Telefono Azzurro, baby soldato piaga da stroncare

Terrorismo:Telefono Azzurro, baby soldato piaga da stroncare Oltre 250 mila arruolati in conflitti armati
Terrorismo:Telefono Azzurro, baby soldato piaga da stroncare  Oltre 250 mila arruolati in conflitti armati
Terrorismo:Telefono Azzurro, baby soldato piaga da stroncare
Oltre 250 mila arruolati in conflitti armati

ROMA. – Quella dei bambini soldato “è un’emergenza da combattere”: lo denuncia Telefono Azzurro, secondo il quale sarebbero “ancora oltre 250mila quelli arruolati nei conflitti armati di tutto il mondo e costretti a combattere”.

“Da Boko Haram all’Isis, gli ultimi fatti di cronaca – avverte Telefono Azzurro – fotografano il dramma crescente dei bambini-kamikaze, reclutati e utilizzati come inconsapevoli strumenti di morte. Bambini, molto spesso anche di appena 8 anni, utilizzati per combattere in prima linea, ma anche per partecipare a missioni suicide e agire come spie, e ragazze sfruttate a fini sessuali o costrette a matrimoni forzati. Molti di loro vengono reclutati forzatamente, altri si uniscono a questi gruppi criminali nella speranza di migliori possibilità di sopravvivenza, spesso per fuggire alla povertà”.

“I bambini soldato sono esposti a gravi conseguenze psicologiche, a causa delle esperienze traumatiche che sono costretti a vivere”, spiega Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile.

“Sono soggetti a una perdita di tutte le competenze emotive ed empatiche tipiche dell’età, oltre che a una drammatica incapacità di gestire le emozioni. ‘L’altro’ è da loro percepito come un oggetto nemico e per questo maturano istinti distruttivi e aggressivi. La vita, degli altri ma anche la propria, non ha più alcun valore. Per questo, infatti, si registra tra di loro un indice di suicidi molto alto”.

Per proteggere e aiutare i bambini che arrivano nel nostro Paese con queste problematiche, suggerisce l’organizzazione umanitaria, “occorre, attraverso un supporto specializzato, cercare di far riemergere in loro la capacità di identificare elementi positivi nella propria vita.

Devono ritornare a giocare, a provare emozioni, a costruire sogni, recuperare il senso del tempo, dell’emozione e dell’affettività. Per tentare di sconfiggere il fenomeno nei Paesi d’origine occorre, invece, puntare molto sui percorsi di recupero messi in atto dalle Ong locali, partendo da un elemento base fondamentale: l’educazione, sia dei bambini stessi che di adulti e genitori.

L’istruzione – conclude Telefono Azzurro – è l’arma principale per sconfiggere questo fenomeno”.

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