Bombe Ny, incubo finito. Arrestato afghano in fuga

Pubblicato il 19 settembre 2016 da ansa

Members of the U.S. Armed Forces stand guard in Grand Central Terminal, Sunday, Sept. 18, 2016, in New York. (ANSA/AP Photo/Mary Altaffer)

Members of the U.S. Armed Forces stand guard in Grand Central Terminal, Sunday, Sept. 18, 2016, in New York. (ANSA/AP Photo/Mary Altaffer)

NEW YORK. – New York vive un’altra giornata ad alta tensione, ma alla fine tira un sospiro di sollievo. L’arresto di un sospettato di 28 anni di origini afghane, dopo una caccia all’uomo durata per ore, pone fine a uno stato di allerta senza precedenti dopo gli attentati dell’11 settembre.

Soprattutto dopo una nuova notte di paura: stavolta in New Jersey, con cinque ‘tubi bomba’ trovati in uno zainetto nei pressi della stazione di Elizabeth, sui binari della linea ferroviaria che collega Manhattan all’aeroporto internazionale di Newark. Potevano causare un disastro, ammettono gli investigatori. Invece tutto si è per fortuna risolto con l’esplosione di uno degli ordigni mentre gli artificieri tentavano di disinnescarlo con un robot. Un episodio che ha paralizzato per ore la circolazione ferroviaria, bloccando decine di migliaia di pendolari che ogni mattina transitano tra New York e il vicino New Jersey.

“Non cederemo alla paura. L’America non si arrenderà”, e continuerà a portare avanti la lotta contro il terrore, ha promesso ancora una volta il presidente americano Barack Obama, che ha seguito gli ultimi sviluppi proprio da New York, dove si trova insieme a decine di altri leader mondiali per l’Assemblea generale dell’Onu.

Tutti gli episodi – ha spiegato l’Fbi in una conferenza stampa – sarebbero collegati tra loro. E, a questo punto, sembrerebbero opera di un ‘lupo solitario’. “Al momento non stiamo cercando nessun altro”, assicura il sindaco Bill de Blasio. Il governatore dello stato di New YorK, Andrew Cuomo, aveva parlato di possibili legami col terrorismo internazionale. Ma al momento nulla trapela sul reale movente. E se la pista islamica è una delle più seguite dagli investigatori, per ora non sarebbe emerso alcun elemento che la confermi davvero. Mentre per ore si era temuto il piano di una vera e propria ‘cellula del terrore’.

Ma anche le cinque persone fermate nella notte ad un posto di blocco nei pressi del ponte di Verazzano (che collega Brooklyn a Staten Island) ed interrogate per ore dagli agenti dell’Fbi sono state alla fine rilasciate. Le indagini, comunque, sono ancora in corso, e fino a che non saranno del tutto concluse – sottolineano gli investigatori – non si può escludere nulla.

L’arresto di Ahmad Kahn Rahami è avvenuto a Linden, in New Jersey, dopo una sparatoria in cui il sospetto e due agenti sono rimasti feriti. A tradire l’uomo le impronte lasciate sul secondo ordigno inesploso rinvenuto domenica notte a Chelsea, nel cuore di Manhattan, dopo lo scoppio della prima bomba che ha ferito 29 persone.

Una volta identificato, grazie alle tracce lasciate sulla pentola a pressione imbottita di schegge metalliche e di una potente miscela esplosiva, l’uomo è stato poi riconosciuto nei filmati girati dalle telecamere di sorveglianza sui luoghi in cui i due congegni erano stati piazzati.

La fuga di Ahmad – residente proprio a Elizabeth dove i genitori hanno un ristorante – si è conclusa dopo che polizia ed Fbi avevano diffuso la foto dell’uomo e lanciato un’allerta sui telefonini di tutti i residenti dell’area di New York, invitati a chiamare i numeri di emergenza qualora il ricercato fosse individuato.

Resta ora da accertare se il movente di Rahami, che sarà interrogato nelle prossime ore, sia effettivamente quello religioso. Per il momento non si conosce una sua possibile radicalizzazione, e non si hanno notizie di suoi contatti con elementi del terrorismo islamico all’estero. Le sue gesta, inoltre, non avrebbero nulla a che vedere – come dichiarato da Obama – con l’episodio dell’accoltellamento di diverse persone in un mall del Minnesota, rivendicato dall’Isis.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)

Ultima ora

04:38Trump: Wsj, dollaro forte, non possiamo competere con Cina

NEW YORK - Il dollaro e' ''troppo forte'' e lo yuan sta scendendo a picco. Lo afferma Donald Trump in un'intervista al Wall Street Journal, suggerendo che le recenti azioni di Pechino a sostegno della valuta cinese ''sono solo perche' non vogliono farci arrabbiare''. ''Le nostre aziende non possono competere'' con quelle cinesi perche' la nostra valuta e' troppo forte e questo ci sta uccidendo''.

