Berlino invita alla cautela, Monaco chiede misure drastiche

Police officers operate on a scene following an explosion in Ansbach, Germany, 25 July 2016. EPA/DANIEL KARMANN
Police officers operate on a scene following an explosion in Ansbach, Germany, 25 July 2016. EPA/DANIEL KARMANN
Police officers operate on a scene following an explosion in Ansbach, Germany, 25 July 2016. EPA/DANIEL KARMANN

BERLINO – Dopo quattro atti di violenza che in una settimana hanno insanguinato la Germania, nel Paese l’unità di intenti delle forze politiche è messa a dura prova. In particolare quella dei due partiti gemelli conservatori della coalizione di governo.

Dietro i toni differenti usati per valutare l’attentato di Ansbach dai due uomini d’ordine di Cdu e Csu – i ministri dell’Interno del governo federale Thomas de Maizière e di quello bavarese Joachim Hermann – si riaccende la polemica che per un anno ha diviso Berlino e Monaco.

Da un lato, il governo federale cerca di mostrare nervi saldi e mette in guardia dal “generalizzare i sospetti sui rifugiati”. Dall’altro, l’esecutivo bavarese è assai meno prudente nell’attribuire da subito la matrice islamica all’attentato di Ansbach e nel chiedere misure drastiche, soprattutto sull’immigrazione.

– La cancelliera è sconvolta per le violenze e viene continuamente aggiornata sugli sviluppi nella sua casa di vacanza nell’Uckermak – fa sapere la vice-portavoce Ulrike Demmer nella consueta conferenza stampa del governo del lunedì. Non c’è il portavoce ufficiale, Steffen Seibert.

La politica sarebbe in ferie, Angela Merkel resta nella sua casetta estiva, anche se a meno di 100 chilometri dalla capitale. Tre dei quattro atti della settimana di sangue – Wuerzburg, Reutlingen e Ansbach – hanno visto protagonisti dei profughi.

La politica sui migranti della cancelliera torna sul banco degli imputati, mentre emergono i buchi nei controlli durante il grande flusso dello scorso anno. Il ministro de Maizière invita più volte a non generalizzare sui rifugiati:

– La grande maggioranza dei profughi viene in Germania per vivere in pace

Poi rivela che sono solo 59 i richiedenti asilo indagati in Germania per sospetta appartenenza a organizzazioni terroristiche, a fronte di migliaia di persone che arrivano.

– E nella maggior parte dei casi, i sospetti non sono mai stati confermati dai fatti.

Ma secondo la polizia criminale tedesca (Bka) il numero dei rifugiati sospettati di far parte di organizzazioni terroristiche è in aumento: dall’inizio della crisi dei migranti le segnalazioni sono state 369, 60 hanno portato ad un’indagine e il trend è in crescita.

– Considerata l’ondata migratoria verso la Germania, dobbiamo assumere che nella massa ci siano anche membri attivi o in sonno – dicono gli investigatori della Bka – di organizzazioni terroristiche islamiche. Gli attentati di Parigi, del resto, ci hanno dimostrato che l’Isis usa anche i rifugiati per fare entrare i terroristi in Europa.

Dalla Baviera il ministro Hermann chiede misure drastiche a tutto campo: dare efficacia alle espulsioni, intensificare i controlli ai confini, impiegare l’esercito. E che a Monaco si respiri un’aria diversa rispetto a Berlino lo dimostra la proposta del sindaco Spd della città, Dieter Reiter, di vietare zaini e borse durante la prossima Oktoberfest:

– Credo che la gente lo comprenderebbe dopo quello che è successo.

(Pierluigi Mennitti/Ansa)