Petrolio, Venezuela insiste sulla necessità di un tetto di produzione

Paesi Opec non rispettano tagli.Pugno duro russo-arabo
Petrolio, Venezuela insiste sulla necessità di un tetto di produzione
Petrolio, Venezuela insiste sulla necessità di un tetto di produzione

CARACAS – Mentre il petrolio si presenta debole a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,06% a 46,54 dollari al barile, prosegue la tournèe del ministro del Petrolio venezuelano, Eulogio Del Pino, e della ministro degli Esteri, Delcy Rodrìguez, per i paesi arabi.

I ministri Del Pino e Rodrìguez insistono nella necessità di frenare la produzione di greggio e di una strategia comune dei paesi produttori di petrolio per indurre il prezzo del barile di greggio a risalire la china. E’ questa una proposta sulla quale il Venezuela lavora da oltre un anno senza ottenere l’adesione nè del resto dei membri dell’Opec nè quella dei produttori indipendenti.

Per il momento, infatti, i produttori di petrolio non hanno raggiunto accordi e l’Iran in particolare si è espresso contrario a qualunque politica orientata a ridurre la produzione. Dopo l’embargo americano, l’Iran vuole riconquistare il mercato perso. Non potrebbe farlo qualora si stabilisse un tetto alla produzione di petrolio.

Il barile di greggio, che aveva raggiunto prezzi da capogiro superando i 100 dollari, oggi nelle piazze mondiali è quotato attorno i 45 dollari. I

l petrolio venezuelano, dal quale dipende in un 95 per cento e forse anche piú il futuro dell’economia del Paese, è quotato attualmente attorno ai 30 dollari il barile; un prezzo troppo basso che non permette di soddisfare le necessità crescenti del Paese e, allo stesso tempo, di rispettare i pagamenti di interessi e capitale del debito pubblico.

Da qui l’azione diplomatica dei ministri Del Pino e Rodrìguez il cui obiettivo è promuovere un accordo per stabilireb un tetto della produzione.