Migranti ancora in arrivo: tetto massimo 150 mila l’anno

Pubblicato il 11 agosto 2016 da ansa

Migranti: ancora in arrivi: tetto massimo 150mila l’anno

Migranti: ancora in arrivi: tetto massimo 150mila l’anno

ROMA – Non si fermano gli arrivi di migranti anche se i numeri (161 persone salvate in Mediterraneo nella giornata) sono inferiori a quelli dei periodi di maggior afflusso. Ma allo stesso tempo non si ferma il lavoro di chi dovrà garantire accoglienza sempre migliore, a partire dalle categorie maggiormente vulnerabili come i minori stranieri non accompagnati: è attesa a giorni la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che permetterà ai Comuni l’adesione alla rete Sprar.

Ma una cosa è certa: il tetto massimo di migranti che potranno essere accolti l’anno sarà di 150 mila (l’attuale numero di profughi, 130 mila, è sostanzialmente stabile da tre anni), con una “media massima di 2,5 migranti ogni mille abitanti”, precisa l’Anci con “correttivi che metteranno al riparo i piccoli comuni e le grandi aree metropolitane”, in modo da avere “una distribuzione equa e diffusa e programmata su tutto il territorio nazionale” ed evitando le emergenze.

Iniziative di sistemazione che vedono in questi giorni Milano al centro dell’attenzione, con la decisione del sindaco Giuseppe Sala di utilizzare la caserma Montello come “soluzione strutturale” escludendo così l’utilizzo dell’area del campo base di Expo.

“Chi la dura la vince. Ma teniamo gli occhi aperti” ha scritto su Facebook il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, fortemente contrario all’ipotesi di ospitare i migranti nel campo base di Expo. Dunque la caserma Montello potrà iniziare ad ospitare i migranti “tra due o tre mesi”, anche se ancora è prematuro parlare di numeri.

Decisione che però continua a provocare polemiche: in particolare, Ignazio La Russa, cofondatore di Fdi ed ex ministro della Difesa, ha espresso “forte contrarietà” alla possibilità di utilizzare la Montello per i migranti, caserma che dovrebbe “accogliere persone che danno sicurezza”.

– Invece – sostiene La Russa – si vorrebbe destinarla a una tendopoli che, si sa come avviene sempre in Italia, parte come provvisoria ed è destinata a diventare non solo definitiva ma ad allargarsi a macchia d’olio.

Contrario anche Luca Squeri, coordinatore di Forza Italia per la provincia di Milano:
– Quando ci vorrebbero più Forze dell’Ordine e meno clandestini Renzi-Alfano-Sala svuotano le caserme per riempirle di immigrati. Cose da pazzi.

Il clima attorno ai migranti è incandescente ormai dovunque: mentre a Ventimiglia prosegue il “piano Gabrielli” con altri 50 portati via in bus per essere imbarcati su un aereo diretto nei Cie del sud Italia, anche la “l’oasi” Svizzera corre ai ripari: il Canton Ticino ha deciso di realizzare una nuova struttura per ospitare per una notte quei migranti che non intendono richiedere asilo nel Paese e quindi, secondo gli accordi internazionali, devono essere respinti e riammessi in Italia.

Il centro di accoglienza, circa 150 posti, sarà operativo entro fine mese a una decina di chilometri dalla frontiera di Chiasso. La struttura sostituirà i centri in funzione e sarà temporanea.

Ma i problemi strutturali sono ben lontani dall’essere risolti: mentre il garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, denuncia l’inadeguatezza del Cie di Ponte Galeria, una forte critica all’Europa, è venuta dal presidente della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca:

– Sui migranti, l’Europa è assente. Il volontariato è l’unico vero artefice della costruzione del processo di pace. Dov’è finito il piano di relocation dell’Europa? Al momento sono poco meno di duemila le persone trasferite a fronte delle 160 mila previste entro settembre 2017. E non c’è nessun boom degli sbarchi che, anzi, fanno registrare numeri appena inferiori a quelli dello scorso anno. Si è solo creato un tappo, ai confini a Nord Italia dove si agisce come se l’Ue non esistesse già più, in una, questa volta davvero solidale, compattezza dei leader europei.

Per Rocca, che ricorda l’attività della Cri con le navi in Mediterraneo, “siamo fortunati ad avere alcune amministrazioni illuminate e la forza del volontariato in cui sono coinvolti anche i nostri volontari che stanno operando incessantemente in Sicilia, in tutto il sud Italia, a Como, a Ventimiglia, a Milano, a Roma”.

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