Renzi e Padoan, stime del Pil da rivedere ma segnali positivi

Pubblicato il 13 settembre 2016 da ansa

Renzi-Padoan,stime Pil da rivedere ma segnali per salto

Renzi-Padoan,stime Pil da rivedere ma segnali per salto

MILANO. – Calma e gesso: è vero che il Governo, come annunciato dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dovrà rivedere al ribasso le stime del pil, ma è vero anche che “i numeri sono comunque positivi”, confermano che “i segnali di crescita ci sono, anche se inferiori alle previsioni, e sono segnali per un grande salto”.

Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha accolto a Milano l’annuncio dato pochi minuti prima dallo stesso Padoan, sempre a Milano, che all’Euromoney Conference ha annunciato (in inglese) la “revisione al ribasso” delle stime del pil.

Renzi ha commentato l’annuncio di Padoan in due occasioni: prima presenziando alla cerimonia per la posa della prima pietra del nuovo quartier generale di Siemens Italia; poi parlando a Palazzo Marino dove con il sindaco, Giuseppe Sala, ha firmato il Patto per Milano.

In entrambi i casi il premier si è detto “tanto realista quanto ottimista” circa i dati del Pil: “so che ci sono state subito polemiche per quanto annunciato da Padoan. Ma noi diciamo la verità, e ammettiamo che le stime saranno riviste al ribasso. Ricordo però solo che solo qualche anno fa i dati erano negativi: -2,3% nel 2012, -1,9% nel 2013. Ora sono tornati positivi.

Meno di quanto ci attendessimo, ma positivi. Ci aspettavamo di più, e per questo dico che possiamo fare di più. Ma – ha aggiunto – è un Paese che ha messo la marcia su innovazione, banda larga e ricerca”.Anche se “questo segno + è ancora timido rispetto a quello che vogliamo” oggi l’Italia “vede tutti i segnali utili a fare il grande salto”.

L’annuncio di Padoan non ha colto di sorpresa nemmeno Confindustria: “Per noi non è una novità, è in linea con quanto aveva anticipato il nostro Centro Studi” si è limitato a commentare il presidente, Vincenzo Boccia. Né preoccupa Renzi la situazione delle banche. Nessun cenno da parte sua alla situazione Mps. Solo una battuta: “Il problema della banche? Quello ce l’ha tutta Europa, qualcuno anche in maniera superiore all’Italia. Forse sono bravi a raccontarla meglio”.

Analoga al riguardo la posizione di Padoan, secondo il quale il settore delle banche “si sta muovendo nella giusta direzione e la mia idea è che i numeri sugli npl in Italia sono esagerati”, a suo avviso i crediti deteriorati “sono concentrati in un certo numero di banche”. “Ci vuole un po’ di tempo per tornare alla normalità, non lo dico io, lo dice anche la Bce”. Ma nessun allarme. E’ questa, secondo Renzi, la forza del Governo. “Diciamo la verità”. Per questo il premier da Milano rivendica “realismo e ottimismo”.

I dati Istat, però, dicono con chiarezza che in Italia c’è una grande fetta di economia sommersa che (dati 2013) vale 206,4 miliardi. Il peso dell’economia “non osservata” – ha certificato l’Istat – risulta pari al 12,9% del Pil, una percentuale in crescita (12,7% nel 2012 e 12,4% nel 2011). Ma sempre l’Istat ha verificato una crescita della produzione industriale dello 0,4%. Dati che, secondo Padoan, rafforzano la legittimità della politica del Governo, sia sul fronte fiscale, sia su quello antievasione:

“Le tasse continueranno ad essere abbassate – ha ribadito il ministro -. Stiamo guardando ad altre voci di spesa su cui intervenire”. Il problema dell’Italia è di continuare a “fare in modo credibile”. Lo stesso auspicio espresso dal presidente della Bce, Mario Draghi, che ancora una volta ha indicato come quella “della crescita e dello sviluppo” l’unica via e ha invitato l’Ue ad “andare fino in fondo nella costruzione di un mercato unico”.

(di Luciano Clerico/Ansa)

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