Esplosione a New York, De Blasio: “Atto intenzionale”

NEW YORK – Un ordigno esplode e scuote il quartiere di Chelsea, proprio nel cuore di Manhattan. Ad una manciata di passi dalla 5th Avenue, prima il botto terrificante, poi le sirene spiegate di polizia, vigili del fuoco ed ambulanze.
Insomma, il caos di cui questa città mostra ancora vecchie cicatrici.
29 feriti, tra cui un bambino di 8 anni, ma per fortuna nessuna vittima.

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Arrivo all’incrocio con la 23esima strada pochi minuti dopo la deflagrazione: gli agenti hanno già transennato due interi blocchi e le uniche vetture cui è consentito entrare e uscire sono mezzi di soccorso ed auto della polizia federale.
Un via vai di FBI ed “intelligence” che, dal di dietro dei loro vetri nerissimi, cercano di ricostruire quanto accaduto.

Una prima dichiarazione della polizia di New York parla di “incidente”, imputando la responsabilità ad un carico di merce potenzialmente pericolosa che avrebbe preso fuoco e sarebbe successivamente esplosa.
Ma passano soltanto pochi minuti ed un comunicato dei vigili del fuoco fa balzare in primissimo piano la parola “ordigno”.

E, come se non bastasse, inizia a rimbalzare la notizia del ritrovamento di un secondo dispositivo rimasto inesploso.
L’atmosfera si fa di colpo elettrica: le persone iniziano ad accalcarsi, gli agenti rispondono a centinaia e centinaia di domande, apparentemente banali ma che banali non sono in circostanze del genere. A partire da mezzi di trasporto e metropolitana (paralizzata l’intera area), fino ad arrivare a veri e propri isterismi per una e più generazioni che hanno ancora negli occhi il dramma dell’11 settembre.
Anche i giornalisti sono piuttosto agitati perché, soltanto pochi minuti dopo lo scoppio, inizia a circolare la voce che Obama fosse, assieme ad Hillary Clinton, già in città. In realtà, l’allarme rientra immediatamente perché entrambi annunciano di essere a Washington e di seguire il caso attraverso i responsabili della sicurezza nazionale.

Ma l’eroe della serata è il sindaco di New York Bill De Blasio che, nonostante i “no” di chi ne tutela l’integrità, nel giro di un’ora si materializza proprio a pochi metri dal luogo della deflagrazione e nel corso di una breve conferenza stampa prova a tracciare un primo bilancio dinanzi alla stampa internazionale.
«Si è trattato di un atto intenzionale». Nessun dubbio, dunque. E aggiunge: «Non possiamo pronunciare la parola terrorismo perché evidentemente è ancora troppo presto per arrivare a delle conclusioni. Ma – e si ripete con voce ferma – si è trattato di un atto intenzionale, di un gesto chiaramente voluto. Nessun incidente».
Si congeda e si allontana a piedi, con pochissimi uomini della scorta attorno a lui e mille scie di luci e sirene a fare da sfondo.

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Sembra di essere nel bel mezzo della scena di un film, ma si sa, New York è un po’ così. Anche quando si tratta, proprio come in questo caso, di uno dei tanti che non avremmo mai voluto vedere.
(Testo e foto: Luca Marfè)

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