Torna la schiavitù in Venezuela?

Pubblicato il 01 agosto 2016 da redazione

Mauro Bafile

In questi giorni non si è parlato d’altro. C’è chi con sincera preoccupazione e chi, invece, con l’ironia tipica del “criollo”. Tutti, comunque, con genuina sorpresa. L’annuncio, se non fosse per le implicazioni intrinseche, sarebbe stato accolto solo come una bizzarra stravaganza. Invece…

Il provvedimento N. 9855, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, autorizza il governo, qualora lo considerasse necessario o una ditta glielo chiedesse, a trasferire operai da un’azienda all’altra senza che né l’operaio né il datore di lavoro possano opporsi.

E’ ovvio che un tale decreto, in un paese in guerra, non meraviglierebbe più di tanto. Ma non è questo il caso del Venezuela. La disposizione, quindi, preoccupa non solo perché evoca i tempi della schiavitù e della servitù che la sostituì, ma soprattutto per le sue implicazioni economiche e sociali.

La proibizione della schiavitù, tra la fine del secolo XVII e l’inizio del XVIII, non rispose a criteri di carattere etico o umano ma a questioni ben più terrene: a un calcolo di convenienza economica. Il caso danese è il miglior esempio. Danimarca, sul piano formale, fu il primo paese ad abolire la schiavitù, nonostante possedesse alcune colonie.

La Commissione d’inchiesta, incaricata di studiare la questione, affrontò l’argomento in termini pragmatici. E la conclusione alla quale giunse nel 1792 fu che la schiavitù non poteva considerarsi redditizia per i suoi costi in termini economici. Era meno oneroso pagare un salario da fame e imporre orari impossibili agli operai.

In Venezuela, il problema della schiavitù fu posto in altri termini. L’esercito del “Libertador”, all’alba del 1800, aveva bisogno di soldati. Nessuno dubita che Simón Bolívar fosse sinceramente contrario alla schiavitù e la considerasse un’aberrazione, ma nel 1810 il decreto che stabilì la loro libertà fu legato alla necessità di ingrossare le file dell’esercito stremato da battaglie sanguinose e da ingenti perdite di vite umane. Gli schiavi, dal canto loro, non avevano nulla da perdere ma solo una vita in libertà da guadagnare.

Il governo del presidente Maduro, oggi, cancella con un colpo di spugna la libertà dei lavoratori di scegliere dove lavorare. Si pone, quindi, un problema di libero arbitrio. Chi s’impiega in un’azienda lo fa per molti motivi e non solo per un salario: la vicinanza del posto di lavoro al luogo in cui si vive, i benefici che si ottengono dal contratto che si firma, così come dall’ambiente umano.

Insomma, è una decisione personale. Obbligare un operaio a trasferirsi da una fabbrica all’altra contro la propria volontà è una violazione al principio di libertà sancito dalla Costituzione. Ma non è tutto.

Le aziende solo impiegano il personale di cui hanno bisogno. Specialmente in epoca di crisi. Obbligare un’industria produttiva a cedere operai per permettere a un’altra, magari concorrente, di superare una crisi che si ritiene congiunturale, vuol dire rallentare il ritmo di produzione di quellaefficiente che sarebbe obbligata a cedere parte del proprio personale. In termini pragmatici, si risolve un problema ma se ne provoca un altro.

Pensare di poter gestire un’azienda con gli stessi criteri burocratici dei ministeri vuol dire non conoscere la dinamica produttiva di un paese ed essere a digiuno delle più elementari nozioni di teoria economica. Bisognerà quindi attendere le prossime mosse del governo per capire tutte le implicazioni del decreto.

Il provvedimento 9855, comunque, ha già ottenuto un risultato. Per una settimana è riuscito a distrarre l’attenzione della politica dai temi che, fino a ieri, erano il nucleo del dibattito, l’epicentro dell’interesse collettivo: la diatriba tra governo e opposizione, l’apertura del dialogo e il Referendum revocatorio.

Stando a quanto affermato dal Nunzio apostolico, Aldo Giordano, il governo non ha ancora invitato formalmente il Vaticano a integrare la delegazione internazionale che, assieme a Unasur, all’ex premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, e agli ex presidenti Leonel Fernández e Martín Torrijo, partecipa alle prove di dialogo tra esecutivo e opposizione.

