Otto anni da Lehman Brothers, è ora che qualcuno paghi

Pubblicato il 16 settembre 2016 da ansa

Otto anni da Lehman Brothers, 'e ora che qualcuno paghi'

Otto anni da Lehman Brothers, ‘e ora che qualcuno paghi’

NEW YORK. – A otto anni dal crollo di Lehman Brothers ancora nessun banchiere ha pagato il conto per la crisi finanziaria ed economica più grave che si ricordi dalla Grande Depressione. E’ l’amara considerazione di molti negli Stati Uniti. E a dar loro voce è ancora una volta Elizabeth Warren, la senatrice democratica che da sempre combatte gli abusi di Wall Street: il prossimo presidente – è il suo appello – dovrà permettere che si indaghi sui responsabili di quel terremoto e, se ritenuti colpevoli, far sì che questi manager vadano in galera.

Parole dure che però riassumono il sentimento di gran parte dell’opinione pubblica americana, in gran parte ancora alle prese con le conseguenze di una recessione senza precedenti che dal 2008 ha investito entrambe le sponde dell’Atlantico.

Molte le banche che hanno pagato salatissime multe per i danni provocati da un’eccessiva presa di rischi, come nel caso della crisi dei mutui subprime. Senza contare la stretta su Wall Street varata durante la presidenza Obama. Ma la critica che viene mossa al presidente uscente è proprio quella di non aver colpito penalmente anche le responsabilità individuali.

Eppure la Commissione di inchiesta sulla crisi finanziaria nominata dal governo aveva individuato una lista di possibili responsabili. Un elenco di oltre venti nomi – tra cui l’ex segretario al Tesoro di Bill Clinton, Robert Rubin, divenuto poi top manager di Citigroup – che nel 2011 era approdata al Dipartimento di giustizia perché indagasse.

“E vergognoso e sconcertante” che dopo tutti questi anni nessuna azione penale sia stata avviata, denuncia la Warren in una lettera inviata proprio all’amministrazione giudiziaria. Mentre in un’altra missiva al capo dell’Fbi, James Comey, la senatrice chiede di rendere pubbliche tutte le informazioni acquisite durante anni di indagini a cui però non è stato dato seguito.

Gli analisti politici vedono nella mossa della Warren anche un messaggio a Hillary Clinton, che lei appoggia. Un sostegno che però si sta sempre più trasformando in pressing, per far sì che la candidata democratica (spesso dipinta come ‘amica’ di Wall Street e legata ai ‘poteri forti’) dia sempre più spazio nella sua agenda alle istanze dell’ala sinistra del partito. Quella a cui ha dato voce nel corso delle primarie democratiche anche il senatore Bernie Sanders.

Il 15 settembre del 2008 fu dichiarata la bancarotta di Lehman Brothers, di fatto l’unico colosso bancario ad affondare nella tempesta degli ultimi otto anni.

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