Pena di morte: Marco Pannella l’abolizionista del secolo

Pubblicato il 03 agosto 2016 da ansa

Pena morte: Marco Pannella l'abolizionista del secolo

Pena morte: Marco Pannella l’abolizionista del secolo

ROMA – Una foto di Marco Pannella che manda un bacio con la mano campeggia sulla copertina del rapporto 2016 sulla pena di morte nel mondo, realizzato da Nessuno tocchi Caino. Una dedica speciale, a pochi mesi dalla sua scomparsa, che i compagni di mille battaglie hanno voluto regalare al leader radicale, conferendogli anche il premio di “Abolizionista del secolo”.

Per la prima volta, il premio è stato assegnato alla memoria e ha mutato denominazione rispetto ad “Abolizionista dell’anno”. Perché Pannella è stato il protagonista di una “battaglia secolare per l’affermazione dello Stato di diritto e dei diritti umani, soccorrendo le genti di tutto il mondo con parole di conoscenza, verità, giustizia”, ha ricordato il segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia.

“Una azione tenace e paziente, quella di Pannella, che ha trasceso i confini nazionali e ha assunto un valore globale, appassionando cittadini e leader politici di tutto il mondo alla difesa della vita e della dignità dei condannati” ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo indirizzo di saluto letto all’evento.

“Un patrimonio culturale e morale di altissimo valore”, secondo il presidente del Senato, Pietro Grasso, che ha ammonito a non fare passi indietro sui diritti, anche combattendo il terrorismo e l’illegalità in generale.

“Per rispettare l’abolizionista del secolo non bisogna restare con le mani in mano”, ha affermato il sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, e lo “Stato di diritto non può essere sacrificato alla dittatura dell’urgenza”, ha aggiunto, riferendosi ad esempio alla Turchia, che da una parte vuole entrare nell’Ue e dall’altra pensa di ripristinare la pena di morte, rivelando un “neonazionalismo che può sovvertire” le conquiste europee, anche in termini di tutela dei diritti umani.

Pannella è stato tra i principali promotori della campagna in sede Onu per una moratoria della pena capitale, iniziata nel 1993, che l’Italia ha fatto propria con tutti i governi che si sono succeduti, insieme con la società civile e le ong, ha ricordato il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. E questo impegno proseguirà anche in vista del voto per una sesta risoluzione, a dicembre all’Assemblea Generale.

Un impegno per “consolidare e se è possibile spingersi in avanti” per allargare il fronte dei Paesi abolizionisti, in un clima “meno buono” rispetto all’ultima risoluzione, soprattutto a causa della recrudescenza del terrorismo, ha evidenziato Della Vedova. Non c’è stata solo la lotta alla pena di morte nell’impegno pluridecennale di Pannella per i diritti.

Anche la difesa dei carcerati, con la richiesta dell’amnistia come strumento prioritario, e il progetto ‘Spes contra Spem’ (il dover essere speranza contro ogni speranza) per abolire l’ergastolo ostativo, che priva il detenuto di ogni speranza di uscire vivo dal carcere. E anche per l’introduzione del reato di tortura, per cui il governo è fortemente impegnato, come ha spiegato il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore. E poi ancora, quella che è stata ricordata come la sua ultima battaglia: l’affermazione, anche in sede Onu, del Diritto alla Conoscenza contro la ragion di Stato, come diritto universale a sapere, dibattere e quindi anche prevenire le iniziative degli organi di potere.

(Luca Mirone/ANSA)

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