Nessuna tregua in Siria, missili russi dal Mediterraneo

Pubblicato il 19 agosto 2016 da ansa

Nessuna tregua in Siria, missili russi dal Mediterraneo

Nessuna tregua in Siria, missili russi dal Mediterraneo

BEIRUT – Il giorno dopo essersi detta disponibile a negoziare un cessate il fuoco di 48 ore ad Aleppo, la Russia aumenta la sua potenza di fuoco lanciando missili da crociera dalle sue navi nel Mediterraneo che colpiscono anche la città nel nord della Siria. Un’ulteriore escalation dopo i raid compiuti per tre giorni consecutivi dai bombardieri a lungo raggio decollati da una base iraniana.

Il complicato mosaico del conflitto civile vede nel frattempo l’apertura a sorpresa di un nuovo fronte, con l’allargarsi degli scontri nella regione nord-orientale di Hasaka tra milizie siriane lealiste e quelle curde dell’Ypg che negli ultimi mesi, con l’appoggio aereo della Coalizione internazionale a guida Usa, hanno riportato i più importanti successi sul terreno contro l’Isis.

Per il secondo giorno consecutivo fonti curde hanno denunciato bombardamenti compiuti dai governativi sulla città e nei dintorni. L’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) parla di 16 civili uccisi, mentre molti altri stanno fuggendo dal centro abitato. Ma il sito curdo-iracheno Rudaw fornisce un bilancio di “15 uccisi tra civili e miliziani dell’Ypg”.

Mosca intanto risponde all’ondata emotiva scatenata nel mondo dalle immagini del piccolo Omran, di 5 anni, appena estratto dalle macerie dopo un bombardamento, affermando che i suoi aerei non hanno colpito il quartiere residenziale di Qaterji, ad Aleppo, dove secondo gli attivisti dell’opposizione è stato girato il video.

“Abbiamo giù più volte sottolineato – ha dichiarato il generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa di Mosca – che gli aerei militari russi impiegati nell’operazione in Siria non attaccano mai bersagli che si trovano in zone abitate dai civili. Ciò riguarda in particolar modo la zona di al Qaterji di Aleppo menzionata dai mass media occidentali”.

Per quanto riguarda i bombardamenti di oggi, Mosca afferma che le sue navi hanno lanciato tre missili da crociera Kalibr contro obiettivi nella provincia di Aleppo del Fronte Al Nusra, l’organizzazione ex qaedista che recentemente ha cambiato il proprio nome in Fronte Fatah Al Sham.

“I missili – sottolinea il ministero della Difesa russo – hanno percorso il tragitto su aree deserte per assicurare la sicurezza dei civili”.

Mosca aveva già colpito obiettivi in Siria con missili lanciati dalle sue navi a partire dall’autunno scorso: prima con vettori partiti dalla flotta nel Mar Caspio e poi da un sottomarino nel Mediterraneo. Bombardamenti sono intanto segnalati dall’Ondus oggi in varie località del Paese controllate dagli insorti, dalla città di Idlib, nel nord-ovest, fino a Daraya, alle porte di Damasco.

Ma i raid degli ultimi due giorni contro le forze curde a Hasaka aprono diversi interrogativi su un possibile cambio di strategia di Damasco, che negli oltre cinque anni del conflitto aveva evitato di prendere di mira direttamente le milizie dell’Ypg. Queste ultime, a loro volta, si sono finora astenute dallo sfidare l’autorità del governo centrale, limitandosi a difendere le regioni nel nord e nel nord-est del Paese, in particolare contro l’Isis.

La settimana scorsa avevano anche strappato allo Stato islamico dopo una offensiva di dieci settimane la città di Manbij. L’Ypg, considerato un alleato dei curdi separatisti turchi del Pkk, è visto da Ankara come il nemico più pericoloso alle proprie frontiere e diversi osservatori si chiedono se l’attacco dei governativi siriani sia una conseguenza diretta del riavvicinamento messo in atto nelle ultime settimane dalla diplomazia turca alla Russia e all’Iran, principali alleati del regime siriano.

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