Renzi vede Merkel, flessibilità per “Casa Italia”

ROMA – Il nodo è sempre lo stesso e si chiama flessibilità. Ma questa volta il premier Matteo Renzi non intende arretrare. Rispetto all’ultimo incontro con Angela Merkel, appena una settimana fa – a Ventotene in occasione del vertice Italia, Francia, Germania – tutto è cambiato. Nello spazio di 20 secondi, alle 3 e 36 del 24 agosto. Per questo il nodo della flessibilità va sciolto, o quantomeno allentato, per permettere all’Italia di uscire dalla continua emergenza terremoto e, soprattutto, di salvare centinaia di vite. A questo punta “Casa Italia”, il progetto strutturale che Renzi intende mettere in campo. Un intervento a lungo termine che, come tale, non rientra nello scorporo dal calcolo del deficit, legato solo alle emergenze. Bruxelles lo ha precisato ieri e lo ha ribadito oggi, dopo il duro commento di Renzi:
– Prendiamo quello che ci serve. Punto.
L’Ue dunque non arretra. Ma nonostante la Merkel sia tornata a ribadire appena ieri che la strada per la crescita sono le riforme strutturali, Renzi potrebbe trovare questa volta un atteggiamento meno rigido nella cancelliera, che pure domenica prossima deve affrontare un test importante con le amministrative in Meclemburgo, dove la destra populista di ‘Alternativa per la Germania’ potrebbe ottenere un risultato senza precedenti.
Con la Gran Bretagna fuori dai giochi, la Spagna senza un governo, la Francia con un presidente sempre più debole (oggi si è dimesso il ministro dell’Economia Emmanuel Macron per candidarsi all’Eliseo), l’Italia resta al momento uno dei pochi partner affidabili in termini di stabilità. E Berlino ne è consapevole. Tanto che nella nota ufficiale sul vertice di Maranello la cancelleria assicura che “temi-chiave” del summit, “accanto alle relazioni bilaterali, saranno in modo particolare questioni di politica economica”.
Fondamentale sarà il bilaterale Padoan-Schaueble. Il ministro dell’Economia illustrerà al suo omologo tedesco l’impostazione della prossima legge di bilancio a cui il governo sta lavorando. E poi ancora il rilancio della crescita attraverso gli investimenti, il rafforzamento del piano Juncker, le politiche fiscali per far ripartire la competitività delle imprese, il sostegno europeo alla disoccupazione (european unemployment benefit scheme). Tutti temi che si incrociano con altre emergenze che preoccupano Roma come Berlino, dal dopo-Brexit all’immigrazione sui quali Renzi e Merkel intendono trovare un punto di incontro in grado di dare una linea unitaria, anche in vista del vertice a 27 di Bratislava del 16 settembre. Ma al centro del vertice, al quale parteciperà un folto numero di ministri, da quello dell’Interno Angelino Alfano a quello degli Esteri Paolo Gentiloni, ci sarà sempre il terremoto, un dramma da arginare nel futuro, ottenendo l’appoggio anche su un intervento strutturale a lungo termine come ‘Casa Italia’. E se il sisma ha modificato in parte l’agenda del vertice, asciugandola (all’ultimo momento sarebbe saltata una possibile visita alla Lamborghini), Renzi non ha voluto modificare il modello a lui caro di incontrare i capi di stato e di governo nelle eccellenze italiane. E dunque la Ferrari, senza dimenticare però i terremotati. Domani infatti è atteso un gesto del padrone di casa Sergio Marchionne in favore della ricostruzione.
(Paola Tamborlini/ANSA)

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