Rio: esclusi almeno 90 atleti, ma la Russia punta a un team di 200

Tatiana Kashirina of Russia competes in the women's 75 kg category final at the Weightlifting European Championships in Tel Aviv, Israel, 12 April 2014. EPA/JIM HOLLANDER
Tatiana Kashirina of Russia competes in the women's 75 kg category final at the Weightlifting European Championships in Tel Aviv, Israel, 12 April 2014.  EPA/JIM HOLLANDER
Tatiana Kashirina of Russia competes in the women’s 75 kg category final at the Weightlifting European Championships in Tel Aviv, Israel, 12 April 2014. EPA/JIM HOLLANDER

LONDRA – A dieci giorni dall’inizio di Rio 2016 sono almeno 90 (di cui 67 dell’atletica leggera) i russi che dovranno rinunciare al sogno olimpico. Il loro numero sembra però destinato ad aumentare, e secondo il Telegraph lo scandalo doping di Stato potrebbe far cadere gli sportivi russi come birilli, al punto che alla fine in Brasile andranno appena una quarantina dei 387 atleti della squadra olimpica russa.

A Mosca e dintorni, la previsione del giornale britannico ha destato scalpore e persino rabbia, e se il presidente del Comitato olimpico russo Aleksandr Zhukov si è affrettato a dichiarare che si tratta di una notizia inverosimile, il capo della Federazione russa di canottaggio, Veniamin But, ha assicurato che “nel peggiore dei casi” a Rio gareggeranno almeno 200 russi. Intanto però la voragine sportiva si allarga.

La Federazione internazionale di canoa ha annunciato l’esclusione dai Giochi di cinque atleti russi menzionati nel rapporto Wada sul doping di Stato, e tra loro c’è anche Aleksandr Dyachenko, oro nel K2 200 metri quattro anni fa. Nella ‘lista nera’ sono finiti pure la campionessa di nuoto Yulia Yefimova, perché positiva a un test antidoping nel 2013, e altri sei nuotatori.

E poi ancora Tatiana Kashirina, argento a Londra nel sollevamento pesi, la ciclista Olga Zabelinskaia, due volte bronzo olimpico, e il due volte campione del mondo di lotta libera Viktor Lebedev, incappato nelle maglie dell’antidoping dieci anni fa.

Domenica scorsa infatti il Cio ha rimesso alle singole federazioni la decisione di escludere o meno la Russia dalle gare dei Giochi di loro competenza. Per i russi il Comitato olimpico internazionale ha però alzato un po’ l’asticella da superare per andare a Rio: innanzitutto i loro test antidoping saranno riesaminati, e poi tutti gli atleti russi che in passato hanno avuto problemi con sostanze proibite dovranno dire addio alle Olimpiadi, anche se hanno già scontato la squalifica.

Per la Russia di Putin, che fa anche dello sport uno strumento di propaganda, si tratta di una bella batosta. Vedremo quanto forte. Il leader del Cremlino ne ha persino discusso con il Consiglio di sicurezza, e questo fa capire quanto a Mosca siano in apprensione per la questione olimpica.

La Russia comunque ai Giochi ci sarà, e il fatto che il Cio abbia deciso di non chiuderle completamente le porte di Rio 2016 è già una mezza vittoria per Mosca. Alcune federazioni internazionali hanno già confermato la partecipazione di atleti russi: il disco verde è per esempio arrivato dal tiro e dal judo (della cui federazione Putin è presidente onorario), e si attendono dal badminton, dal tiro con l’arco e dall’equitazione.

Sono invece a rischio i russi del sollevamento pesi e del canottaggio. Le cose insomma potevano andare peggio. All’antivigilia del verdetto Cio, Mosca aveva annullato la cerimonia di partenza della squadra olimpica russa, domani invece Putin stringerà la mano ai suoi atleti diretti a Rio.