Obama svuota Guantanamo, trasferiti altri 15 detenuti

Obama svuota Guantanamo, trasferiti altri 15 detenuti
Obama svuota Guantanamo, trasferiti altri 15 detenuti
Obama svuota Guantanamo, trasferiti altri 15 detenuti

NEW YORK. – Barack Obama svuota Guantanamo. Anche se il suo sogno di chiudere il supercarcere entro la fine del mandato sembra svanire, il presidente americano non molla e trasferisce altri 15 detenuti, stavolta negli Emirati Arabi Uniti. Si tratta del trasferimento più numeroso dell’era Obama, con il quale la popolazione del carcere sull’isola di Cuba scende a 61 prigionieri. Fra i detenuti trasferiti ci sono 12 yemeniti e tre afgani, rimasti lì per 14 anni senza essere stati processati.

Consapevole della quasi impossibilità di mantenere la sua promessa di chiudere il carcere durante la presidenza, Obama sta cercando almeno di trasferire tutti i detenuti che sono già stati dichiarati ‘idonei’ a lasciare Guantanamo. Con l’ultima ondata si riduce a 20 il numero dei prigionieri approvati per il trasferimento.

Quando Obama ha assunto l’incarico, a Guantanamo c’erano 242 prigionieri. I suoi tentativi di chiudere il carcere sono finiti nel vuoto per l’opposizione del Congresso, dove la Camera e il Senato sono a maggioranza repubblicana. “Gli Stati Uniti sono riconoscenti agli Emirati Arabi Uniti per la continua assistenza nel chiudere il carcere di Guantanamo”, ha affermato Lee Wolosky, l’inviato speciale del Dipartimento di Stato per trattare i trasferimenti.

L’amministrazione Obama è impegnata da tempo in un pressing diplomatico sui paesi del Golfo per il ricollocamento dei detenuti di paesi come lo Yemen. I paesi del Golfo sono infatti ritenuti una destinazione ideale per i detenuti per motivi di lingua e per le autorità americane che, sul posto, hanno la capacità di monitorarli.

L’Oman è stato il primo paese del Golfo ad aiutare gli Stati Uniti, accettando il ricollocamento di 10 detenuti in due tranche, all’inizio e alla metà del 2015. Gli Emirati Arabi Uniti hanno accettato cinque yemeniti lo scorso novembre, inserendoli in una programma di custodia riabilitativa messo a punto per i suoi cittadini legati all’estremismo islamico.

L’Oman in gennaio ha accettato altri 10 detenuti e l’Arabia Saudita in aprile nove. Il Qatar ha assunto un atteggiamento differente, accettando cinque prigionieri che l’amministrazione Obama ha scambiato per il sergente Bowe Bergdahl.

Fra i detenuti trasferiti nell’ultima ondata c’è l’afgano chiamato Obaydullah, arrestato nel 2002 con l’accusa di aver offerto materiale a sostegno del terrorismo. Accusa successivamente rivista. Nel decidere il suo trasferimento, “abbiamo valutato il fatto che il prigioniero non ha espresso alcuna intenzione di impegnarsi nuovamente in attività terroristiche, non ha manifestato nessun atteggiamento anti americano e che né il detenuto né la sua famiglia hanno legami con estremisti fuori da Guantanamo”, si legge nelle motivazioni delle autorità americane per il rilascio.

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