Rio 2016: Jhonattan Vegas il fenomeno venezuelano del green

Jhonattan Vegas il fenomeno del green
Jhonattan Vegas il fenomeno del green
Jhonattan Vegas il fenomeno del green

CARACAS. – Dopo oltre 100 anni, in Brasile ci sarà spazio per uno degli sport più antichi e praticati al mondo: il golf. Dal debutto a Parigi del 1900, questa di Rio de Janeiro è la terza presenza del golf nella storia dei Giochi olimpici. Per trovare la precedente, dobbiamo risalire a quella di Saint Louis del 1904 (giacca e cravatta per gli uomini, copricapo e abiti lunghi per le donne). In questo affascinante sport la delegazione venezuelana sará ben rappresentata da Jhonattan Vegas.

Prima dell’arrivo sul Green di questo sportivo nato a Maturín nel 1984, c’era stato un altro fenomeno del golf in Venezuela: stiamo parlando di Ramón Muñoz, in principio era caddie (l’aiutante dei giocatori) poi ha fatto il grande salto nel Green diventando campione nazionale in 16 occasioni.

Alcuni anni dopo, é nata un’altra stella di questo sport con una storia simile, Jhonattan Vegas, figlio di una delle persone incaricate della manutenzione del manto erboso del campo di golf di Monagas. Tutto il tempo passato sul Green ha fatto sbocciare l’amore per lo sport dei bastoni fino a diventare il primo ed unico venezuelano que partecipa nella prestigiosa PGA. Esordio avvenuto il 23 gennaio del 2011 durante il torneo Bob Hope in California. Oggi Vegas avrá l’onore di essere il pioniero venezuelano sul Green olimpico.

La gara, si svolgerá sul “Campo de Golfe Olimpico”, disegnato dall’americano Gil Hanse ed Amy Alcott, (ex giocatrice e hall of fame della LPGA), sarà in seguito utilizzato come Campo pubblico, con l’obiettivo di diffondere il gioco del Golf in Brasile.

Questo Green é caratterizzato da un fondo sabbioso e dalla totale assenza di alberi, il percorso è un par settantuno di 6.720 metri, con ampi fairway e insidiosi bunker, a simiglianza dei links britannici: molto tecnico, adeguato a un gioco di massimo livello.

Il manto erboso per fairway, rough, e aree di partenza è stato realizzato con Zeon Zoysia, e con Paspalum vaginatum per i green, entrambe essenze native di quella regione caratterizzata da caldo estremo. Robuste, resistenti alla siccità e tolleranti l’azione dell’acqua salmastra, determinano una eccellente superficie di gioco.

Il presidente della Federazione Golf brasiliana, Paul Pacheco, così si è espresso: “Si tratta di un campo molto impegnativo. La sua posizione aperta lo rende potenzialmente ventoso, aumentando così il coefficiente di difficoltà dei giocatori. Oltre a soddisfare i requisiti tecnici, offre spettacolari scenari del mare e dei monti circostanti”.

Il torneo maschile si disputerá tra oggi e domenica e vi parteciperanno 60 golfisti, uno di questi il venezuelano, che ha dichiarato:

“Lunedí é stato il primo giorno in cui ho visto il campo ed ho notato che é abbastanza impegnativo. Ci sono zone dove tira assai vento ed i green sono un po’ complicati per il fatto che sono molto piccoli. Secondo me la precisione sará fondamentale. Questo campo é immerso in una riserva naturale e per questo motivo c’é tanta acqua ed aree che dobbiamo evitare. Mi sento bene sia a livello fisico che mentale, ma soprattutto sono felicissimo di rappresentare il Venezuela”.

Il campione di Maturín in un comunicato stampa ha anche parlato sulla partecipazione alle olimpiadi: “Questa é stata una settimana spettacolare, per il semplice fatto che essere qui per rappresentare il tuo paese é una cosa speciale. Qui sto rappresentando il Venezuela in un evento importantissimo, per questo motivo devo pensare che devo fare bene per portare in alto il nome del mio paese. L’esperienza di partecipare alla cerimonia d’apertura e stare insieme agli altri membri della delegazione é indescrivibile”.

Nel suo cammino verso il podio, Jhonattan Vegas, dovrá superare gli ostacoli Rickie Fowler (Stati Uniti) e Justin Rose (Regno Unito).

Fioravante De Simone

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