Passeggiando per Chacao, e scopri la Piazza dell’Emigrante

La Piazza dell'Emigrante in Chacao
Deanna Albano
Deanna Albano

Anna Maria Tiziano

CARACAS.- Sembrerebbe il momento “meno adatto” mentre, in Venezuela, ci si dibatte tra dubbi, carestie, preoccupazioni d’ogni genere.

Eppure l’esperienza insegna che per abbracciare il coraggio, la forza di superare gli ostacoli, bisogna guardare spesso “verso il passato” e ricordare quanti dei nostri connazionali hanno dato esempio di tenacia, intelligenza, generosità, amore verso questa “Terra d’Accoglienza”.

Si, ne sono vivissime le testimonianze, sottolineate, oggi più che mai, da chi ne ha saputo raccogliere il messaggio.

Chacao non è più l’”ingenuo Municipio” costruito poco a poco da volenterosi pionieri, commercianti e artigiani.
Oggi, proprio percorrendo lo stesso “cammino”, ascoltiamo la storia di una evoluzione culturale che ci ha offerto “il meglio” nel campo artistico, umanista, proseguendo sul percorso di un indelebile passato, senza indugi di sorta… lasciando da parte politica, antagonismi, “storie trite” e luoghi comuni.

Con noi, accompagnandoci per strade e piazze “simboliche” di Chacao, passeggiano Deanna Albano, e Gustavo Misle.
Non hanno bisogno di ulteriori presentazioni…

L’Arte di Gustavo, l’instancabile sua ricerca attraverso luoghi antichi, civiltà, culture mai dimenticate, ne fanno simbolo di “dotto sapere” (cosa molto difficile da poter godere “tan de cerca” nei giorni nostri).

Deanna, è quella di “Los Muchachos de la Calle”. Anni trascorsi con passione a salvaguardare vite di giovanissime creature, sbocciate tra la disperazione e la violenza dei quartieri più poveri di Caracas.

Con Deanna e Gustavo, abbiamo “ripercorso” momenti di “colta esperienza e buona volontà”. Momenti in cui, il Venezuela “stava costruendo il proprio futuro” con speranza, con gioia.
Proprio così! Come dire:”…C’era una volta…”

Gli anni vissuti, si sa, sono sempre “Maestri di vita” e oggi, parlando di Chacao, sono tantissimi i personaggi che, di volta in volta, accompagneremo tra queste nostre pagine.

Non si tratta solamente di “italiani di Chacao”… andremo oltre, fra le tantissime personalità che, con la propria impronta, hanno forgiato usi e costumi amati, regalando storia a questo luogo tanto noto, fucina d’arte, bellezza e instancabile volontà di proseguire sulle autentiche orme della vera Cultura.

Passeggiamo per Chacao, durante il nostro incontro con Gustavo e Deanna.
C’è una grandissima parete che circonda uno spazio ancora “in costruzione”, una parete nella quale sono impresse le orme di tantissime mani… mani di emigranti, dei loro figli, mani che hanno steso l’amore sincero verso questo luogo, proseguendo nel cammino della cultura, dell’umanesimo, della pace.

La Piazza dell'Emigrante in Chacao
La Piazza dell’Emigrante in Chacao

Siamo qui, ammirando la Piazza dell’Emigrante

– Come è nata questa idea?

– Riunendo forza di volontà, mete comuni – Afferma, Deanna, autrice di due bellissimi libri: “Cocuyo en el Parque” e “El sueño no es la calle”, attraverso i quali ha saputo narrare una realtà dura, dolorosa che non smetterà mai d’esistere, in ogni luogo del nostro pianeta: quella dei “bambini della strada”.

Gustavo, Deanna ed altri amici impegnati nel volontariato, hanno formato la rete sociale “REDSOC” che riunisce settantanove Gruppi, impegnati nel fornire informazioni e assistenza, ove ce n’è bisogno.

A Deanna Albano, che da sempre si occupa della difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Venezuela, dobbiamo ”Redhanna”. Si tratta di qualcosa “di più” di una “Organizzazione”. Come tutto ciò che nasce dalla mente e dal cuore della nostra intervistata “Redhanna”, è diretto ai più giovani.

A loro Redhanna offre strumenti e preparazione, per aiutarli a fondare e dirigere con intelligenza, cuore, impegno sociale, una propria “microimpresa”. Ascoltiamo, Deanna, descriverci, con immutata passione, gli scopi, il cammino da percorrere, le speranze, che crescono nel cuore e nella mente di tanti adolescenti. Le brillano gli occhi .

No…. Non è cambiata, Deanna Albano è la stessa creatura sensibile e con una forza di volontà che le permette di “muovere montagne”. Non si arrende, non lo ha mai fatto, in tutta la sua vita… da quando la conosciamo.
Parla “normalmente” (come d’una festa) di progetti importanti e difficili (già realizzati), costati anni di studio, impegno e tanta umanità.