Delude il Pil Usa: solo l’1,2% nel secondo trimestre

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NEW YORK – Delusione. E’ questa la parola che accompagna la giornata di Wall Street dopo la diffusione sui dati del Pil americano. L’economia Usa nel secondo trimestre è cresciuta solo dell’1,2%, ben al di sotto delle attese degli analisti che prevedevano un 2,4-2,6%. Come se non bastasse, la crescita dei primi tre mesi dell’anno è stata rivista al ribasso, dall’1% allo 0,8%.

La Casa Bianca sdrammatizza, e punta il dito soprattutto sulla prudenza della maggioranza delle imprese che hanno investito poco, mentre i consumi delle famiglie sono schizzati del 4,2%. E non si vedono nemmeno particolari contraccolpi sulla giornata di contrattazioni alla Borsa di New York, che prosegue fiacca come nelle ultime sedute.

Sta di fatto che la locomotiva dell’economia globale, come sono stati considerati gli Stati Uniti negli ultimi tempi, mostra chiari segnali di rallentamento. E forse è anche per questo che la Fed a luglio ha deciso di lasciate invariati i tassi, al di là dei rischi legati alla Cina, all’Europa o alla Brexit.

La verità è che dall’ultima recessione terminata sette anni fa – sottolinea il Wall Street Journal – non si è assisto finora a quella ripresa impetuosa (ad un ritmo di almeno il 3,5%) che di solito è sempre seguita ai periodi di grande crisi in America.

Dati alla mano, la crescita annuale media nell’attuale ciclo espansivo è stata del 2,1%, la più bassa dal 1949. E le premesse – sottolineano gli analisti – sono quelle di un allontanamento del target annuo del 2% annuo. Qualche preoccupazione dunque c’è. Anche perchè dal Vecchio Continente continuano ad arrivare le cattive notizie di una ripresa che continua a stentare ancor più del previsto.

Il Pil europeo infatti, sempre nel secondo trimestre, è a sua volta rallentato: +0,3% in Eurolandia, +0,4% a livello di Unione Europea, contro lo 0,5% e lo 0,6% dei primi tre mesi dell’anno. Colpisce ancor di più il dato della Francia, diffuso a Parigi, che indica una crescita zero. Anche per colpa – si sottolinea – del forte impatto della recente ondata di scioperi contro la riforma del lavoro.

Rallenta anche il pil spagnolo, cresciuto dello 0,7% rispetto allo 0,8% del primo trimestre. Intanto la Banca centrale del Giappone ha annunciato una robusta manovra espansiva, con un raddoppio dell’acquisto di fondi comuni sul mercato per un valore di 6.000 miliardi di yen (52 miliardi di euro) su base annuale. Al termine della riunione di due giorni, l’istituto guidato dal governatore Haruhiko Kuroda ha ridotto le stime di crescita del 2016 all’1%, dal +1,2%.