04:31Trump:Wsj, boccia piano tasse repubblicani, troppo complesso

NEW YORK - Donald Trump critica il piano per la revisione della tassazione sulle aziende dei repubblicani, aprendo di fatto un nuovo fronte di scontro con i membri della Camera del suo partito. Trump ritiene le misure proposte ''troppo complicate'' e non in grado di aiutare l'economia. I repubblicani alla Camera propongono di tassare le importazioni esentando allo stesso tempo le esportazioni.

04:26Trump:Nyt,caccia affari in Russia dal 1987,ma senza successo

NEW YORK - Donald Trump ha esplorato la possibilita' di opportunita' d'affari in Russia per anni, dal 1987. E ha presentato le carte per registrare il marchio Trump in Russia nel 1996. Lo riporta il New York Times, sottolineando che i figli del presidente eletto sono stati visti piu' volte a Mosca alla ricerca di joint venture, incontri con esponenti del governo e costruttori. Nel 2013 a visitare Mosca e' stato lo stesso Donald Trump, in occasione della vendita dei diritti per ospitare nel paese Miss Universo.

04:17Istanbul: tutti stranieri i 5 sospetti arrestati col killer

ROMA - Sono tutti stranieri i 5 sospetti - 2 uomini e 3 donne - arrestati ieri sera dall'antiterrorismo turca durante lo stesso blitz che ha portato alla cattura di Abdulkadir Masharipov, accusato di essere il killer che la notte di Capodanno ha ucciso 39 persone al nightclub 'Reina' di Istanbul. Lo riporta la Cnn Turk, secondo cui si tratta di presunti affiliati all'Isis con passaporti di Kirghizistan, Somalia, Egitto e Senegal.

00:53Cnn turca, arrestato killer di Capodanno a Istanbul

(ANSAmed) - ROMA, 16 GEN - Il killer del nightclub 'Reina' a Istanbul, l'uzbeko Abdulkadir Masharipov, è stato arrestato stasera con il figlio di 4 anni nel quartiere di Esenyurt a Istanbul. Lo riferisce la Cnn Turk. Altre 3 persone sono state arrestate stasera dall'antiterrorismo turca. I 3 sospetti sono stati trovati nella stessa abitazione dell'attentatore nel quartiere di Esenyurt, alla periferia europea di Istanbul, durante il blitz che ha portato al suo arresto. Abdulkadir Masharipov si sarebbe nascosto 3 giorni fa nell'abitazione in cui è stato arrestato. Lo riferisce Ntv, secondo cui si tratterebbe di un covo dell'Isis e le 3 persone trovate insieme a lui sarebbero anche loro militanti jihadisti. La polizia turca ha rilasciato una foto in cui si vede il volto del principale sospettato per la strage del Reina con ecchimosi e ferite e macchie di sangue sulla maglietta.

00:36Maradona ‘dopo 30 anni chiedo scusa a mio figlio Diego’

(ANSA) - NAPOLI 16 GENNAIO - 'Chiedo scusa dopo 30 anni a mio figlio Diego. Non ti lascerò mai più''. Così Diego Maradona ha concluso a sorpresa lo spettacolo 'Tre volte dieci', rivolgendosi al figlio avuto dalla napoletana Cristiana Sinagra che sedeva nella platea del San Carlo. Il ragazzo si è alzato ed ha salutato inchinandosi verso il pubblico che applaudiva. Prima, accanto a Alessandro Siani, autore dello show, Maradona aveva detto: 'Auguro che il Napoli vinca tutto quello che deve vincere. So che la gente di Napoli ha bisogno'. Ora devo andare a Dubai, ho tre anni di contratto. Ma ci sono giocatori del Napoli che vogliono che la gente sia felice, quindi sono tranquillo. E il presidente vuole vincere''.

00:11Calcio: Torino-Milan 2-2

(ANSA) - ROMA, 16 GEN - Torino-Milan 2-2 (2-0) nell'ultimo posticipo della 20/a giornata della Serie A. A segno per i granata Belotti (21' pt) e Benassi (26' pt). Per i rossoneri in gol Bertolacci all'11' st (rete convalidata da Tagliavento grazie all'ausilio della gol-line technology) e Bacca su rigore al 15' st. Nel primo tempo Ljajic fallisce un calcio di rigore.

Archivio Ultima ora