Renzi in Calabria: “Investimenti pubblici per ripartire”

Pubblicato il 26 luglio 2016 da ansa

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il suo intervento all'apertura del viadotto Italia sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, Laino Castello (Cosenza), 26 luglio 2016. ANSA / US PALAZZO CHIGI - TIBERIO BARCHIELLI

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il suo intervento all’apertura del viadotto Italia sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, Laino Castello (Cosenza), 26 luglio 2016. ANSA / US PALAZZO CHIGI – TIBERIO BARCHIELLI

LAINO CASTELLO (COSENZA) – Gli investimenti pubblici sono stati fermi troppo a lungo, bloccati in passato dalla tecnocrazia. Ma adesso basta. Con le dovute accortezze, con una guerra “senza pietà alla corruzione” ma gli investimenti pubblici vanno fatti o l’Italia “si taglia le gambe da sola”.

Matteo Renzi arriva in Calabria per inaugurare oltre 20 chilometri della nuova autostrada Salerno-Reggio Calabria tra Laino Borgo e Campotenese – quelli dove si trova il viadotto Italia, il secondo più alto d’Europa – e ribadisce che lo Stato deve investire in opere necessarie.

E sulla scia del suo pensiero annuncia che presto riprenderanno i lavori su un’altra infrastruttura decisiva per la Calabria ed il sud, la statale 106, per la quale sono pronti 1,2 miliardi di euro “utili per l’Italia e per la Calabria e che sono anche un’occasione importante di lavoro”.

Intanto da oggi, per la prima volta dalla sua realizzazione, la Salerno-Reggio Calabria è percorribile senza cantieri. E presto l’opera sarà conclusa, promette il premier:

– Quando siamo partiti ridevano di noi, il 22 dicembre percorreremo questa infrastruttura da Salerno a Reggio Calabria con Delrio, andremo piano, la scorta se vuole segue….

Investimenti pubblici, è il ragionamento del premier, che devono dare impulso alle infrastrutture che sono “uno dei grandi temi dell’Italia” perché “dobbiamo avere consapevolezza che sono uno degli strumenti per uscire dalla crisi”. Infrastrutture, dunque, che vanno fatte di pari passo con una “lotta senza pietà alla corruzione, che ha rubato non solo soldi ma anche il futuro”.

– Così – spiega Renzi – saremo in condizione di raccontare che quando c’è una grande opera da fare i nostri ingegneri sono i più bravi del mondo. E l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, con le sue opere come il nuovo viadotto Italia, deve diventare un simbolo perché – ribadisce Renzi – per l’Italia nessuna impresa è impossibile e nessuno può più permettersi di ridere dell’Italia.

Tra le infrastrutture indispensabili allo sviluppo italiano, il premier colloca la banda larga.

– Non saremo competitivi se non l’avremo ovunque – sottolinea prima di annunciare che per le prossime regioni, “il piano per l’area c e d, arriverà entro le vacanze” dal momento che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti “ha detto che non andrà in ferie se non lo pubblica”.

L’ultimazione della Salerno-Reggio Calabria – per la prima volta da anni ed anni quest’anno non ci saranno cantieri aperti in occasione dell’esodo estivo se non per un restringimento in prossimità del viadotto Italia per il completamento di una galleria di 600 metri – e la banda larga daranno nuovo impulso anche al turismo. Di questo Renzi è sicuro perché “l’accessibilità è una delle priorità”.

E se per anni l’A3 è stato un freno al turismo nel sud per i cantieri aperti e le code, adesso “va nella direzione di sostenere un settore con una tecnologia all’avanguardia, con la banda larga e con una certa velocità di spostamento, naturalmente sempre nei limiti del codice della strada. Sarà una rivoluzione per il turismo al sud”.

Ed il merito di tutto ciò è delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno contribuito a realizzare l’opera.

– L’Italia – dice il premier riprendendo un tema a lui caro – è più grande di chi vorrebbe fermarla e questa autostrada è il simbolo che se tutti insieme lavoriamo nella stessa direzione alla fine i risultati parlano. Nel nostro Paese – aggiunge Renzi – c’è una parte di italiani, soprattutto politici, che pensa che se tutto va male è quasi meglio perché possono lamentarsi. E c’è invece chi si sveglia presto la mattina e spera che le cose vadano meglio e, soprattutto, lavora per farle andare meglio.

(Alessandro Sgherri/ANSA)

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