Industria 4.0 e contratti, in manovra spinta a imprese

Industria 4.0 e contratti, in manovra spinta a imprese
Industria 4.0 e contratti, in manovra spinta a imprese
Industria 4.0 e contratti, in manovra spinta a imprese

CERNOBBIO (COMO). – In attesa che la prossima legge di bilancio veda la luce entra nel vivo – nell’ultimo giorno del Workshop Ambrosetti – la discussione su quelli che potranno essere gli elementi di traino. La chiave di sviluppo al Forum è individuata nel piano sull’Industria 4.0 e sui contratti. Sul primo a fornire i dettagli è il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Si tratta, spiega, di “un piano sulla competitività e sulla produttività delle aziende che è molto forte”.

La linea tracciata è frutto di un “lavoro corale”. Tra gli elementi che lo caratterizzano “fortissimi incentivi fiscali alla ricerca e innovazione” ma anche, illustra Calenda alla platea degli imprenditori presenti a Cernobbio, “una totale ricostruzione del fondo centrale di garanzia, concentrato su investimenti e rating medio bassi (pronto per il 10 settembre) con un lavoro sul salario di produttività”.

E in più “una scelta di 4 o 5 università di eccellenza”. Si tratta, dunque, di un piano “molto significativo” in termini dimensionali e su cui il ministro si dice certo della copertura finanziaria. Sulla forza del progetto non ha dubbi il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “E’ una grande sfida interna ed esterna alle fabbriche, tecnologica e culturale, dobbiamo coglierla, possiamo cavalcarla, non dimentichiamoci – dice – che siamo il secondo Paese industriale d’Europa”. Quanto, invece, al tema dei contratti Confindustria e sindacati hanno inviato al governo il loro documento condiviso, siglato dopo il confronto di giovedì scorso, per delineare un nuovo approccio alle crisi e alle ristrutturazioni aziendali. Si parte dal piano operativo di ricollocazione di chi è in cassa o in mobilità in vista della fine della cig in deroga e dei paletti alla cassa integrazione straordinaria che scatteranno a gennaio. Proprio sull’intesa – raggiunta lo scorso primo settembre – il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia sottolinea che “è per noi importante in termini di metodo” ed è “un secondo passo dopo l’accordo di luglio sui premi di produzione”. Boccia è soddisfatto perché “quando c’è competenza e condivisione si chiude l’accordo e si va avanti, anche nel tentativo di condividere – sottolinea – un’idea di indirizzo delle priorità della questione industriale del Paese”.

(dell’inviato Fabio Perego/ANSA)

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