La proposta di Legge di La Marca: una Giornata Nazionale degli Italiani all’Estero

Pubblicato il 26 luglio 2016 da redazione

 La proposta di Legge di La Marca: una Giornata Nazionale degli Italiani all’Estero

La proposta di Legge di La Marca: una Giornata Nazionale degli Italiani all’Estero

ROMA. – È stata assegnata alla Commissione Affari esteri della Camera la proposta di legge della deputata Pd Francesca La Marca volta ad istituire la “Giornata nazionale degli italiani nel mondo” il 12 ottobre. Il testo – dalla sottoscrizione plebiscitaria: 324 i firmatari, praticamente mezza Camera – sarà sottoposto ai pareri delle Commissioni Affari Costituzionali, Bilancio, Cultura e Lavoro.

Nel presentare il testo ai colleghi, La Marca prima ricorda che gli sciritti all’Aire sono quasi 5 milioni, poi cita a grandi linee i flussi migratori che, di fatto, dall’Italia non si sono mai fermati per sottolineare come “questa grande comunità italiana” sia “oggi composta da cittadini italiani, che partecipano anche con il diritto di voto alla vita politica nazionale, da oriundi che desiderano mantenere con l’Italia un forte legame storico, linguistico e culturale, e sempre più da imprenditori, ricercatori e giovani professionisti che trovano spazi di lavoro e di vita all’estero.

A questa grande comunità italiana, ricca e composita, la presente proposta di legge vuole dedicare una giornata nazionale di analisi, studio, riflessione, discussione e proposta, per un’osmosi di esperienze da valorizzare nel mondo e in Italia.

Si vuole offrire, in sostanza, un’importante occasione per far crescere la consapevolezza che solo l’integrazione e la individuazione di percorsi di valorizzazione culturale possono assicurare la crescita civile e democratica e il contrasto di ogni forma di razzismo e di xenofobia”.

La Giornata nazionale degli italiani nel mondo, chiarisce La Marca, “intende rappresentare, divulgare e valorizzare le esperienze, le attività e il contributo sociale apportato dai cittadini italiani all’estero nel campo della cultura e della lingua italiane, della ricerca scientifica, delle attività imprenditoriali e professionali e della solidarietà internazionale: un’esperienza feconda e un impegno comune per l’integrazione”.

La data scelta sarebbe il 12 ottobre che “nella tradizione dell’emigrazione transoceanica” – La Marca è nata in Canada – “è fortemente evocativa del mito colombiano, che per le nostre comunità emigrate da lungo tempo è un simbolo identitario e di affermazione della loro peculiarità storica e culturale. Far coincidere la data delle celebrazioni e delle iniziative in Italia e all’estero può essere un ulteriore elemento di legame e di condivisione culturale”.

Obiettivo della proposta di legge, dunque, “aggiungere valore alla democrazia italiana soprattutto nel campo della cultura e delle buone pratiche di integrazione, riportando in Italia il meglio delle esperienze che gli italiani hanno vissuto come emigrati e come «nuovi cittadini» di importanti Paesi del mondo”.

Il testo si compone di tre articoli.

“Art. 1. (Istituzione della Giornata nazionale degli italiani nel mondo).
1. La Repubblica riconosce il giorno 12 ottobre quale Giornata nazionale degli italiani nel mondo, di seguito denominata «Giornata nazionale», al fine di far conoscere l’apporto dato dai nostri emigrati alla modernizzazione e allo sviluppo della società nazionale e di valorizzare le esperienze, le attività e il contributo sociale degli italiani all’estero nel campo della cultura e della lingua italiane, della ricerca scientifica, delle attività imprenditoriali e professionali e della solidarietà internazionale.
2. La Giornata nazionale non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260.

Art. 2. (Iniziative culturali e celebrazioni).
1. In occasione della Giornata nazionale sono promossi in Italia e all’estero cerimonie, iniziative e incontri volti a promuovere e divulgare le attività, le esperienze multiculturali e le professionalità acquisite in contesti internazionali dai cittadini italiani all’estero nei campi di cui all’articolo 1.

Art. 3. (Clausola di invarianza finanziaria).
1. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

(aise)

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