Scatta l’allerta bomba su aerei, torna la paura a Zaventem

Pubblicato il 10 agosto 2016 da ansa

Security guards outside a provisional airport building at Brussels Airport in Zaventem, near Brussels, Belgium, 04 April 2016. The airport was reopened on 04 April after the terror attacks of 22 March, when at least 31 people were killed and hundreds injured in bombs explosions at the departures hall of the airport and at Metro stations in downtown Brussels. Militants of the so-called Islamic State (IS) have claimed responsibility for the attacks.  EPA/LAURIE DIEFFEMBACQ/POOL

Security guards outside a provisional airport building at Brussels Airport in Zaventem, near Brussels, Belgium, 04 April 2016. The airport was reopened on 04 April after the terror attacks of 22 March, when at least 31 people were killed and hundreds injured in bombs explosions at the departures hall of the airport and at Metro stations in downtown Brussels. Militants of the so-called Islamic State (IS) have claimed responsibility for the attacks. EPA/LAURIE DIEFFEMBACQ/POOL

BRUXELLES. – Torna il terrore a Zaventem, l’aeroporto internazionale di Bruxelles che il 22 marzo era stato uno dei due obiettivi dell’attacco alla capitale belga. Nel giorno in cui l’Isis, sulla piattaforma ‘Telegram’, chiede ai lupi solitari di lanciare nuovi “attacchi in Europa e “in particolare in Belgio, bollato come target per l’Islam”, un doppio allarme bomba su due aerei della Sas in arrivo da Oslo e Stoccolma fa scattare il piano di emergenza. Che rientra rapidamente, ma alimenta la paura quotidiana.

La minaccia, di cui non è stata precisata l’origine, “è stata presa molto seriamente”, ha detto il portavoce del procuratore federale, Eric Van der Sypt. I voli SK 4745 e SK2591, partiti rispettivamente da Oslo e Stoccolma, devono atterrare alle 19,19 e alle 19,37. Intanto un terzo volo diretto verso Bruxelles, dell’Air Arabia Maroc, viene deviato su Tolosa.

I piloti dei voli dalla Scandinavia vengono avvertiti della minaccia dai controllori. Un giornalista fiammingo a bordo dell’aereo in provenienza dalla Norvegia, su Twitter ha raccontato che i passeggeri sono stati informati della situazione quando mancavano una ventina di minuti all’atterraggio. Sono attimi di comprensibile angoscia a bordo, ma gli aerei atterrano regolarmente. I passeggeri possono scendere dopo qualche minuto di attesa.

“Non c’è una concreta minaccia contro l’aeroporto di Bruxelles”, ha detto il portavoce del ministro dell’interno, Jan Jambon, poco dopo che la Croce Rossa – attorno alle 20 – ha reso noto che le misure di emergenza erano state sospese.

“Non si è trattato di una minaccia seria” fanno sapere dalla procura.

Resta però alta la tensione in Belgio mentre il Califfato perde terreno in Siria, Iraq e Libia. Proprio oggi gli Stati Uniti hanno annunciato di aver ucciso 45.000 militanti jihadisti nei due anni di campagna in Siria e Iraq. Ma il ‘Belgistan’ resta apparentemente una base arretrata dei terroristi.

Dopo l’attacco di Charleroi a colpi di machete, è emerso che c’era un belga di Verviers nel commando di quattro kamikaze che ieri ha colpito l’esercito iracheno nei pressi di Mosul. Secondo i media belgi si tratta di Lotfi Aoumeur, che l’Isis ha ribattezato Abu Anwar al-Belgiki.

E Verviers continua a ritornare nelle notizie sui terroristi: era la città in cui venne sgominata una cellula pochi giorni dopo gli attacchi di Parigi del gennaio 2015 a Chalie Hebdo e al supermercato Hyper Cacher. E di Verviers è anche il figlio dell’imam radicale che domenica scorsa ha postato un video incitando alla vendetta contro i cristiani.

(di Marco Galdi/ANSA)

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