Cristiani e islamici insieme, accogliere i rifugiati

Pubblicato il 20 settembre 2016 da ansa

Cristiani e islamici insieme, accogliere i rifugiati

Cristiani e islamici insieme, accogliere i rifugiati

ROMA. – Mentre papa Francesco riunisce ad Assisi le fedi mondiali intorno al tema cruciale della pace, cattolici e musulmani lanciano un appello comune sull’emergenza migranti, per sollecitare gli Stati alla tutela e l’accoglienza dei rifugiati e contro ogni forma di xenofobia e razzismo.

In occasione del Giubileo della Misericordia promosso dal Papa, del mese del pellegrinaggio per i musulmani e della Giornata Internazionale per la Pace promossa dall’Onu per domani, “i responsabili religiosi Cattolici e Musulmani desiderano manifestare una solidarietà per sensibilizzare tutti i governi, le istituzioni religiose e ogni persona di buona volontà alla necessità di lavorare insieme per far fronte alla radice alle cause delle migrazioni forzate”, si legge in una nota diffusa dal Servizio per i Rifugiati dei Gesuiti (Jrs), che insieme al Centro Astalli (Jrs Italia) e alla Comunità Religiosa Islamica Italiana (Coreis) rivolge “un appello alla comunità internazionale affinché sia condivisa la responsabilità di dare protezione alle persone in fuga dalle proprie case, per assicurare buone condizioni di accoglienza e la possibilità di usufruire, nel momento dell’arrivo, di servizi adeguati ed accessibili”.

“Servono solide politiche per contrastare le tendenze razziste e xenofobiche – la diversità dev’essere riconosciuta come un’opportunità e un dono, non come una minaccia”, aggiungono le organizzazione coinvolte. “Guerre e persecuzioni stanno allontanando dalle loro case più persone di quanto non si sia mai visto dai tempi della seconda guerra mondiale, con oltre 65 milioni di profughi in tutto il mondo, tra cui oltre 21 milioni di rifugiati, 3 milioni di richiedenti asilo e oltre 40 milioni di sfollati all’interno del loro Paese”, viene sottolineato.

I bambini rappresentano “una percentuale sproporzionatamente grande degli sfollati”, raggiungendo quasi la metà di tutti i rifugiati, per un totale di 28 milioni di bambini rifugiati. Altri 20 milioni di bambini migranti sono fuggiti dalle loro case per una varietà di ragioni, “inclusa la povertà estrema e la violenza di gruppo”.

Nel 2015, circa il 45 per cento di tutti i bambini rifugiati sotto la protezione dell’Unhcr proveniva da Siria e Afghanistan, “dove il problema dello sfruttamento dell’infanzia è endemico”, ma il Servizio Rifugiati dei Gesuiti può testimoniare “di migliaia di altri bambini profughi a rischio di abuso dei diritti umani in tutte le parti del mondo”.

Globalmente, i bambini migranti sono a rischio di reclutamento militare forzato in Eritrea, di abusi sessuali nella Repubblica Democratica del Congo, di traffico umano o di organi in Sudan e di sfruttamento lavorativo in Libano. Denunciati, quindi, “i profitti criminali dell’industria degli armamenti, del traffico di esseri umani e del contrabbando, insieme alla discriminazione politica e giuridica contro i migranti”, che “sono tra i mali maggiori del nostro mondo contemporaneo”.

“Tali situazioni richiedono il lavoro attivo, effettivo e coordinato di Cristiani e Musulmani, in Europa e in altri continenti, per assicurare ogni possibile assistenza a coloro che ne sono vittime”, viene aggiunto. Ribadita “l’inalienabile dignità” di ogni persona, “senza distinzioni di fede, culture o nazionalità”, come pure il fatto che “sia i Musulmani sia i Cristiani si ispirano alla Misericordia, che è uno dei Nomi di Dio”, si fa appello alla fine dell'”odio per il credo religioso dell’altro, che si risolve in persecuzione e violenza”.

“Il sistema politico internazionale e i governi nazionali devono garantire a Cristiani e Musulmani e ai fedeli di tutte le religioni il diritto di vivere la propria fede in libertà, dignità e sicurezza”, chiedono insieme i firmatari della dichiarazione.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)

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