Musulmani italiani domenica a messa, braccia aperte dei vescovi

Pubblicato il 29 luglio 2016 da ansa

Residents pay tribute at a makeshift memorial in front of the Saint Etienne church where Priest Jacques Hamel was killed on 26 July in a hostage taking in Saint-Etienne-du-Rouvray, Normandy, France, Thursday, July 28, 2016. The second man who attacked a Normandy church during a morning Mass this week, slitting the throat of the elderly priest, is a 19-year-old Frenchman from eastern France, the prosecutor's office said Thursday. (ANSA/AP Photo/Francois Mori)

Residents pay tribute at a makeshift memorial in front of the Saint Etienne church where Priest Jacques Hamel was killed on 26 July in a hostage taking in Saint-Etienne-du-Rouvray, Normandy, France, Thursday, July 28, 2016. The second man who attacked a Normandy church during a morning Mass this week, slitting the throat of the elderly priest, is a 19-year-old Frenchman from eastern France, the prosecutor’s office said Thursday. (ANSA/AP Photo/Francois Mori)

ROMA – “Un segno molto bello, enorme, lo aspettavamo”: così i vescovi italiani commentano la decisione da parte dei leader dell’Islam di lanciare un appello ai loro fedeli per recarsi domenica a messa nelle chiese, come gesto di solidarietà con i cattolici dopo i fatti di Rouen. Lo ha fatto in Francia il Consiglio francese per il culto musulmano. Oggi è stata la volta dell’italiana Coreis. La Chiesa parla da Cracovia, stretta intorno al Papa e ai giovani per la Gmg.

– Credo che sia un segno molto bello, un segno che aspettavamo e vuol dire come i credenti di tutte le religioni, in particolare cristiani e musulmani, condannino la violenza in nome di Dio, considerandola falsa e contraria ad ogni ispirazione religiosa – così mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, teologo e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligiosi commenta l’iniziativa.

Sulla stessa linea d’onda il portavoce della Conferenza Episcopale Italiana, don Ivan Maffeis:

– E’ un gesto enorme, mette fuori gioco chi vuole dividere, chi vuole una strategia del terrore. E che in qualche modo risponde anche a chi “pretende di sconfessare il Santo Padre. Ho letto parole molto dure in questi giorni ma la posizione della Chiesa è chiara, anche se non scontata per tutti.

Commenti positivi arrivano anche dai giornali cattolici, da Avvenire a Famiglia Cristiana. Dal mondo musulmano è la Coreis a parlare di “iniziativa di testimonianza di fratellanza”: delegati dell’Islam domenica 31 luglio, prima della Santa Messa, porteranno il saluto in chiesa al vescovo e al parroco. Appuntamenti sono previsti a Roma, Milano, Novara, Genova, Verona, Sondrio, Ventimiglia, Brescia, Vicenza, Fermo, Siena, Piacenza, Brindisi, Palermo e Agrigento.

– Ci sembra fondamentale in questo momento drammatico – sottolinea la Coreis – dare con questo saluto dei musulmani d’Italia un segno concreto di profondo rispetto della sacralità dei riti, dei ministri e dei luoghi di culto del Cristianesimo dove i fedeli e i cittadini ricevono le benedizioni della comunione spirituale.

Dalla Grande Moschea di Roma Omar Camilletti confida all’emittente vaticana di voler rendere queste visite alle chiese, soprattutto per i giovani musulmani una iniziativa da riproporre più spesso, non solo una volta.

Tra i segni di ‘dialogo’ oggi è arrivata anche la firma di un accordo per la promozione di un ‘concorso di idee rivolto agli architetti’ affinché negli ospedali romani ci siano luoghi di raccoglimento e preghiera nei quali si possano recare tutti i credenti, a prescindere dalle religioni.

Un clima che ancora non sembra respirarsi in Francia, dove pure è stata lanciata per prima l’idea di vedere i musulmani domenica nelle chiese cattoliche. Il premier francese, Manuel Valls, in un’intervista al quotidiano Le Monde, si dice favorevole all’interruzione temporanea, “per un periodo da determinare”, dei “finanziamenti stranieri alla costruzione delle moschee”.

(Manuela Tulli/ANSA)

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