Le affermazioni dell’ambasciatore della Santa Sede, qualora ce ne fosse stato bisogno, sono state corroborate dal Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolìn, che ha assicurato che il Vaticano non eluderebbe la responsabilità qualora fosse chiamato formalmente a partecipare. E ha approfittato per sottolineare il desiderio che in Venezuela si realizzi quanto prima il Referendum revocatorio.

A proposito della consulta popolare, si fanno sempre più evidenti le contraddizioni in seno all’Esecutivo, al Psuv e all’Opposizione. Mentre l’ala radicale del partito di governo, il cui esponente più importante è il deputato Diosdado Cabello, sostiene con fermezza che il Referendum non si farà, e il governo, per ovvie ragioni, si oppone con tenacia a qualunque esame della propria gestione, cresce l’ala moderata che vede nella consulta una valvola di sfogo per le tensioni sociali che si accumulano nel Paese.

In seno all’Opposizione, la realizzazione del Referendum è considerata un’esigenza inderogabile, condizione indispensabile per avviare un dialogo ma, anche qui, cresce un’ala moderata che considera il dialogo indispensabile comunque. C’è anche chi già pensa, in entrambi gli schieramenti, in un “dopo Maduro”.

Da varie parti si segnala il pericolo di un’esplosione sociale. Il prossimo governo, qualunque esso sia, avrà bisogno di una larga base per applicare le misure draconiane necessarie per affrontare la crisi. Da qui, come accadde all’indomani dell’insurrezione del 1958, l’esigenza di un programma minimo comune che permetta la governabilità e stabilisca dei paletti indispensabili per la convivenza politica.

Non si tratta semplicemente di un governo di transizione ma di un programma di ampio respiro con obiettivi comuni e indeclinabili per ricostruire il benessere del Paese. Ma, per limare le asprezze e raggiungere un accordo, ci vorrà un abile lavoro di diplomazia. Non sarà facile.

Intanto la violenza politica continua a crescere e comincia a trasformarsi in una caratteristica del Paese. Mentre i mass media indipendenti sono messi alle corde e i giornalisti minacciati dalle bande di motociclisti o con telefonate anonime – e la nostra Voce non fa eccezione -, sono sempre di più i leader politici dell’Opposizione aggrediti.

Nello stato Trujillo il deputato Conrado Pérez è stato attaccato da un gruppo di delinquenti in moto mentre partecipava a una manifestazione per promuovere il Referendum revocatorio. L’auto di sua proprietà è stata data alle fiamme sotto gli occhi di tutti i passanti.

Dal canto suo, il governatore dello stato Miranda, Henrique Capriles Radonski, ha denunciato il tentativo delle forze dell’ordine di sbarrargli l’accesso allo stato Sucre per evitare che potesse partecipare a eventi strettamente collegati con la promozione del Referendum.

In ultimo, da sottolineare che la ministro degli Esteri, Delcy Rodrìguez, ha comunicato ai paesi membri del Mercosur l’inizio formale del semestre di presidenza venezuelano. Immediata la risposta di Argentina e Paraguay, entrambi contrari a questo avvicendamento.

Mentre il Paraguay sostiene che in Venezuela non si rispettano i diritti umani, condizione sine qua non per assumere la presidenza dell’organismo, l’Argentina, più diplomaticamente, difende la tesi secondo cui il Paese non ha ancora firmato i “protocolli d’intesa” che gli furono presentati nel 2012 quando s’integrò al Foro. Quindi, afferma l’Argentina, il Venezuela non ha tutti i numeri per assumere la presidenza dell’organismo latinoamericano.

Si attende, ora, di conoscere la posizione del Brasile e dell’Uruguay.

Ultima ora

12:03Scuola: ancora raid a Caccioppoli Napoli,rubati cavi di rame

(ANSA) - NAPOLI, 19 GEN - Un furto è stato compiuto la scorsa notte nell'area antistante il Liceo Scientifico Caccioppoli di Napoli: ignoti hanno rubato alcuni cavi di rame. E' la sesta volta in pochi mesi che l'istituto scolastico di via Nuova del Campo finisce nel mirino dei ladri: si tratta del sesto raid in pochissimo tempo. Sul posto è giunta la polizia. A inizio mese i malviventi hanno portato via computer e altro materiale. La scorsa settimana gli studenti sono scesi in piazza per denunciare i disagi causati dai continui furti e per sollecitare maggiore sorveglianza.

