Sangue a Russell Square, a Londra torna la paura

Pubblicato il 04 agosto 2016 da ansa

Police guard the scene of a knife attack near Russell Square in London, Thursday, Aug. 4, 2016. Terrorism is being examined as a potential motive for a knife rampage at Russell Square, central London, that left one woman dead and five others injured. (ANSA/AP Photo/Frank Augstein) [CopyrightNotice: Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistribu]

Police guard the scene of a knife attack near Russell Square in London, Thursday, Aug. 4, 2016. Terrorism is being examined as a potential motive for a knife rampage at Russell Square, central London, that left one woman dead and five others injured. (ANSA/AP Photo/Frank Augstein) [CopyrightNotice: Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistribu]

LONDRA – La lama di un 19enne fuori di testa è stata più veloce dei poliziotti in stile ‘robocop’ il cui schieramento era stato appena annunciato dalla grancassa mediatica britannica per far fronte all’allarme terrorismo e ad altre minacce.

E’ bastato un coltello a riaccendere la paura a Londra, dove ieri sera Zakaria Bulhan, norvegese di radici somale emigrato bambino con la famiglia nel Regno Unito, ha ucciso una turista americana e ferito altre 5 persone tirando fendenti alla cieca – e a quanto pare senza motivi plausibili, oltre i suoi deliri – a Russell Square: in un’area d’istituzioni universitarie, hotel e caffè, a due passi dal British Museum, già teatro di due dei sanguinosi attentati del luglio del 2005, su un bus e su un treno della linea Piccadilly della ‘tube’.

Secondo la Metropolitan Police, nulla depone in favore di una qualsiasi matrice jihadista o terroristica, a dispetto dei timori iniziali.

– Finora non abbiamo trovato alcuna prova di radicalizzazione nella biografia del giovane arrestato nell’immediatezza dei fatti – ha precisato Mark Rowley, numero due di Scotland Yard e responsabile dell’anti-terrorismo nella capitale del regno -. Il sospetto è un norvegese di origine somala – ha puntualizzato – ma niente suggerisce al momento che questo background sia rilevante per le sue azioni.

Azioni che la polizia di Sua Maestà giudica semmai frutto di un’iniziativa “isolata”, senza mandanti, sfociata in una scelta “casuale” delle povere vittime e nella quale la “salute mentale” dell’aggressore risulta essere stata “un fattore significativo”.

In parole povere, e salvo che non saltino fuori fatti nuovi, il raptus di uno squilibrato. Ma un raptus che alimenta gli incubi di una città e di un Paese intero, sullo sfondo dei pericoli denunciati di recente a più riprese e di quanto accaduto altrove in questi mesi, dalla Francia alla Germania.

Nel quadrilatero di Russell Square tutto si è consumato in pochi minuti. Il primo allarme è stato dato verso le 22,30 locali, mentre turisti, studenti e gente del quartiere rientrava verso le case o gli alberghi della zona dopo cena, dopo un film al cinema o dopo uno spettacolo in uno dei teatri vicini.

“L’assassino silenzioso”, come l’ha ribattezzato il Mail online, un ragazzo ben piazzato con indosso un paio di bermuda scuri e una t-shirt chiara, è comparso come dal nulla nel buio con un coltellaccio in mano e ha preso di mira una mezza dozzina di passanti capitatigli a tiro. In un’atmosfera sinistra, rotta solo dalle grida di dolore delle persone colpite, ha ferito tre uomini e tre donne: una persona di passaporto britannica e per il resto due americane, una spagnola, un’australiana e una israeliana.

Tre vittime hanno riportato lesioni lievi, due sono in condizioni più gravi e restano ricoverate in ospedale. Ma per una donna americana di 60 anni non c’è stato nulla da fare: pugnalata ripetutamente alla schiena, è crollata in una pozza di sangue ed è riuscita solo a sussurrare terrorizzata “è ancora qui, è ancora qui” a una famiglia di turisti spagnoli, che provava a soccorrerla, prima di perdere conoscenza.

All’arrivo dei primi agenti, ogni tentativo di rianimarla si è rivelato vano: è morta sul posto, come ha confermato più tardi “con il cuore spezzato” l’ambasciatore degli Usa. Due testimoni residenti nella zona, citati dalla Bbc, il brasiliano Fernando Bazzana e l’italiano Nazzareno Calandriello, hanno raccontato entrambi di non aver sentito alcuno slogan o urlo da parte dell’aggressore, che sembra aver agito in silenzio, in preda a chissà quali demoni.

Solo quando i poliziotti sono giunti sulla scena, nel giro di 5 minuti o poco più, e l’hanno individuato intimandogli di fermarsi, il giovane è parso scuotersi. Si e’ messo a correre, quindi – atterrato dalla scarica elettrica di un Taser – ha cominciato a strillare frasi sconnesse in inglese.

(Alessandro Logroscino/ANSA)

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