L’Europa lancia il suo Piano Marshall per l’Africa

Migranti: Ue lancia il suo Piano Marshall per l'Africa
Migranti: Ue lancia il suo Piano Marshall per l'Africa
Migranti: Ue lancia il suo Piano Marshall per l’Africa

BRUXELLES. – Bruxelles vara il suo piano Marshall per l’Africa, una piattaforma che partendo da una base di 3,7 miliardi di euro e grazie a leve moltiplicatrici potrà arrivare a sprigionare un potenza di fuoco da 44 miliardi di euro di investimenti, anzi fino a 88 miliardi, se Stati membri e altre istituzioni contribuiranno.

“Una rivoluzione copernicana”, la chiama l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, grande regista dell’operazione. L’obiettivo del ‘piano Mogherini’ è creare una situazione “win win”, spiega il capo della diplomazia europea, con opportunità sia per le imprese dell’Unione che per i Paesi beneficiari.

La posta in gioco sono sviluppo, occupazione, stabilizzazione, o in altre parole, le principali cause delle migrazioni. Un’iniziativa che alla Commissione sperano di vedere già in funzione per marzo 2017, in occasione del vertice Ue-Africa, e che nel medio-lungo termine potrà dare frutti importanti perché, avverte Mogherini, “44 miliardi di euro sono più di quanto l’Ue” abbia mai investito “sull’aiuto allo Sviluppo a livello mondiale, di cui è primo donatore. Si tratta di un importo molto cospicuo, che può fare la differenza”.

Ma l’Alto rappresentante chiarisce anche: “Il Piano di investimenti ed i Migration compact sono due progetti separati, che agiscono insieme perché entrambi ci aiuteranno a gestire il fenomeno migratorio. Nel caso del Piano più nel lungo periodo; mentre con i ‘compact’ nell’immediato”.

Per l’ex ministro e ora europarlamentare Pd Cecile Kyenge si tratta comunque di un segnale “importante” per “agire sulle cause profonde dell’immigrazione dall’Africa verso l’Europa. E’ il pilastro decisivo da mettere in campo per affrontare la crisi”.

Intanto l’Ue stringe le maglie dei controlli alle sue frontiere esterne per ridurre immigrazione irregolare e lottare contro il terrorismo. Lo annuncia il presidente della Commissione Jean Claude Juncker nel suo discorso sullo stato dell’Unione: “Ogni volta che una persona entrerà in Ue sarà registrata, con luogo, data e motivo dello spostamento”.

Bruxelles ha infatti allo studio un Sistema di informazioni di viaggio e autorizzazione (Etias) che permetterà uno screening dei viaggiatori di Paesi Terzi che non hanno obbligo di visto, determinando la loro candidabilità ad entrare nell’area Schengen, e se la loro presenza ponga rischi.

Per novembre la Commissione conta di presentare la proposta di legge. Per metà ottobre è inoltre previsto l’avvio delle attività della nuova agenzia europea dei guardacoste e guardie di frontiera, dopo l’ok definitivo giunto oggi del Consiglio Ue.

(di Patrizia Antonini/ANSA)

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