Magliocco la pioniera del pugilato vinotinto alle Olimpiadi

Pubblicato il 10 agosto 2016 da redazione

Magliocco la pioniera del pugilato vinotinto alle Olimpiadi

Magliocco la pioniera del pugilato vinotinto alle Olimpiadi

CARACAS – Nel 2012, i Giochi Olimpici si sono svolti a Londra, dal 27 luglio al 12 agosto. La capitale britannica è diventata così la prima città ad aver ospitato per tre volte un’Olimpiade estiva, dopo l’edizione del 1908 e quella del 1948.

Londra è stata scelta come città ospitante il 6 luglio 2005 durante il 117º meeting del CIO a Singapore, sconfiggendo Mosca, New York, Madrid e Parigi dopo quattro turni di votazione. La candidatura è stata guidata al successo dall’excampione olímpico Sebastian Coe.

La delegazione venezuelana era composta da 70 atleti, due di questi erano italo-venezuelani il nuotatore Octavio Alesi e l’esordiente Karlha Magliocco nel pugilato.

Alcuni mesi prima dell’accensione della fiamma olímpica abbiamo incontrato la Magliocco che ci ha raccontato sul suo primo contatto con il pugilato: “Sin da bambina mi appassionavano gli sport e ne ho praticati diversi: calcio, kickingball… ma soprattutto gli sport di combattimento. Certo ha influito il fatto che mia mamma é arbitro e sono sempre stata inmmersa nel mondo del pugilato. Il pugilato è parte della mia vita, non mi vedo senza i guantoni.

È uno sport che mi fa concentrare solo su me stessa, ma soprattutto qualcosa che mi dà stimoli per migliorarmi. E’ la sfida che ho con me stessa, la voglia di vedere fino a che punto riesco ad arrivare, che mi porta ad andare avanti e migliorarmi. Per me la boxe rappresenta la vita.

Quando sei sul ring ti accorgi di che pasta sei fatta realmente, perchè se molli lì, allora sei un codardo anche nella vita. Lì sopra sei da solo con te stesso, con le tue paure, e vince solo chi ha più cuore, più grinta, più intelligenza”.

Interpellata sull’origine italiana ci ha confessato: “Mio nonno Cristofaro Panfili Magliocco era originario di Roma”.

La boxe era rimasta l’unico sport presente ai Giochi esclusivamente al maschile. Ora gli uomini dovranno lasciar spazio alle colleghe: la presenza del pugilato femminile é costato alla federazione il sacrificio dei mini mosca maschili, che sono stati estromessi dalle discipline olimpiche.

In tutto 36 donne sono salite sul ring, suddivise in tre categorie: pesi mosca (48-51 chili), leggeri (56-60 kg) e medi (69-75 kg). Le categorie maschili sono scese invece da 11 a 10. La boxe femminile non è una novità in assoluto, ma bisogna risalire agli inizi per trovarla – solamente come sport dimostrativo – nei Giochi di Saint-Louis (Usa) del 1904.

I sogni di gloria della pugile italo-venezuelana Karlha Magliocco si sono frantumati nei quarti di finale sotto i colpi della statunitense Marlen Esparza, che ha vinto per 24-16.

L’atleta ‘criolla’ ha visto svanire le sue possibilità di salire sul podio già nel primo round, al termine del quale l’atleta a stelle e strisce ha avuto la meglio e ha guadagnato 8 punti, contro i 4 dell’italovenezuelana.

Durante l’incontro la Esparza, atleta di origini messicane, ha saputo gestire il ritmo e la Magliocco, nonostante la sua voglia di rimontare, ha ricevuto colpi che hanno aumentato il distacco nei confronti della sua avversaria. Il match è stato però emozionante, con colpi favorevoli per entrambe.

“E’ difficile lottare contro un’atleta del calibro di Marlen, sono un po’ delusa per alcune decisioni
arbitrali, ma comunque la vittoria della mia avversaria è stata meritata – ha dichiarato alla tv la pugile di origini laziali-. Esparza è un’ottima pugile, sfortunatamente in alcune fasi è calata la concentrazione. In questo tipo di gare bisogna lottare fino in fondo. Io ho tentato, non posso lamentarmi, ho combattuto dando il meglio di me, ci proverò nelle prossime olimpiadi”.

Comunque sia, la Magliocco una piccola soddisfazione se l’è tolta vincendo una gara nel primo torneo olimpico di pugilato femminile. Nella gara d’esordio ha battuto la brasiliana Erica Matos per 15-14.

“E’ stata una esperienza molto gratificante, mi sento fortunata. Non importa il risultato, sono contenta perché ho realizzato un sogno e so che ho dato il meglio di me.Tutte siamo andate per lo stesso obiettivo: appenderci al collo una medaglia. Nella prima sfida tutto è filato liscio e sono riuscita a superare una difficile avversaria come la Matos. Nella seconda fase le cose non sono andate come tutti volevamo, ma posso dire che non ho mai smesso di lottare sul ring, volevo a tutti i costi regalare una medaglia al mio paese” spiega l’atleta soprannominata ‘muñeca’ (bambola).

La delegazione vinotinto non vince una medaglia nel pugilato da quando Omar Catarí e Marcelino Bolívar tornarono a casa con l’argento ed il bronzo, 28 anni fa a Los Angeles, negli Stati Uniti. L’unica medaglia d’oro in questo sport risale all’edizione di Messico ’68, allora Francisco ‘morochito’ Rodriguez si appese al collo il metallo più prezioso.

La Magliocco, sfortunatamente non é riuscita a strappare il pass per i giochi di Rio, ma sicuramente nella sua mente ci sono in programma quelli del 2020. Dove tenterá di portare una medaglia da esporre nella bacheca di casa.

Fioravante De Simone

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