Paola Ruggeri, la sirena che é diventata miss

Pubblicato il 19 agosto 2016 da redazione

Paola Ruggeri, la sirena che é diventata miss

Paola Ruggeri, la sirena che é diventata miss

CARACAS – I giochi olimpici ci regalano storie affascinanti in campo e fuori. Una di queste è Paola Ruggeri, la nuotatrice che prima ha rappresentato il Venezuela in vasca e poi lo ha fatto in passerella.

L’italo-venezuelana, nata a Caracas un 14 luglio, ha dato le sue prime bracciate alla tenera etá di 7 anni. Il talento é innato e con il passare degli anni non lascia scampo a nessuno e colleziona medaglie e trofei a suo piacimento. Il binomio piscina-podio erano come casa sua. I suoi successi a livello nazionale le permettono di rappresentare il paese in giro per il mondo.

Nel 1970, quando appena frequentava le elementari nella scuola italo-venezuelana Agostino Codazzi di Caracas, la nuotatrice giá rappresentava il suo paese a livello continentale. Infatti, nel 1970, quando aveva appena 9 anni, partecipó ai Juegos Centroamericanos y del Caribe che si svolgevano a Cuba.

Tre anni dopo, nel 1973, partecipa nei Juegos Suramericanos Infantiles y Juveniles a Rio de Janeiro. In questa edizione dei giochi vince tre medaglie: una livello individuale (bronzo nei 100 dorso) e due ori nella staffetta.
Nel Campeonato Suramericano di nuoto a Medellin, in Colombia, nel 1974 é stata la delegata della sua nazionale. In questi giochi, la sirena italo-venezuelana stabilì due primati regionali nei 100 e nei 200 dorso. Da segnalare che la Ruggeri, appena 14enne sfidava nuotatrici quasi ventenni. Grazie a questa prestazione vinceva il premio ‘Atléta del año’, distinzione che é assegnata ogni anno dal Circulo de Periodistas Deportivos del Venezuela.

La Ruggeri ha poi continuato a macinare metri in vasca fino a realizzare il sogno di una vita: quello di partecipare ai giochi olimpici. La XXI edizione dei giochi olimpici si sono svolti a Montréal in Canada dal 17 luglio al 1º agosto 1976. Qui sarà presente nella prova dei 100 dorso e finisce al 29º posto, nella sua batteria chiude con un tempo di 1:11”14. La Ruggieri prenderà parte delle staffette stile libero e quella mista insieme a Daeyl Perez, Maria Hung e Vania Vasquez: nella prima chiuderanno al 12º posto con un tempo di 4:12”81 e nella seconda al 15º con un crono di 4:43”78.

Parlando dell’esperienza dei cinque cerchi la Ruggieri confessò qualche tempo fa in una intervista: “Eravamo rintanati nel villaggio olímpico. Nella nostra specialitá i nostri giorni trascorrevano tra la piscina ed il villaggio. Quando si partecipa a questo tipo di evento noi atleti sappiamo che non andiamo per fare turismo, ma per partecipare ad una gara. Fino al giorno della gara hai in mente una sola cosa: fare bene nel momento in cui rappresenterai il tuo paese. Per questo motivo non c’é possibilitá di pensare ad altro.”

Oltre alla gara, un altro dei momento clou dell’olimpiade é la ceremonia d’apertura: “Ricordo le ore che hanno preceduto la sfilata, noi indossavamo il nostro tradizionale ‘liqui liqui’ e ci divertivamo tra di noi. Ma l’attesa é he valsa la pena.

Le emozioni che vivi e respiri in quel momento sono indescrivibili. Ricordo aver visto nella tribuna d’onore la Regina Elisabetta II, quel giorno lei indossava un vestito color fucsia. Durante la permanenza nel villaggio olímpico i ricordi che più mi sono rimasti impressi: il momento in cui é stata innalzata la bandiera del Venezuela, il calciatore brasiliano Edhino Nazaret ed infine il concerto del complesso Sangre, sudor y lagrimas.

La nostra delegata, la signora Simons non ci faceva fare un passo senza la sua supervisione, ma ricordo che con Maria ‘la China’ Hung siamo riusciti a scapparcene solo una volta, giusto per comprare qualche snack e qualche regalino”.

Durante i giochi non solo ci sono gare, come in tutti gli eventi sportivi, ma ci sono anche momenti dove nascono nuove amicizie con sportivi di altri paesi. “Si producono scambi di gagliardetti tra gli sportivi, logico quello puoi farlo quando sono giá finiti i giochi. Io l’ho fatto. Una delle cose che ricordo con molto piacere é stata la festa di compleanno che ho avuto nel villaggio olímpico.

Durante i giochi il Comitato Olimpico Internazionale ha organizzato una festa per tutti noi che festeggiavamo il compleanno in quel periodo. Quell’anno io festeggiavo quindici anni, non ho avuto festa a Caracas, ma nel villaggio” ricorda emozionata l’atleta di origine italiana.

La campionessa non solo voleva eccellere a livello sportivo, ma anche a livello provessionale, tant’e vero che ha studiato amministrazione presso l’Universidad Metropolitana. Quando frequentava il nono semestre all’universitá ci fu l’incontro con Irene Sáez e Rita Córdova che la portarono alla Quinta Rosada, la mecca del Miss Venezuela.

Appena fu presentata ad Osmel Sousa la volle nella sua corte e le assegnò la fascia dello stato Portuguesa per l’edizione del 1983. Il 5 maggio del 1983, l’italo-venezuelana si aggiudicò la corona di miss e rappresentó il Venezuela anche nelle diverse passerelle in giro per il mondo. Andó a Miss Suramérica 1983 e mise in bacheca la corona della manifestazione svoltasi in Peruù. Mentre nel Miss Universo chiuse la sua partecipazione tra le migliori dodici.

Di quell’esperienza, la Ruggeri confessa: “Osmel mi disse una frase carina que mi motivò e diede fiducia per partecipare nel concorso: ‘se non ti piace quello che stai vivendo e vedendo, riderai”.

Dopo l’esperienza come atleta e come miss, l’italo-venezuelana decise di viverne una nuova: quella di mamma. Nel 1989 si sposó e due anni dopo diede alla luce la sua bimba di nome Laura.

La Ruggieri si é sempre mantenuta attiva nel mondo del nuoto mettendo in bacheca diverse medaglie e trofei nella categoría master. Questa sua affinitá e tenacia nelle vasche le ha permesso di vincere l’ordine Rafael Vidal, onorificenza conferita dal Ministerio dello sport e dalla Federación Venezolana de Deportes Acuáticos.

La storia di Paola Ruggeri ci dimostra che con perseveranza e forza di volontà si possono realizzare tutti i sogni.

Nell’edizione dei giochi olímpici in Canadá c’é stata la presenza di un’altra atleta di origine italiana: Aura Di Nisio, che entrerà nella storia come la prima venezuelana che partecipa ai giochi nei tuffi (per rivedere una criolla in questo sport bisognerà aspettare Sydney 2000). La Di Nisio partecipò alla prova del trampolino da 3 metri raggranellando 293,04 punti.

Questa edizione resterà famosa perché per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, nella ginnastica artística venne assegnato, e per tre volte, un 10.00: i primi due furono ottenuti nelle parallele asimmetriche e nel corpo libero dalla romena Nadia Comaneci, seguiti da quello nel volteggio dalla sovietica Nelli Kim. L’assegnazione del punteggio venne ritardata poiché i tabelloni elettronici erano programmati per visualizzare votazioni fino ad un massimo di 9.99, mentre il 10.00 non era ancora previsto.

Fioravante De Simone

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