Referendum: da Benigni a Servillo, scendono in campo volti noti

Referendum: da Benigni a Servillo,scendono in campo volti noti
Referendum: da Benigni a Servillo,scendono in campo volti noti
Referendum: da Benigni a Servillo,scendono in campo volti noti

ROMA – Roberto Benigni per il sì, Dario Fo per il no. Stefania Sandrelli per il sì, Toni Servillo per il no. Si fa sentire il peso anche di ‘testimonial’ d’eccezione, nella campagna per il referendum costituzionale. Alcuni – assicurano dai comitati – hanno già dato la disponibilità a prestare il loro volto o la voce in video. Altri scelgono di esporsi meno. Ma i loro ‘endorsement’ sono destinati a far discutere.

Tra i primi a prendere posizione è stato Benigni, da subito chiamato in causa anche perché ‘cantore’ della nostra Carta con lo show tv ‘La più bella del mondo’. L’attore e regista premio Oscar sembrava destinato a schierarsi per il No. E invece, in un’intervista a Repubblica, ha dichiarato che, da “cittadino”, voterà Sì.

– Sono trent’anni che sento parlare della necessità di superare il bicameralismo perfetto: niente. Pasticciata? Vero. Scritta male rispetto alla lingua meravigliosa della Costituzione? Sottoscrivo. Ma questa riforma – ha detto – ottiene gli obiettivi di cui parliamo da decenni.

Le sue parole sono state duramente contestate da Dario Fo, tra i più fermi sostenitori del No.
– Tradisce se stesso – ha attaccato il premio Nobel.

Ma Benigni non è entrato in polemica:
– A Fo non si risponde, è come la mamma.

In un immaginario ‘derby’ cinematografico, anche la regista Liliana Cavani e l’attrice Stefania Sandrelli hanno dichiarato il Sì alla riforma (“Un’occasione che non va persa”), mentre gli attori Monica Guerritore e Toni Servillo hanno aderito al comitato promotore del No.

Ha firmato un appello contro la riforma del governo Renzi la cantante Fiorella Mannoia, mentre non si è ancora espresso in pubblico Adriano Celentano, che in un intervento del settembre 2014, quando ancora il ddl costituzionale doveva essere approvato in Parlamento, aveva criticato il testo.

Per il sì gli scrittori Susanna Tamaro e Federico Moccia, per il No Ermanno Rea. Ma sono tanti anche gli studiosi e intellettuali, dall’una e dall’altra parte. Per fare solo qualche nome: per il Sì, il genetista Edoardo Boncinelli, lo storico dell’arte Andrea Carandini, lo storico Giuseppe Galasso, il filosofo Umberto Galimberti; per il No, l’archeologo Salvatore Settis, gli storici Paul Ginsborg e Nicola Tranfaglia, il filologo Luciano Canfora.

(Serenella Mattera/ANSA)

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