12:02Pop. Vicenza,Gdf esegue sequestri a carico di 5 imputati

(ANSA) - VICENZA, 19 GEN - Gli uomini del nucleo di Polizia economico-finanziaria della Gdf di Vicenza stanno eseguendo alcuni provvedimenti di sequestro conservativo emessi dal Tribunale, su richiesta della Procura, nei confronti di cinque degli imputati nell'inchiesta sulla Banca Popolare di Vicenza, attualmente in fase di udienza preliminare. L'accusa ha chiesto il processo per 7 ex dirigenti, tra i quali l'allora presidente Gianni Zonin.

11:52Mafia cinese:China Truck, 25 arrestati, 8 in fuga all’estero

(ANSA) - FIRENZE, 19 GEN - La squadra mobile di Prato e lo Sco della polizia di Stato hanno catturato finora 25 dei 33 indagati colpiti dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Alessandro Moneti nell'inchiesta 'China Truck' contro la mafia cinese coordinata dalla Dda di Firenze. Altri otto sono tuttora ricercati e, secondo ipotesi della polizia, si dovrebbero trovare tutti in fuga all'estero. Saranno attivate collaborazioni con polizie straniere. Tra gli otto da portare in carcere, due sono considerati soggetti particolarmente pericolosi, già individuati nelle indagini come responsabili di aggressioni con armi bianche.

11:36Grillo, alleanze? Come dire che Panda mangia carne

(ANSA) - ROMA, 19 GEN - Se faremo le alleanze, anche con il Pd? "Sono domande senza senso, è come dire che un giorno un panda può mangiare carne cruda. Noi mangiamo solo cuore di bamboo". Non esistono forze politiche" a questo voto, " noi siamo l'unica forza politica nuova". Lo afferma Beppe Grillo uscendo dal Viminale dopo aver consegnato il simbolo del M5S. "Abbiamo presentato il simbolo della prima forza politica del Paese - gli fa eco il candidato premier Luigi Di Maio lasciando il ministero assieme a Davide Casaleggio - vogliamo andare al governo e andremo al governo".

11:35Migranti: Vienna, task force per controlli al confine

(ANSA) - BOLZANO, 19 GEN - Il ministro degli interni austriaco Herbert Kickl ha annunciato l'istituzione di una task force di polizia per i controlli di frontiera. Come spiega il ministro del partito di ultradestra Fpoe, si tratta di un'unità di pronto intervento "in grado di avviare entro poche ore il management di confine" (controlli di frontiera, ndr.) e "procedere all'identificazione" dei viaggiatori. "Non ci sarà più un lasciapassare", ribadisce Kickl in un'intervista al quotidiano Tiroler Tageszeitung. Nell'intervista Kickl spiega di aver già provveduto all'istituzione di questa 'Grenzschutzeinheit'. "Abbiamo comunque già controlli efficaci che funzionano, ma un anno 2015 non si deve ripetere", sottolinea il ministro in riferimento all'elevato numero di ingressi in Austria all'epoca.

11:34Tennis: Australia, Seppi soffre e vince, vola agli ottavi

(ANSA) - ROMA, 19 GEN - Soffre e vince, e vola agli ottavi degli Australian Open, il tennista azzurro Andreas Seppi, brillante vincitore al termine di una maratona di 4 ore di partita contro il croato Ivo Carlovic. Un match infinito che si è chiuso al quinto set dopo un tira e molla fra i due rivali, da un game all'altro, che ha entusiasmato il pubblico. L'italiano ha tenuto duro, in una gara giocata anche sul filo dei nervi e alla fine ha prevalso con il punteggio di 6-3 7-6 6-7 6-7 9-7 . Agli ottavi il tennista altoatesino dovrà affrontare il britannico Kyle Edmund. (ANSA).

11:25Sci: cdm, maltempo, modificato programma superG Kitzbuehel

(ANSA) - Kitzbuehel (Austria), 19 gen - Dopo una nevicata notturna con nuvole basse e fondo morbido sulla parte Bassa della Streif, il programma dell'odierno SuperG di coppa del mondo di Kitzbuehel e' stato modificato. La gara invece che alle ore 11,30 partirà così alle 13. Non solo: il percorso e' stato anche accorciato con partenza dalla famosa Mausefalle, la 'trappola per topi' ed arrivo in quota sopra il grande salto della Hausbergkante e non nel grande stadio alla base della Streif. Dunque pochi spettatori potranno vedere direttamente gli atleti tagliare il traguardo. (ANSA).

Archivio Ultima ora