Padoan: “Non c’è crisi sistemica delle banche”

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 08-07-2016 Roma Politica Assemblea degli associati ABI Nella foto Pier Carlo Padoan
Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 08-07-2016 Roma Politica Assemblea degli associati ABI Nella foto Pier Carlo Padoan
Foto Fabio Cimaglia / LaPresse
08-07-2016 Roma
Politica
Assemblea degli associati ABI
Nella foto Pier Carlo Padoan

ROMA – Il sistema bancario ha mostrato tutta la sua “resilienza” anche agli ultimi stress test dell’Eba e non è in una situazione di “crisi sistemica” né può provocare, con un effetto ‘contagio’, “vulnerabilità” per gli altri sistemi bancari. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, in un intervento duramente contestato dalle opposizioni, M5s in testa, ha difeso alla Camera sia il lavoro degli istituti di credito, che in questi anni, e senza aiuti di Stato, ha rafforzato il patrimonio e ha coperto con “ampie” garanzie i crediti deteriorati, sia l’azione dell’esecutivo, che ha attuato riforme che attendevano da anni e ha sostenuto l’operazione di Atlante senza mai “forzare” nessuno, tanto meno le casse di previdenza, a partecipare.

– In queste settimane – ha detto il ministro usando un tono insolitamente aspro – ci sono state polemiche inconsulte che portano solo danno al Paese”, con il governo che è stato accusato alternativamente di non aver fatto nulla o al contrario di avere interferito oltre le proprie prerogative.

Parole che non hanno affatto frenato le opposizioni.

– Quel signore lì deve andare via, non è un ministro. Si deve dimettere ora, subito – ha attaccato con veemenza il grillino Alessio Villarosa, mentre Renato Brunetta respinge le accuse al mittente parlando di azione del governo “inconsulta, fantasiosa” e anche “incompetente”.

Tra i critici, peraltro, si registra anche la voce del democratico Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, che da giorni mette in dubbio l’efficacia dell’azione del titolare del Tesoro e chiede che su Mps lo Stato “ci metta la faccia”, attraverso Cdp, visto che il sistema bancario già “ha fatto il possibile con Atlante”.

Anche il Finantial Times nota la “freddezza degli investitori” e prevede che il rischio del bail in, per ora scongiurato, non sia del tutto eliminata.

“Lo scetticismo – scrive Ft – è un cattivo segno che lascia presagire difficoltà nel tentativo di attrarre il capitale necessario per il piano di salvataggio” di Mps. Una cosa che “lascerebbe Renzi ad affrontare un salvataggio pubblico per salvare l’istituto di Siena”.

– Il fondo gestito da Questio Sgr – ha sottolineato invece Padoan – è una opportunità che diversi investitori stanno valutando e ogni operatore può liberamente decidere di investire in uno strumento privato che garantirà profitti e che consentirà di far partire il mercato dei crediti in sofferenza che ancora zavorrano i bilanci delle banche e che sono cresciuti, negli anni della crisi, ma non rappresentano “di per sé una minaccia alla stabilità finanziaria.

Certo, vanno smaltiti ma per farlo serve tempo. E il sostegno di tutti gli attori, compreso lo Stato che mette a disposizione la garanzia Gacs sulle tranche di cartolarizzazioni garantite. La prima operazione potrebbe essere imminente, visto che è stato messo a punto, e firmato dal ministro, il decreto attuativo della Gacs, che dettaglia ulteriormente il funzionamento del meccanismo e la metodologia di valutazione delle istanze che arriveranno.

Ai blocchi di partenza c’è già quella della Popolare di Bari, che sta preparando un’operazione da 500 milioni di Npl ‘ereditati’ con l’acquisizione di Tercas. Una cartolarizzazione attesa dalla banca ma anche dai mercati, che attendono di vedere il prezzo finale dell’operazione (sia del valore degli Npl sia della garanzia) perché potrebbe costituire il benchmark per altre vendite di crediti inesigibili, non solo quelli che si appresta a mettere sul mercato Mps.

La situazione della banca di Siena, ha precisato Padoan, non ha niente a che vedere con quella delle 4 banche, sottoposte alla procedura di risoluzione e che si sono viste valutare le sofferenze ‘appena’ sopra il 22%. E il piano messo a punto dall’ad Fabrizio Viola e approvato dalla Bce consentirà di fare “pulizia del bilancio” e a rilanciare l’istituto.

Il titolo intanto in Borsa, dopo il tracollo di martedì a -16%, ha registrato un ‘mini-rimbalzo’ chiudendo in crescita a +1,8%. Contrastati gli altri titoli con Bper e Bpm positive (rispettivamente +4% e +1,3%), Banco e Fineco sulla parità, mentre Intesa ha perso lo 0,55%, Ubi lo 0,59% e Unicredit, nel giorno della semestrale, il 2,2%.

(Silvia Gasparetto/ANSA)

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