni si sono trovate davanti 1.700 emendamenti, di cui 1.300 di Ap. Proprio la mossa degli “alfaniani” è stata criticata su Twitter da Saviano che l’ha definita “un’azione irresponsabile e da incompetenti”.

I due epiteti sono stati respinti al mittente da Maurizio Lupi, capogruppo di Ap, che ha ricordato all’autore di “Gomorra” come anche il procuratore Gratteri sia contrario alla legalizzazione. “Per me Gratteri sbaglia – è intervenuto il sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova – ma almeno è coerente: vuole proibire anche alcool e tabacco. Anche tu?”.

Comunque sia, quando le Commissioni si sono riunite per esaminare gli emendamenti, la relatrice della Affari sociali, Margherita Miotto (Pd), ha chiesto tempo per esaminare le proposte, in questo appoggiata dal suo partito. Sinistra Italiana, che ha in Daniele Farina il relatore della commissione GIustizia, ha insistito a rispettare la data del 25 luglio e a non rinviare l’approdo in Aula.

Le commissioni hanno quindi convenuto di rispettare la volontà di SI e gli emendamenti non sono stati nemmeno letti. Il passaggio in Commissione serve a trovare le intese sul piano politico e dei contenuti: portare un testo in Aula senza questo esame significa esporre il testo a forti rischi.

Infatti tutti hanno convenuto che si entrerà nel vivo a settembre. Anche perché i 1.700 emendamenti (“ma anche 2.000” teme la presidente della Commissione Giustizia, Donatella Ferranti) saranno ripresentati in Aula, dove è difficile trovare intese tra 630 deputati, cosa possibile in una Commissione ristretta.

Farina ha spiegato che SI ha insistito di andare in Aula perché temeva che il ddl fosse “affossato”. Ncd ha alzato il tiro anche sul piano politico: Valentina Castaldini, portavoce di Ncd, ha detto che si tratta di “una battaglia di civilta’ e, soprattutto, una battaglia culturale”.

Paola Binetti ha addirittura evocato il governo, nonostante il ddl sia di iniziativa parlamentare: “Dopo la fiducia di oggi (sul dl Enti locali ndr) ci si puo’ fidare di un governo che apre alla legalizzazione della Cannabis?”. Come a dire che almeno una parte di Ap è indisponibile anche se venisse posta la fiducia, come accadde per le unioni civili.

(Giovanni Innamorati/ANSA)

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