Fmi, il Pil dell’America Latina si contraerà dello 0,4 per cento

Pubblicato il 26 luglio 2016 da redazione

Fmi, il Pil dell’America Latina si contraerà dello 0,4 per cento

Fmi, il Pil dell’America Latina si contraerà dello 0,4 per cento

CARACAS – Il Prodotto Interno Lordo dell’America Latina, nel 2016, subirá una contrazione dello 0,4 per cento. Lo prevede il Fondo Monetario Internazionale che attribuisce la mancata crescita globale di questa parte dell’America, alla congiuntura particolarmente delicata che vivono le economie dell’Argentina, del Brasile e del Venezuela.

Il capo del “Departamento para el Hemisferio Occidental” dell’organismo con sede a Washington, Alejandro Werner, nel partecipare al forum “America Latina, Reformas estructurales para impulsar el crecimiento económico” che si è svolto a Montevideo, ha affermato che “il panorama latinoamericano è determinato da economie come quella del Venezuela, che soffrirà una contrazione del 10 per cento; del Brasile, che registrerà una caduta molto simile a quella dello scorso anno; e dell’Argentina che oggi vive una tappa di transizione”.

Per quanto riguarda l’Argentina del presidente Macrì, il funzionario del Fondo ha affermato che “il governo controllerà gli squilibri che presenta l’economica e ció stimolerà gli investimenti”.

– Il resto delle economie – ha quindi commentato Werner – crescono a un ritmo inferiore a quelli dello scorso anno. Comunque, tutte, a fine anno, avranno un Pil dal segno positivo.

La “Comisión Económica para Amèrica Latina y el Caribe”, dal canto suo, stima che la contrazione dell’economia, in Venezuela, sarà dell’8 per cento. E sottolinea che il Paese sarà quello con la peggiore performance. In effetti, stando alla Cepal, altri paesi latinoamericani soffriranno severe recessioni ma nessuna come quella che oggi vive l’economica venezuelana (Surinam, -4,0 %; Brasil, -3,5 %; Trinidad y Tobago, -2,5 %; Ecuador, -2,5 %; y Argentina -1,5 %).

Nella sua analisi, la Cepal stima che l’economia latinoamericana dovrà affrontare la conseguenze di una severa recessione (-2,1%): è prevista una crescita della disoccupazione dell’8,1 per cento e un’inflazione del 6,6 per cento.

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