Venezuela: l’Opposizione ha protestato in tutto il Paese

Se nella capitale la manifestazione organizzata dal Tavolo dell’Unità si è svolta pacificamente nella provincia non sono mancati momenti di tensione, scontri con le forze dell’ordine e aggressioni da parte dei “colectivos”
Se nella capitale la manifestazione organizzata dal Tavolo dell’Unità si è svolta pacificamente nella provincia non sono mancati momenti di tensione, scontri con le forze dell’ordine e aggressioni da parte dei “colectivos”
Se nella capitale la manifestazione organizzata dal Tavolo dell’Unità si è svolta pacificamente nella provincia non sono mancati momenti di tensione, scontri con le forze dell’ordine e aggressioni da parte dei “colectivos”

CARACAS – La Polizia Bolivariana non ha permesso al corteo organizzato dal Tavolo dell’Unità, di raggiungere l’Av. Libertador. Anche così, e nonostante le tante provocazioni, la protesta nella capitale si è svolta in maniera pacifica. Gli esponenti dell’Opposizione, nell’evitare che gli animi potessero scaldarsi oltre il dovuto, hanno dimostrato serietà e buon senso.

I timori di scontri violenti tra fazioni opposte, questa volta, erano ben fondati. Un palco con simpatizzanti del Psuv era stato piazzato nell’Av. Libertador, di fronte alla sede dell’holding petrolifera Pdvsa. Questa volta, a differenza di quanto accaduto durante “La Toma de Caracas”, se si da credito al presidente del Parlamento, Henry Ramos Allup, ad attendere il corteo dell’Opposizione vi erano membri dei “Colectivos” (bande radicali e violente di motociclisti).

Durante la manifestazione, il segretario Generale del Tavolo dell’Unità, Jesús “Chuo” Torrealba, ha denunciato presunte trame del Consiglio Nazionale Elettorale per rendere difficile, se non impossibile, la raccolta del 20 per cento delle firme. Ad esempio, pare che l’organismo elettorale pretenda che la raccolta del 20 per cento delle firme si realizzi Stato per Stato e non considerando il paese come un’unica circoscrizione, disporre un numero di macchine scrutatrici molto di sotto a quello richiesto dalla Mud e piazzarle in quei seggi in cui storicamente l’Opposizione è sempre stata un’infima minoranza.

– Se gli annunci del Cne saranno rispettosi della Costituzione, celebreremo – ha detto il dirigente della Mud -. Se non lo fossero i venezuelani sapranno rispondere.

Torrealba si è anche chiesto perché l’organismo elettorale esita tanto nel dare la data della raccolta delle firme.
– Il Consiglio Nazionale Elettorale doveva annunciarlo oggi – ha affermato -. Ora annuncia che tutto è stato rimandato a lunedì. Di cosa ha paura? Quali sono i timori? Che cosa nasconde? Se il Consiglio Nazionale Elettorale insiste nel silenzio, incontrerà i cittadini in strada.

Se a Caracas la manifestazione, che non ha avuto forse l’affluenza che la Mud sperava, si è svolta in maniera pacifica, lo stesso non si può dire in altre province del Paese.

Stando alle numerose notizie che corrono lungo la rete, quindi da prendere con la consueta prudenza, nello Stato Portuguesa manifestanti e dirigenti di “Voluntad Popular” sarebbero stati aggrediti dalla Polizia con lanci di bombe lacrimogeni. Durante le scaramucce con le forze dell’Ordine, alcuni manifestanti sarebbero stati arrestati.

Nello Stato Trujillo, sempre dando credito ai social-network, uno dei manifestanti sarebbe stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco. Alcuni “colectivos”, inoltre, avrebbero lanciato pietre contro la sede del Comune di Valera e altri, invece, sarebbero stati neutralizzati dei manifestati che avrebbero incendiato alcune moto. Nei social network sono state inserite presunte immagini di “colectivos” armati aggredendo manifestanti.

Per il presidente dell’An, Henry Ramos Allup, non ci sarebbero oggi le condizioni per sedere a un tavolo col governo.
– Ogni giorno che passa, cresce il numero dei prigionieri politici e aumenta la repressione – ha sostenuto durante la manifestazione organizzata dal Tavolo dell’Unità -. Si nega il referendum revocatorio e non si riconosce lo “stato di diritto”.

Per quel che riguarda la notizia delle “prove di dialogo” realizzate nei giorni scorsi, il dirigente politico ha detto:

– Nell’incontro avvenuto nella Repubblica Dominicana, non abbiamo partecipato e nel presunto incontro reso noto dal governo i delegati non si sono visti nemmeno in faccia.