Alitalia: confermato sciopero di piloti e assistenti di volo per il 22 settembre

L' aeroporto di fiumicino, Avia. ANSA / TELENEWS
L' aeroporto di fiumicino,  oggi 16 febbraio 2010, durante lo sciopero nazionale di 4 ore  proclamato dai piloti ed assistenti di volo di Alitalia aderenti a Filt-Cgil e alle associazioni del personale navigante Anpac, Ipa e Avia. ANSA / TELENEWS
L’ aeroporto di fiumicino, oggi 16 febbraio 2010, durante lo sciopero nazionale di 4 ore proclamato dai piloti ed assistenti di volo di Alitalia aderenti a Filt-Cgil e alle associazioni del personale navigante Anpac, Ipa e Avia. ANSA / TELENEWS

ROMA. – E’ scontro aperto tra Anpac e Alitalia. La sigla professionale dei piloti e assistenti di volo ha infatti confermato, insieme ad Anpav e Usb, lo sciopero di 24 ore del personale di volo della compagnia in programma il 22 settembre, mandando su tutte le furie l’amministratore delegato Cramer Ball, che ha bollato la decisione come “pura follia”, che “metterà a rischio il futuro sviluppo di Alitalia”.

Una mossa a sorpresa, dopo che i sindacati confederali hanno invece deciso domenica di revocare la loro protesta (in programma sempre giovedì), firmando l’accordo con la compagnia sulle problematiche del personale navigante. La decisione di Anpav, Anpac e Usb di confermare lo sciopero è arrivata nel corso del tavolo convocato in mattinata con i vertici di Alitalia. Un tavolo analogo a quello di domenica con Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt e Ugl trasporto aereo, conclusosi con la firma dell’intesa: un accordo con cui, secondo le sigle confederali, “vengono date le prime risposte ai piloti e agli assistenti di volo” della compagnia, oltre all’impegno “a risolvere problematiche sociali non di poca importanza”.

Il tavolo è invece saltato oggi con le sigle professionali che hanno confermato la protesta. L’Anpac, che rappresenta meno del 20% del personale navigante Alitalia, ha comunque indetto un referendum tra i propri iscritti: in serata l’esito del voto sembra propendere nettamente per il sì allo sciopero e per un ulteriore pacchetto di 72 ore di sciopero che la sigla è pronta ad annunciare dopo questa protesta.

Immediata la reazione dell’a.d. di Alitalia, che in una missiva ai dipendenti si dice “lieto” che nella maggior parte delle organizzazioni sindacali “alla fine abbia prevalso il senso di responsabilità per il bene di Alitalia”, ma anche “molto preoccupato” per la decisione dell’Anpac, sottolineando che questa azione “provocherà un danno economico molto rilevante” per la compagnia e “creerà gravi disagi a decine di migliaia” di clienti.

Per trovare una soluzione alla vertenza alla base dello sciopero, la compagnia ha esteso le concessioni di volo fino al 31 dicembre, ha deciso di introdurre tariffe da 1 e 2 euro a tratta più le tasse per lo staff sulle destinazioni italiane e la maggior parte di quelle europee, di assicurare che i naviganti pendolari vengano esentati dal pagamento delle tasse per i voli dalla residenza alla base sul network domestico, di garantire ai naviganti una procedura di imbarco semplificata: ma se su queste basi i sindacati confederali hanno siglato un accordo, “quelli dell’Anpac hanno detto che tutto questo non è abbastanza”, spiega Ball, per il quale questo atteggiamento è “del tutto incomprensibile considerando i nostri sforzi e la situazione del business”, con una compagnia che ancora perde 500 mila euro al giorno.

A tre giorni dallo sciopero, Ball ricorda quindi ai dipendenti come la collaborazione di tutti sia “un elemento imprescindibile in un momento così sfidante e complesso” per la compagnia e lancia un vero e proprio appello: “E’ il momento che vi facciate sentire, se non siete d’accordo con questo sciopero. Ci stiamo giocando una parte importante del nostro futuro, continuiamo a fare la nostra parte, tutti insieme come una sola squadra”.

(Di Enrica Piovan/ANSA)

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