Sisma: i primi sfollati di Accumoli a San Benedetto

Sisma: i primi sfollati di Accumoli a San Benedetto
Sisma: i primi sfollati di Accumoli a San Benedetto
Sisma: i primi sfollati di Accumoli a San Benedetto

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (ASCOLI PICENO) – Arrivano alla spicciolata, con mezzi propri, per iniziare una fase della loro vita lontano dai loro paesi terremotati. Sono gli sfollati di Accumoli (Rieti) e di Spelonga di Arquata del Tronto, che man mano raggiungono San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) per prendere posto negli hotel che hanno dato la disponibilità ad ospitarli, rispondendo al bando del Comune rivierasco.

Staranno qui fino alla posa delle prime casette di legno. Ad accoglierli c’è il sindaco sambenedettese Pasqualino Piunti, che, in contatto con il collega di Accumoli Stefano Petrucci e la Protezione civile, coordina un maxi trasloco che nei prossimi giorni porterà complessivamente 250 cittadini della provincia di Rieti sul litorale ascolano.

Per gli sfollati non c’è solo l’accoglienza in albergo, ma anche uffici comunali che verranno allestiti presso una scuola, una ludoteca e una sede per la banda di Accumoli e le altre associazioni che ne faranno richiesta. “Vogliamo tenere coeso il tessuto sociale di Accumoli e tutto quello che facciamo va in questo senso” sottolinea Piunti.

Da una settimana all’Hotel Excelsior vive già Bruno. Ha 58 anni ed è arrivato da Spelonga insieme ai genitori anziani. La sua famiglia, moglie e figli, si è salvata perché al momento del crollo della loro casa, il 24 agosto, era in Romania. Bruno ha perso l’abitazione ma la sede della ditta edile per cui lavora ha retto. “Qui ci stanno trattando con i guanti bianchi, ma speriamo di tornare presto a casa – spiega -. Per chi viene dalla montagna non è facile abituarsi alla città”.

Da Accumoli arrivano nove famiglie, ciascuna con la propria auto o minivan. Il grosso è atteso nei prossimi giorni. La priorità va ai bambini, come ha deciso il sindaco Petrucci. Per ora sono dieci, hanno tutti meno di 16 anni, il più piccolo ne ha 13. “Speriamo che il tempo migliori, almeno potranno godersi un po’ il mare dopo tanta sofferenza per il terremoto” osserva un cameriere dell’hotel.

“L’obiettivo è non sradicarli dal loro contesto di vita ma accompagnarli nel percorso di riorganizzazione del post terremoto” aggiunge Lorenzo Alessandrini, un operatore della Protezione civile. Gli sfollati alloggiano in camere singole, doppie, quadruple. Hanno colazione, pranzo e cena, merenda pomeridiana per i minori, pasti differenziati per particolari esigenze, la lavanderia e stireria, la tv.

I titolari degli hotel riceveranno giornalmente dai 25 euro (pernottamento e prima colazione) ai 40 euro (pensione completa) per ogni sfollato ospitato (il 50% per i minori), soldi stanziati dal Governo. Per i terremotati che lavorano fuori sono a disposizione bus navetta 24 ore su 24.

Davanti all’Hotel Relax si ferma una vettura. Scende una giovane coppia di Accumoli e punta dritta alla reception per le formalità di ingresso. A seguire altri terremotati. Spuntano telecamere, giornalisti, ma pochi hanno voglia di parlare. Si percepisce benissimo il senso di incertezza per il futuro immediato e il bisogno di recuperare un minimo di serenità.

Il mare, dicono i vecchi pescatori di San Benedetto, ”in questo può fare miracoli”. Se solo smettesse di piovere.

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