Sisma: tendopoli, tra i monti arriva il freddo

Pubblicato il 05 settembre 2016 da ansa

La tendopoli allestita a Pescara del Tronto, frazione di Arquata, 25 agosto 2016. ANSA/ CROCCHIONI-GMC

La tendopoli allestita a Pescara del Tronto, frazione di Arquata, 25 agosto 2016.
ANSA/ CROCCHIONI-GMC

ARQUATA DEL TRONTO. – Le previsioni parlano di freddo e pioggia in arrivo e per le zone del terremoto vuol dire che arriva l’inverno, o quasi: dunque è urgente chiudere le tendopoli. L’ordine è partito da Arquata del Tronto targato protezione civile e commissario alla ricostruzione.

Lo hanno detto a chiare note Curcio ed Errani ai sette sindaci del cratere marchigiano, che proprio questo volevano sentirsi dire. Il tempo cambia, il sole lascia il posto all’acqua e al freddo e si rischia la salute e l’umore degli sfollati, arrivati a 4.695 persone assistite nei campi allestiti dalla Protezione civile.

E svuotare le tendopoli si può grazie ai sindaci che si sono fatti i conti e hanno visto che tra hotel e case agibili, prima o seconda non conta, c’è la possibilità concreta di mettere la maggior parte degli sfollati marchigiani al riparo sotto ad un tetto sicuro, almeno per la gran parte di loro vicino ai centri storici.

L’ ok all’operazione lo ha dato lo stesso presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli: “gli sfollati possiamo governarli”. Ossia, abbiamo i posti qui, non li deporteremo in massa sulla costa. E mentre si va definendo la fine della prima emergenza “La prossima settimana vi comunicheremo il d-day per la chiusura delle tendopoli”, ha detto Vasco Errani, nei campi di Amatrice e Norcia si prova a vivere una domenica come le altre e si celebrano messe tra le tende.

Ma il lavoro dei soccorritori non si ferma e il bilancio di ieri parla di un corpo individuato: quello del rifugiato afghano rimasto sepolto sotto le macerie della sua casa ad Amatrice e della fine delle ricerche nell’hotel Roma, dove non c’è più nessuno da cercare.

Intanto chi deve lavora al decreto per la ricostruzione, quello che dovrebbe definire il quadro del futuro. A chi chiede deroghe al patto di stabilità dei Comuni, o revisioni delle Imu sulle seconde case in affitto ai senzatetto, il presidente delle Marche Ceriscioli dice: “c’è tempo per raccogliere tutte le istanze, ma è bene che nel decreto del governo ci sia tutto il necessario, anche se ci si mette qualche tempo in più per stirarlo. Si può anche prevedere delle compensazioni per le mancate entrate dei Comuni, ma quello che conta è che sia impostato bene”.

Per ora, lo dice il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, le cose su cui insistere sono: i contributi per l’autonoma sistemazione, la verifica delle condizioni delle abitazioni, l’assistenza eventuale negli hotel, e le operazioni di puntellamento anche per recuperare l’agilità delle zone a rischio nei centri storici.

Ma a ben vedere la scelta di chiudere il prima possibile le tendopoli e insistere sulla autonoma sistemazione nelle case agibili, anche le seconde nel cratere, è una vittoria della linea compatta dei sindaci del cratere marchigiano:”siamo soddisfatti perché è passata la linea che lo Stato si fida dei suoi cittadini, e dà fiducia ai suoi sindaci”, ha concluso il sindaco di Amandola Alfonso Marinangeli.

(Dell’ inviato Luca Prosperi/ANSA)

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