Sisma, esperti sul campo: “Mai visto nulla di simile”

Firefighters clear rubble in Amatrice, central Italy, Monday, Aug. 29, 2016 where a 6.1 earthquake struck just after 3:30 a.m., Wednesday.(ANSA/AP Photo/Antonio Calanni)
Firefighters clear rubble in Amatrice, central Italy, Monday, Aug. 29, 2016 where a 6.1 earthquake struck just after 3:30 a.m., Wednesday.(ANSA/AP Photo/Antonio Calanni)
Firefighters clear rubble in Amatrice, central Italy, Monday, Aug. 29, 2016 where a 6.1 earthquake struck just after 3:30 a.m., Wednesday.(ANSA/AP Photo/Antonio Calanni)

ROMA – “Mai visto nulla di simile”: la distruzione provocata ad Amatrice dal terremoto del 24 agosto colpisce perfino i sismologi più esperti, come Fabrizio Galadini, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). E’ uno dei tanti sismologi che si trovano nelle zone colpite dal sisma per seguire le stazioni mobili installate dall’Ingv per avere il maggior numero di informazioni utili a studiare nei dettagli il meccanismo all’origine del sisma, per osservare da vicino la zona della faglia e per studiare i danni.

– Non ho mai visto nulla di simile: ad Amatrice – ha spiegato Galadini – gli edifici si sono letteralmente sbriciolati e fanno tornare in mente le immagini dei grandi terremoti del passato, come quello del 1980 in Irpinia, e più indietro nel tempo, quello di Avezzano del 1915. Anche lì non era rimasto nulla in piedi e il paese era diventato un ammasso informe di detriti di edifici che una volta erano case. Cumuli di macerie – ha proseguiton – in cui si identificano detriti di tutti i tipi: pietre, tegole, mobili e suppellettili della quotidianità casalinga, e sotto le macerie le automobili.

Viene spontaneo anche il confronto con il terremoto de L’Aquila del 2009.

– Anche lì, come nei paesi intorno, c’era un livello di distruzione significativo, ma mai come quello sto vedendo oggi ad Amatrice – afferma -. E’ rimasta in piedi – ha aggiunto -, solo la torre dell’orologio, rimasto fermo alle 3,36, l’ora della scossa di magnitudo 6,0. Ci sono contrasti sorprendenti.

Viene spontaneo chiedersi il perché di tanta distruzione ad Amatrice. La risposta più immediata è la vulnerabilità degli edifici, ma ci si chiede anche se il terreno abbia caratteristiche tali da amplificare gli effetti del sisma. Dai crolli alla faglia del Monte Vettore, responsabile del sisma del 24 agosto: per i sismologi anche i cambiamenti avvenuti nel suolo possono raccontare molto.

– C’è stato sicuramente uno spostamento del suolo – ha detto Galadini – e nell’area a Sud del Monte Vettore si vede molto bene una piccola scarpata, un gradino formato nel suolo dell’altezza di 20 centimetri, costante per un tratto molto lungo”.