Calano gli occupati, per i giovani è ancora emergenza

Una foto di archivio dell' 8 luglio 2006 di un metelmeccanico in una fabbrica di Bologna. ARCHIVIO ANSA/GIORGIO BENVENUTI/I52/BEF
Una foto di archivio dell' 8 luglio 2006 di un metelmeccanico in una fabbrica di Bologna. ARCHIVIO ANSA/GIORGIO BENVENUTI/I52/BEF
Una foto di archivio dell’ 8 luglio 2006 di un metelmeccanico in una fabbrica di Bologna. ARCHIVIO ANSA/GIORGIO BENVENUTI/I52/BEF

ROMA – Aumentano i giovani disoccupati e i lavoratori anziani, cala l’occupazione e crescono le fila di quelli che rinunciano a cercare lavoro. I dati Istat segnano una battuta d’arresto per il mercato del lavoro a luglio, dopo quattro mesi di recupero.

La disoccupazione giovanile risale al 37,3%, con un balzo di due punti percentuali in un mese, ci sono 63 mila occupati in meno da giugno e 53 mila inattivi in più. La tendenza rimane ancora positiva, con una crescita di 266 mila occupati nell’ultimo anno, dei quali 244 mila assunti a tempo indeterminato.

C’è poi il tasso di disoccupazione che diminuisce leggermente: scende all’11,4% dall’11,6% di giugno perchè l’indicatore misura chi si è affacciato sul mercato del lavoro nelle ultime quattro settimane, non registra chi sfiduciato non cerca occupazione e quindi non può essere strettamente correlato al numero degli occupati.

Intanto i dati provvisori sui prezzi, diffusi sempre dall’Istituto di statistica, mostrano ad agosto un nuovo calo dello 0,1% rispetto all’anno precedente e un aumento dello 0,2% rispetto a luglio. Nelle slide per i primi 30 mesi del governo, il premier Matteo Renzi sottolinea che la disoccupazione è passata – con il suo esecutivo – dal 13,1% all’11,4%. E il Pil “da -1,9% a +1%”, scrive, facendo trapelare una possibile stima aggiornata per la crescita nel 2016 (gli ultimi dati ufficiali del Tesoro, pubblicati ad aprile con il Def parlavano di +1,2%).

“Siamo bombardati dai numeri, dalle statistiche, dalle cifre. E sembra impossibile conoscere la verità”, afferma il presidente del Consiglio in una enews ma “i numeri sono chiari. Le cifre non mentono”.

Ribatte secco il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, su Twitter:
“Qualcuno a Palazzo Chigi regali una calcolatrice a Renzi. A luglio -63.000 occupati rispetto a giugno. Dati chiari”.

E rilancia il capogruppo dei deputati della Lega, Massimiliano Fedriga.
– I dati dell’Istat sulla disoccupazione giovanile che sfiora il 40% – afferma – e l’aumento drammatico degli inattivi dimostrano come la propaganda di Renzi e dei suoi sodali sia assolutamente lontana dalla realtà.

Guardando ai dati con maggiore dettaglio emerge che il calo dell’occupazione a luglio è da imputare solo ai lavoratori autonomi, che diminuiscono di 68 mila unità in un mese, mentre sono sostanzialmente stabili i dipendenti “fissi” e in leggero aumento quelli a tempo determinato.

C’è poi una classe di lavoratori la cui espansione non accenna a fermarsi: quella dei più anziani, con 50 anni e oltre, che vedono aumentare l’occupazione di 48 mila unità in un mese e 402 mila unità in un anno, trattenuti nei posti di lavoro dalla stretta dei requisiti per la pensione. Sono l’unica fascia di età con il segno “più”.

L’Istat segnala inoltre che le difficoltà a luglio colpiscono più le donne che gli uomini. L’andamento del lavoro femminile spiega infatti l’80% del calo degli occupati e la quasi totalità della crescita degli inattivi. Tornano ad aumentare le donne che rinunciano a lavorare, schiacciate tra la missione quasi impossibile di trovare un impiego e l’esigenza di conciliarlo con gli impegni familiari che ricadono sulle loro spalle.

– Le persone che lavorano restano più o meno le stesse, a dimostrazione che il tasso di occupazione, vero parametro sullo stato di salute del nostro mercato del lavoro, è sostanzialmente stabile, anzi in leggera decrescita a luglio – osserva, dal fronte sindacale, il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy. Mentre, per le imprese, Confcommercio rileva che sarà “cruciale” l’orientamento dell’attività economica alla ripresa autunnale.

– Non mancano segnali di indebolimento dei consumi e di riduzione della fiducia tanto delle imprese quanto delle famiglie – afferma l’associazione – con il rischio che il secondo semestre possa risultare peggiore del primo, vanificando anche il raggiungimento dell’obiettivo minimo dell’1% di crescita.

E’ ottimista, invece, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.
– Dall’insediamento del governo Renzi, gli occupati sono 585mila in più. Per consolidare e migliorare questi risultati – dichiara – occorre confermare la scelta di politiche espansive che sostengano consumi e investimenti.

(Chiara Munafò/ANSA)

Condividi: