Italicum-Consulta: i due blocchi di fronte, nodo rinvio

Pubblicato il 16 settembre 2016 da ansa

Il neo eletto giudice Augusto Barbera (S), entra nella Sala delle Udienze del Palazzo della Consulta, per la sua prima udienza pubblica della Corte Costituzionale, a Roma, 12 gennaio 2016.      ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

Il neo eletto giudice Augusto Barbera (S), entra nella Sala delle Udienze del Palazzo della Consulta, per la sua prima udienza pubblica della Corte Costituzionale, a Roma, 12 gennaio 2016. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

ROMA. – Decidere, non decidere. Per lo meno non subito. E’ il dilemma che l’Italicum pone alla Consulta. Se ne discute da giorni, tra i membri della Corte e in conciliaboli a porte chiuse tra giuristi. Una decisione definitiva non c’è ancora: lo confermano diverse fonti.

Ma si individuano due ‘blocchi’, sebbene non proprio granitici: quello costituito dai giudici provenienti dalle supreme magistrature – in cui ci sono Criscuolo, Lattanzi, Carosi, Morelli, Coraggio – scettico sulla bontà integrale dell’Italicum e sul rinvio dell’esame a dopo il referendum; quello dei giudici provenienti dal mondo accademico – che annovera tra Amato, Barbera, lo stesso Zanon, relatore della causa, Cartabia, Sciarra, De Pretis – spostato in direzione opposta, anche se non mancano gli incerti. Un docente di storia del diritto, del resto, è anche il presidente Grossi, che per ora ha sempre tenuta ferma la data del 4 ottobre per l’udienza.

E d’altra parte un’eventuale rinvio dell’esame sarà deciso formalmente in quella sede. Metà gennaio appare il termine più probabile per uno slittamento dell’esame, anche perché questo metterebbe un freno a eventuali dinamiche elettorali in caso di vittoria del sì al referendum.

Per vari osservatori vicini alla Corte Costituzionale, le ragioni per spostare la decisione, sono solide. Lo strumento non sarebbe tanto l’ordinanza del tribunale Perugia, sopraggiunta fuori tempo massimo per accodarsi a quelle precedenti di Torino e Messina, già previste in discussione per il fatidico 4 ottobre. La Corte potrebbe fare leva su ragioni giuridiche e processuali più consistenti.

Per quanto riguarda gli aspetti processuali, entrambe le ordinanze di Torino e Messina sono state azionate da ricorsi che precedono il momento in cui l’Italicum è diventato applicabile, cioè luglio 2016. L’ordinanza di Torino è datata 5 luglio. Ma non è quella la data che conta, bensì quella, precedente di vari mesi, in cui i ricorsi sono stati presentati: in quel momento l’azione è stata attivata e può in parte risultare inficiata di fronte alla Corte dal fatto di essere stata proposta quando l’Italicum non era ancora concretamente utilizzabile.

Una situazione ben diversa da quella che si avrà dopo il referendum. Una decisione ora, sostengono alcuni osservatori, interverrebbe in un quadro friabile, mentre dopo referendum gli elettori si saranno espressi sulle riforme, ossia il contesto istituzionale rispetto al quale l’Italicum ha una diretta corrispondenza. Quindi, anche dal punto di vista sostanziale, se la Corte rinvia evita di esprimersi su un testo che potenzialmente, in caso di vittoria del ‘no’, potrebbe non corrispondere più al quadro istituzionale di fondo; e così non rischia di contaminare la volontà degli elettori. Altre ordinanze potrebbero, inoltre, arrivare alla Corte, visto che ricorsi sono stati promossi in ben 23 tribunali.

Se poi vince il sì al referendum, scatta la possibilità di controllo preventivo della legge elettorale attivato dai parlamentari e infine sono già in atto iniziative parlamentari per la modifica dell’Italicum: tutte circostanze che giocano pro-rinvio.

Ultima ora

05:05Curry, ‘giornata surreale, Trump non si comporta da leader’

NEW YORK - ''Una giornata surreale'': cosi' la stella della Nba Stephen Curry commenta l'affondo del presidente americano Donald Trump che gli ha ritirato l'invito alla Casa Bianca. ''Non so perche' sente la necessita' di prendere di mira certe persone piuttosto che altre. Io un'idea ce l'ho, ma questo non e' quello che fa un leader''.

04:56James ancora contro Trump, usa sport per dividere Paese

NEW YORK - LeBron James torna ad attaccare Donald Trump, stavolta con un video: ''Mi sento frustrato, perche' questa persona che abbiamo messo al potere dopo quello che e' successo dopo Charlottesville sta tentando di usare lo sport per dividere ancor di piu' il popolo americano. E non e' una cosa che posso tollerare, non e' una cosa su cui posso tacere''. Oltre al caso del suo collega della Nba Stephen Curry, James critica Trump anche per aver chiesto di licenziare i giocatori di football americano che non cantano l'inno in segno di protesta.

04:41Londra: 6 feriti in attacchi con acido, no terrorismo

LONDRA - Sei persone sono state ferite ieri sera in diversi attacchi con acido in un centro commerciale a Stratford, nella zona orientale di Londra. La polizia ha arrestato un uomo, sospettato di lesioni personali gravi e ne sta cercando altri. Un portavoce ha dichiarato che la polizia esclude il movente terroristico e ha aggiunto che le persone ferite non sono in pericolo di vita.

04:36Trump, test dimostra accordo Iran non e’ un granche’

NEW YORK - "L'Iran ha appena testato un missile balistico capace di raggiungere Israele. E stanno anche lavorando con la Corea del Nord. Non e' un granche' di accordo quello che abbiamo": cosi' il presidente americano, Donald Trump, commenta il test su un nuovo missile balistico eseguito da Teheran.

23:38Calcio: Udinese in ritiro da lunedì

(ANSA) - UDINE, 23 SET - L'Udinese andrà in ritiro da lunedì. Lo ha deciso la società dopo la sconfitta di questo pomeriggio con la Roma, la quinta in sei gare da inizio campionato. Il ritiro, annunciato in serata dal club con una breve nota, è stato deciso "per preparare al meglio l'importante sfida di sabato prossimo con la Sampdoria". Una partita dal risultato che appare obbligato per i bianconeri, ancora fermi a 3 punti in classifica.

23:30Calcio: Baselli si scusa, ‘troppa voglia derby,ho sbagliato’

(ANSA) - TORINO, 23 SET - "Avevo troppo voglia di derby, tenevo troppo a questa partita. Ho sbagliato". Daniele Baselli commenta così, su Twitter, l'espulsione che ha condizionato la prestazione del Torino, battuto 4-0 dalla Juventus. "Chiedo scusa ai miei compagni, ai nostri tifosi, alla società", aggiunge il giocatore granata, che posta la foto in cui esce dal campo. "Superfluo aggiunge altro. Momento durissimo - scrive il centrocampista -. Mi assumo tutte le responsabilità. Sempre e comunque forza Toro".

23:18Serie A: Juve padrona, demolisce Toro 4-0 e fa suo il derby

(ANSA) - ROMA, 23 SET - Una Juve padrona all'Allianz Stadium fa suo il derby della Mole, cancellando il Torino 4-0. Primo tempo sontuoso degli uomini di Allegri che prima a passano in vantaggio grazie al 9/o gol stagionale di Dybala e poi approfittano di uno sciagurato fallo di Baselli che costa al centrocampista granata il doppio giallo e l'inevitabile espulsione. Era il 25' e da lì la partita è corsa su un unico binario: il raddoppio di Pjanic al 40', il tris firmato da Alex Sandro al 12' st e il sigillo ancora del n.10 argentino allo scadere. Il punteggio sarebbe addirittura potuto essere ancora più severo per i granata, ma i pali, le parate di Sirigu e l'imprecisione degli attaccanti bianconeri hanno limitato i danni. Higuain ha iniziato in panchina per poi entrare negli ultimi dieci minuti. La squadra di Mihajlovic paga caro l'errore di Baselli ma già l'approccio alla gara non era stato dei migliori, sentendo forse troppo il match a cui per la prima volta dopo anni erano arrivata senza i panni dell'eterna sconfitta.

Archivio Ultima ora