Corea Nord, monito a Usa: oltrepassata la “linea rossa”

Pubblicato il 28 luglio 2016 da ansa

Corea Nord, monito a Usa: oltrepassata la 'linea rossa'

Corea Nord, monito a Usa: oltrepassata la ‘linea rossa’

PECHINO – La Corea del Nord lancia un monito agli Usa, accusati di avere “oltrepassato la linea rossa” con l’inserimento del nome del leader Kim Jong-un nella lista delle sanzioni individuali dirette a colpire Pyongyang, spingendosi però fino a intaccare la dignità di leadership e di nazione.

Han Song-ryol, direttore generale del Dipartimento del ministero degli Esteri nordcoreano per gli affari Usa, afferma che la situazione nella penisola coreana è su un percorso che porta dritto alla guerra a causa di alcune recenti mosse decise da Washington. Washington, in altri termini, è responsabile – osserva Han in un’intervista all’agenzia Ap – delle tensioni nella penisola coreana, mentre il Nord difende con vigore il diritto di possedere il “deterrente nucleare” a fini difensivi.

Nel mirino del funzionario, finiscono le manovre militari congiunte tra Washington e Seul, in programma ogni anno nel mese di agosto a ridosso della linea demilitarizzata alle quali il Nord risponde di solito con toni duri e minacce di vario genere. Secondo Han, le esercitazioni quest’anno sono studiate per preparare le truppe all’invasione della capitale del Nord e ad abbattere la sua leadership.

– L’amministrazione Obama – dice ancora – è andata avanti fino ad avere l’imprudenza di sfidare la dignità suprema della Corea del Nord, al fine di sbarazzarsi della sua posizione sfavorevole. Gli Usa hanno attraversato la linea rossa nella nostra prova di forza.

Anche se la Corea del Nord era già stata punita pesantemente con le sanzioni per le ambizioni nucleari e i piani balistici, il 6 luglio Washington ha annunciato una nuova stretta che ha colpito direttamente il leader Kim Jong-un. A stretto giro, il regime ha chiuso l’unico canale diplomatico tra i due Paesi, il cosiddetto “New York channel”.

Han ha affermato che Pyongyang tratterà i rapporti con gli Usa con la “legge di guerra”. Kim e altri 10 funzionari di vertice del regime sono stati colpiti dalle sanzioni individuali in relazione alle presunte violazioni dei diritti umani, documentati dalla Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite, che includono il network dei “campi di lavoro” per i prigioni politici e il durissimo trattamento contro qualsiasi tipo di dissenso in Corea del Nord.

L’irritazione di Pyongyang poggia anche sulla decisione di Seul di accettare i sistemi americani antimissile Thaad, che saranno installati entro la fine del 2017 nel sud del Paese, al fine di neutralizzare qualsiasi intemperanza balistica del Nord. Infine un mistero: le misure di sicurezza intorno al consolato di Seul a Hong Kong sono aumentate.

All’ipotesi di diserzione di un ex funzionario militare se n’è aggiunta oggi un’altra sempre riportata dai media dell’ex colonia britannica: la ‘fuga’ di un 18enne nordcoreano a Hong Kong per partecipare in rappresentanza del suo Paese alle Olimpiadi internazionali di matematica.

(Antonio Fatiguso/ANSA)

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