Meno lavoro nero ed evasione in Italia

Meno lavoro nero ed evasione
Meno lavoro nero ed evasione

ROMA – Battuta d’arresto per il lavoro ‘nero’ in Italia, che nei primi 6 mesi del 2016 regredisce di 250.000 unità rispetto all’anno precedente, passando dai 2 milioni di occupati irregolari del 2015 agli attuali 1,85 milioni. E subisce una sforbiciata pure l’ammontare dell’evasione fiscale e previdenziale: adesso si attesta sui ”22,6 miliardi di euro”, l’anno scorso arrivava a 25 miliardi.

Lo si legge nella ricerca (basata sull’elaborazione dei risultati dell’attività ispettiva del ministero del Lavoro) della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, nella quale si evidenzia come il fenomeno degli incarichi ‘sommersi’ abbia, comunque, cifre considerevoli: nel primo semestre del 2016, in media, un’azienda su 3 tra quelle controllate usa personale in ‘nero’.

Su 67.108 imprese sottoposte a verifica sono stati riscontrati 21.401 occupati ‘fuori norma’, con un tasso di irregolarità ”pari al 61,23%, in aumento di 2,34 punti percentuali rispetto al primo semestre 2015”. I professionisti segnalano che, in particolare, le inadempienze portate alla luce nelle realtà produttive del Belpaese riguardano sostanzialmente i fenomeni di ”elusione (ad esempio, il mancato assoggettamento ad Inps e Irpef di parte della retribuzione corrisposta), lavoro parzialmente sommerso (ovvero i rapporti avviati part-time che, invece, di fatto sono a tempo pieno)” e di attività totalmente in ‘nero’.

Nella prima parte del 2016, si sottolinea nel dossier, il 46,66% dei 45.870 occupati non in regola si scopre essere completamente in ‘nero’ (-6,76% al confronto con il 2015). Quanto all’evasione di imposte e contributi, la somma ‘monstre’ (seppure in diminuzione) di 22,6 miliardi, viene desunta calcolando che ”ogni anno un lavoratore ha 241 giornate di lavoro retribuite” e che il salario medio giornaliero stimato quest’anno ”è pari a 82,19 euro”.

A favorire la discesa del ‘sommerso’ è stato soprattutto lo sgravio previdenziale triennale, ”che ha spinto le aziende, soprattutto negli ultimi giorni del mese di dicembre 2015, a regolarizzare i rapporti”.

Per il presidente della Fondazione studi dei consulenti, Rosario De Luca, i dati ”ribadiscono la necessità di ridurre il costo del lavoro” che costituisce un ”pesante ingombro nei bilanci delle Piccole e medie imprese. Pertanto – conclude – occorrerà attenuare il cuneo fiscale che grava” su chi deve assumere.

(Simona D’Alessio/ANSA)

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