Nostalgia di Casamicciola

Pubblicato il 16 agosto 2016 da redazione

Casamicciola dal mare

Casamicciola dal mare

Tra le piccole isole del Mediterraneo figurano le tre isole che coronano il Golfo di Napoli. Ischia è la più grande. Le altre due sono Capri e Procida.

Ischia, oltre ad essere il nome dell’isola, è anche il nome della città capoluogo: porto commerciale e turistico, e sede dell’autorità ecclesiastica (la giurisdizione della diocesi di Ischia comprende tutto e solo il territorio dell’isola), nonché degli altri enti distrettuali, civili e militari, che forniscono servizi consortili ai sei comuni in cui l’isola è suddivisa. Oltre il comune di Ischia, infatti, si contano altre cinque cittadine: Barano, Casamicciola, Forìo, Lacco Ameno, Serrara-Fontana.

L’isola ha un’estensione di 46 Kmq, con una popolazione complessiva di circa 60.000 abitanti. Famosa come isola verde, la sua rinomanza mondiale non raggiunge la fama di Capri, che in qualche modo beneficia della contiguità alla penisola di Sorrento ove si trovano: Vico Equense, Massa Lubrense, S. Agata sui due Golfi; e della vicinanza alla costiera di Amalfi, con Positano, Praiano, Ravello, Maiori, Vietri.

Cosicché, a differenza di Capri, essa, insieme a Procida, è riuscita a conservare una tradizione più genuina, e marinara e contadina, più paesana; che non ha mai ostacolato, tuttavia, il turismo d’élite, facendone anzi la sede privilegiata per soggiorni prolungati di grandi personalità del mondo della cultura.

E ancora oggi che a causa del proliferare dei porticcioli turistici il traffico estivo ha assunto la dimensione del fenomeno di massa, resta la meta ambita per il lungo soggiorno durante le stagioni più miti; e anche per tutto il resto dell’anno.

Se è vero che poche persone ignorano il nome di Ischia, moltissime sono quelli che, pur conoscendone nome e nomea, di quest’isola incantevole e ricca di fascino, ignorano che essa sia formata da sei laboriose cittadine. Le quali, votate oggi in maniera solidale alle attività turistiche, conservano singolarmente alcune caratteristiche originali di vita economica e sociale.

Già solo per questo aspetto meriterebbero di essere meglio conosciute. All’interno di queste sei circoscrizioni territoriali esistono, poi, altre località (frazioni) rese famose o da scorci paesaggistici (come gli scogli di s. Anna, l’antico borgo marinaro di S.Angelo, la spiaggia dei Maronti, la baia di Sammontano, Panza), in cui le piccole comunità sono animate da attività economiche peculiari (settore armatoriale), oppure da tradizioni popolari locali, o anche dalla memoria di avvenimenti storici, o dalla presenza in altri tempi di personalità di rilievo internazionale, oppure dalla loro capacità di organizzare manifestazioni di carattere culturale.

Oggi l’attività artigianale della pesca di paranze, scomparsa dalle spiagge e dalle piccole baie, è presente ormai solo ad Ischia Ponte.

Permangono però sull’isola, oltre ad una modesta attività agricola, un discreto settore armatoriale, una ricca produzione artistica di ceramiche, una rilevante iniziativa terapeutica legata al termalismo: diffuso quest’ultimo su tutto il territorio isolano. Settori economici, questi, che in qualche modo fiancheggiano e assecondano il turismo (e nello stesso tempo ne traggono giovamento). Tutto il resto della capacità produttiva è costituito dall’indotto della primaria attività turistica (commercio e servizi).

Non solo turismo, quindi, ma anche vita locale delle cittadine con la loro storia popolare, civile, culturale, morale, religiosa: ognuna con una propria autonoma economia “domestica”.

La panoramica con monte Vico

La panoramica con monte Vico

In particolare, voglio parlare di Casamicciola Terme, a cui torno ogni anno a ritemprarmi dalle fatiche invernali e a respirare i profumi soavi agognati tutto l’anno. Come dice il poeta, pensando alla sua Liguria:

Qui, delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l’odore dei limoni”.
(E. Montale)

La posizione geografica di Casamicciola, adagiata ai piedi del fianco più impervio del monte Epomeo, e il più verdeggiante a causa dell’esposizione settentrionale, la rende la più fortunata fra le sei città a beneficiare del microclima ischitano. Ricca d’acque, accarezzata da costanti brezze, aperta a splendidi tramonti, ed albe luminose, Casamicciola rimane il più importante punto di ormeggio per la flottiglia delle imbarcazioni private da diporto.

E se il comune di Ischia col suo porto naturale è l’approdo ufficiale per chi arriva sull’isola, Casamicciola ne è il suo secondo porto: ben collegata con la terraferma (Napoli o Pozzuoli).

Dicevo dell’Epomeo. La sua natura di vulcano, rende la montagna una continuazione, dal punto di vista geologico e orografico, della zona dei Campi Flegrei ad ovest di Napoli; e non dissimile dallo stesso Vesuvio. Il carattere vulcanico dell’isola è, infatti, alla base del suo termalismo: fenomeno esteso a tutta il territorio isolano e che si manifesta anche nel fondo del mare circostante con numerose sorgenti, le cui polle di acqua calda sono evidenti lungo le numerose spiagge.

La baia

La baia

Ma la regina delle terme è Casamicciola. Non tanto per i numerosi stabilimenti termali adeguatamente attrezzati, fra i più antichi tra quelli ideati in epoca moderna per il benessere e la cura del corpo; né per avere ogni albergo e ogni pensione, e talvolta anche le abitazioni private, fornitura di acqua termale sorgiva; ma proprio per la qualità delle sue acque e dei suoi fanghi.

Per spiegare il nome della città ci saranno certamente ricostruzioni più dotte e forse scientificamente più rigorose; a me piace però conformarmi ad un’etimologia più vicina al pensare (e alla lingua stessa) del popolo – fosse anche una paraetimologia! – e cioè ritenere che la parola venga da “casa piccola”, “casetta”, quasi ad indicare la modesta origine agreste del centro abitato, che, come si sa, si era sviluppato a mezza costa del monte Epomeo, privilegiando le attività agricole e, tra queste, la produzione del vino. Una tradizione contadina che negli anni, allargandosi le famiglie, ha generato fenomeni migratori legati alla ricerca del lavoro, che i giovani trovavano imbarcandosi sulla flotta mercantile: primo passaggio verso l’emigrazione d’oltremare. Fenomeni attenuatisi con l’affermazione dell’attività termale e il relativo servizio dell’ospitalità (alberghetti a conduzione familiare).

Il centro della vita cittadina era a mezza costa sul fianco dell’Epomeo, lontano dal mare, mentre sulla spiaggia (la marina), dove a causa del deflusso delle acque termali si raccoglieva la migliore argilla, si erano insediate numerose fornaci per la produzione delle terrecotte: mattoni, vasi, opere ornamentali; e in seguito anche porcellane artistiche.

La cittadina fu distrutta dal terribile (e ormai proverbiale) terremoto del 1883. Di conseguenza la popolazione superstite si trasferì a valle, verso la marina, dove trovò rifugio in baracconi provvisori, dando origine così ad un nuovo insediamento che ha conservato tuttavia i segni dell’originaria provvisorietà.

Così, anche Casamicciola si aprì ai traffici marittimi e, finalmente, al turismo. Oggi la città si presenta su tre livelli altimetrici: al livello del mare, il rione Perrone e la marina, contornati dalla strada panoramica del lungomare che porta a Lacco Ameno; più su, la zona di piazza Bagni (collegata alla basilica di S. Maria Maddalena, patrona della città) dove si trovano le terme storiche di Casamicciola (le migliori in assoluto di tutta l’isola), le cui sorgenti (lo storico “gurgitiello”) oggi convogliano le loro acque all’interno di alcuni stabilimenti termali, gestiti da famiglie del posto (famose le Terme Fiola, in via Ombrasco); e, in alto, la piazza Maio, che corrisponde all’incirca al sito dell’originario centro urbano abitato prima del terremoto, e dove sono ancora visibili i ruderi delle costruzioni più importanti.

Quando si arriva a Casamicciola venendo dal porto di Ischia, la strada si arrampica su un costone di roccia lavica con una serie di curve a mezza costa, il mare in basso a destra e, a sinistra, la linea di ville e giardini privati. Attraversa poi la località Castiglione, fino a ridiscendere lentamente al livello del mare dove raggiunge il quartiere Perrone.

Il costone digradante del Castiglione (antico castello, di cui resta solo il nome nella toponomastica locale: nome ripreso in seguito dallo stabilimento termale e balneare), oggi è un promontorio che chiude una conca verdeggiante a più livelli, attrezzata di piscine termali in mezzo a foreste di pini ed aiuole fiorite, fino a raggiungere una spiaggia incantevole, munita a sua volta di tutti i comfort. Per la risalita verso la strada carrozzabile (e il relativo parcheggio) si utilizza una piccola funicolare che collega i vari livelli delle piscine e raggiunge il ristorante panoramico.

Giunti al Perrone, all’altezza dell’Hotel la Madonnina, a destra c’è la salita del Cimitero, che prosegue fino al piccolo, ma famoso, bagno (bagnitiello); a sinistra la strada si affaccia sul mare di Casamicciola, da dove inizia la strada panoramica, il lungomare.

La Chiesa di S. Gabriele

La Chiesa di S. Gabriele

Continuando per via Girardi (il lungomare), l’abitato è disposto sulla sinistra: abitazioni private, ville, qualche albergo, il convento dei Padri Passionisti con la chiesa di S. Gabriele, bar e negozi, fino al porto con la piazza Marina completamente rinnovata, dove è il centro delle passeggiate e degli incontri a tutte le ore; e dove, non lontano, si possono vedere allineate le imbarcazioni del porticciolo turistico. Superato il porto e alcuni stabilimenti balneari, la strada panoramica in un chilometro vi collega direttamente con il comune di Lacco Ameno.

Alla storia di Casamicciola sono legati i nomi di grandi personaggi della cultura e dell’arte, come Croce ed Ibsen. La cittadina si è fatta promotrice di un interessante concorso di poesia, destinato agli studenti europei.

Luigi Casale

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