Gentiloni alla Rodríguez: “Seguiamo l’evolversi della situazione”

Il ministro ha attirato l'attenzione della Rodriguez sulle sempre più difficili condizioni che la nostra comunità affronta, in particolare in termini di assistenza sanitaria e di sicurezza
Il ministro ha attirato l'attenzione della Rodriguez sulle sempre più difficili condizioni che la nostra comunità affronta, in particolare in termini di assistenza sanitaria e di sicurezza
Il ministro ha attirato l’attenzione della Rodriguez sulle sempre più difficili condizioni che la nostra comunità affronta, in particolare in termini di assistenza sanitaria e di sicurezza

ROMA – Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha ricevuto alla Farnesina la responsabile della diplomazia venezuelana, Delcy Rodriguez. Nel corso del colloquio, il capo della Farnesina ha sottolineato come l’Italia segua con molta attenzione l’evoluzione della situazione in Venezuela, alla luce dei forti vincoli e della presenza di una vasta comunità italiana residente.

Il ministro ha attirato l’attenzione della Rodriguez sulle sempre più difficili condizioni che la nostra comunità affronta, in particolare in termini di assistenza sanitaria e di sicurezza, sollecitando un impegno delle Autorità venezuelane su questo dossier, come su quello delle imprese italiane operanti nel Paese.

I due ministri hanno inoltre avuto uno scambio di vedute sugli sviluppi di politica interna in Venezuela e l’Italia ha espresso il suo sostegno alla mediazione in atto da parte degli ex Presidenti Zapatero, Fernandez e Torrijos, nell’auspicio che possa attenuarsi il clima di tensione interna che acuisce gli effetti sulla popolazione della crisi economica in corso.

Laz mediazione degli ex presidenti é resa difficile dalle posizioni antagoniche espresse dal governo e dall’Opposizione. Quest’ultima, in particolare, ha messo paletti assai precisi: siederá ad un tavolo col governo solo se questi non intralcerá la realizzazione del Referendum revocatorio, se rispetterá la divisione dei poteri permettendo al Parlamento di svolgere il proprio lavoro, se libererá i prigionieri politici, oltre una novantina, ancora in carcere.