Memoria e storia di una collettività

Pubblicato il 24 agosto 2016 da redazione

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CARACAS. – Il passato è un punto di partenza necessario per guardare al futuro con maggiore consapevolezza. È per questo che La Voce d’Italia ha deciso di bandire un concorso, sulle sue reti sociali, offrendo come premio ai vincitori una copia del libro Passaporto Verde, nella sua versione in italiano e in spagnolo.

In questo libro, che riunisce alcuni reportage scritti da Gaetano Bafile negli anni dal 1950 al 1958, scelti e commentati dalla figlia Marisa, vengono narrate le incredibili esperienze vissute dagli italiani emigrati in Venezuela dopo la seconda Guerra Mondiale.

Personaggi, drammi, speranze e nostalgie s’intrecciano tra due Paesi: un’Italia, ferita dalla guerra e un Venezuela instabile politicamente ma in crescente espansione.

Il fondatore de La Voce d’Italia, giunto in Venezuela per conto del quotidiano Il Messaggero per il quale lavorava in Italia, nel percepire la necessità di informazioni della madrepatria da parte dei nostri emigranti che sbarcavano a centinaia nel porto di La Guaira, decise di restarvi e fondare un suo giornale.

Nacque così La Voce d’Italia che in breve tempo si è trasformato nel punto di riferimento dell’intera collettività che ha seguito in ogni suo passaggio e di cui ha sempre preso le difese. Al tempo stesso si è inserito nel tessuto dei media del Venezuela diventando un rispettato mezzo di comunicazione nazionale tanto che è stato l’unico mezzo di comunicazione etnico che ha ricevuto l’ambito Premio Nacional de Periodismo.

Bafile con l’acuta penna del buon cronista ha descritto le storie di coloro che sono arrivati negli anni ’50 e ’60. Erano ragazzi giovanissimi, pieni di entusiasmo, capacità di lavoro e coraggio. Oggi, dopo molti decenni, raccontano le proprie vicende ai nipoti e a volte ai pronipoti.

Come ha scritto Marisa Bafile, promotrice di questo libro, nel prologo “Gli sforzi, le lotte dei nostri emigranti fuori dal proprio ambiente, esigono e meritano rispetto da parte delle nuove generazioni”.

Quello che per lei è significato un processo di integrazione in una comunità di cui è sempre andata orgogliosa, regala ad altri pagine di una storia che è la storia di tutti noi, la nostra memoria.

La Voce d’Italia, oggi sotto la guida di Mauro Bafile, continua a scriverla giorno dopo giorno con impegno immutato e la convinzione che una comunità senza un mezzo di comunicazione che la rappresenti al meglio è destinata a diluirsi, a perdere radici e identità e soprattutto a restare muta e inascoltata.

Entusiasta la partecipazione dei nostri lettori durante tutto il mese di durata del concorso e i vincitori saranno premiati durante una cerimonia nel nostro Istituto di Cultura nel corso del prossimo mese di settembre.

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