Battaglia sul referendum, si prospetta una campagna al veleno

Battaglia su referendum,si prospetta campagna al veleno
Battaglia su referendum,si prospetta campagna al veleno
Battaglia su referendum,si prospetta campagna al veleno

ROMA. – Ha smesso di dirlo in pubblico, fedele alla strategia di slegare il destino del referendum dal suo, ma Matteo Renzi sa che il suo ‘all in’ resta il referendum istituzionale. A novembre, la vittoria del sì o del no determinerà il suo futuro al governo e, a catena, le sorti della legislatura.

Dopo aver fatto decantare il clima, dopo la pausa estiva, il premier riavvierà la campagna per il sì, complice il tour alle feste del Pd, insistendo sul merito della riforma e cercando di spuntare le armi degli avversari, a partire dal pressing della minoranza dem per modificare l’Italicum.

Intanto si cominciano a delineare le prese di posizione “pubbliche” per il sì e per il no, con Arturo Parisi che annuncia il suo voto positivo, mentre Romano Prodi rimane cauto e attendista sulla necessità di pronunciarsi coram populo a favore o contro.

Nella battaglia referendaria scendono in campo anche artisti e attori. Roberto Benigni per il sì, Dario Fo per il no. Stefania Sandrelli per il sì, Toni Servillo per il no. Si fa sentire il peso anche di altri ‘testimonial’ d’eccezione.

Alcuni – assicurano dai comitati – hanno già dato la disponibilità a prestare il loro volto o la voce in video. Altri scelgono di esporsi meno. Ma i loro endorsement sono destinati sicuramente a far discutere. Tant’è che Forza Italia, alfiere del NO, attacca proprio sul fronte della comunicazione.

Lo fa con il capogruppo alla Camera Renato Brunetta che se la prende senza mezzi termini con Rai3: “Nei giorni scorsi ho denunciato la vergognosa faziosità dello spot di Politics, la nuova trasmissione di Rai3 condotta da Gianluca Semprini. Un promo tutto schierato in maniera subliminale e quindi ancora più scorretta sulle posizioni filogovernative del referendum costituzionale del prossimo autunno. La Rai avrebbe dovuto scusarsi e ritirare lo spot. Non lo ha ancora fatto e si è guardata bene dall’emettere un comunicato ufficiale”, afferma in una nota.

Tutto ciò mentre si riacutizza la tensione nel Pd tra renziani e minoranza, con quest’ultima che incalza per azzerare l’Italicum. Una posizione alla quale dall’Esecutivo si è sempre risposto che qualsiasi iniziativa in tal senso deve prima di tutto avere i numeri in Parlamento.

In ogni caso, modificare a settembre la legge elettorale, prima della data del voto referendario, come chiede Roberto Speranza, non sembra proprio – secondo i renziani – argomento da mettere all’ordine del giorno per avviare una trattativa.

D’altra parte, si ricorda, nei primi giorni di ottobre la Corte costituzionale si pronuncerà sull’Italicum e solo dopo la questione potrebbe essere affrontata dal governo.