Alfano: Italia sicura, regge il sistema di prevenzione antiterrorismo

Pubblicato il 15 agosto 2016 da ansa

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, durante la riunione del Comitato Ordine e Sicurezza presso il Viminale a Roma, 15 agosto 2016.  ANSA/CLAUDIO PERI

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, durante la riunione del Comitato Ordine e Sicurezza presso il Viminale a Roma, 15 agosto 2016.
ANSA/CLAUDIO PERI

ROMA. – “Il sistema di prevenzione antiterrorismo sin qui ha retto”, l’Italia può essere considerato un “Paese sicuro, in un contesto in cui comunque il rischio zero non esiste”. Nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto il ministro dell’Interno Angelino Alfano rivendica con orgoglio il lavoro “faticoso e grigio” di prevenzione svolto con uno “straordinario impegno” dalle forze dell’ordine: perché “non si può dire solo che siamo stati fortunati”, osserva, se in Italia sinora non ci sono stati attentati di matrice islamica.

Lo “sforzo immane” fatto dalle forze di polizia lo raccontano i numeri che il ministro snocciola: in un anno 85 estremisti arrestati per terrorismo di matrice islamica,109 espulsi per ragioni di sicurezza (tra cui 9 imam) 110 foreign fighters monitorati, 406.338 contenuti web verificati e 164.160 persone controllate.

Il titolare del Viminale – che ha a fianco il sottosegretario Bubbico e i vertici delle forze dell’ordine e dei servizi – non sottovaluta comunque le difficoltà del contrasto all’estremismo islamico: “c’è il rischio di radicalizzazioni nelle carceri e lavoriamo per ridurlo”, non solo con sanzioni, ma cercando di “espiantare il germe dal carcere”.

Ma ridimensiona un altro pericolo, quello che da Sirte possano partire sui barconi dei migranti anche jihadisti. Alfano parla di una “smentita” di questa ipotesi che arriva dalla Libia, e dice che già prima “non c’erano riscontri”: “Sirte non si è manifestata come luogo di partenza di tante persone che arrivano sulle sponde del Mediterraneo”.

E comunque “il nostro sistema di controllo dei migranti avviene ormai con grande perizia”, dice Alfano riferendosi al ricorso alla fotosegnalazione. Sul fronte della prevenzione l’impegno è totale e non si limita solo ai porti: “sui treni abbiamo potenziato nel limite del possibile i controlli antiterrorismo: ci sono più persone di quelle che si vedono in divisa, non tutte sono riconoscibili”.

Al di là dell’impegno contro il terrorismo, il titolare del Viminale rivendica i risultati conseguiti sul piano complessivo della sicurezza, a cominciare dal calo dei reati, scesi del 7% in un anno. E coglie l’occasione per replicare al leader della Lega Matteo Salvini, secondo cui la diminuzione dei reati dipenderebbe anche dal fatto che la gente non denuncia più i piccoli reati: “le statistiche non è che sono affidabili quando sei al governo e non lo sono quando sei all’opposizione.

E le statistiche ci dicono che i reati sono arrivati al punto più basso degli ultimi dieci anni”. Per il ministro la sicurezza è una “priorità nazionale”. Ed è per questo che chiederà al presidente del Consiglio di porre il ddl sulla sicurezza delle città “tra i primi provvedimenti da assumere alla ripresa” dopo la pausa estiva.

E a riprova della sua attenzione per il comparto, Alfano segnala la crescita delle risorse nell’ultimo triennio, che fa seguito alle politiche dei precedenti governi di tagli, e anche il piano di assunzioni per la polizia di Stato (in un anno ne sono state fatte 1.821 e altre 553 sono in programma entro il 2016).

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