Naufraga barcone davanti ad Egitto, si teme un’ecatombe

Pubblicato il 21 settembre 2016 da ansa

A videograb realesed by Italian Marina Militare shows scuba diver rescue of the shipwrecked by Italian marines in Sicily Canal, yesterday, 11 October 2013 were almost  50 people are dead.   ANSA/Marina Militare

A videograb realesed by Italian Marina Militare shows scuba diver rescue of the shipwrecked by Italian marines in Sicily Canal, yesterday, 11 October 2013 were almost 50 people are dead.
ANSA/Marina Militare

IL CAIRO. – Il Mediterraneo continua a riempirsi di cadaveri: si teme un’ecatombe con centinaia di morti dopo l’affondamento avvenuto oggi davanti alle coste egiziane di un barcone che trasportava circa 600 migranti, in maggioranza africani.

“Sono almeno 30 i corpi recuperati finora”, ha fatto sapere il ministero della Salute egiziano, mentre quelli tratti in salvo sono 154, ha aggiunto l’agenzia di stampa Mena. Il resto delle 600 persone a bordo – cifra fornita dai media statali egiziani – sarebbero dispersi.

Se i numeri dovessero essere confermati si tratterebbe di una delle più grandi tragedie degli ultimi mesi, paragonabile a quella avvenuta a giugno al largo di Creta con oltre 300 vittime. Un dramma che si ripete mentre i leader mondiali riuniti alla 71esima Assemblea generale dell’Onu discutono proprio del dramma delle migrazioni.

Il barcone sovraccarico di africani – tra cui egiziani, sudanesi, somali ed eritrei – era salpato da Kafr el Sheikh, nel Delta del Nilo, ed era diretto verso l’Italia, ha riferito il responsabile dell’ufficio investigazioni criminali di Behaira, Mohamed Kharisa. Ma poi per cause ancora da accertare si è capovolto ed è affondato, lasciando i migranti in balia delle onde.

Le operazioni di soccorso sono state lanciate immediatamente per recuperare il maggior numero di persone e continuano anche in queste ore. Sette migranti salvati sono stati ricoverati in ospedale. Secondo esperti citati dall’Associated Press i contrabbandieri in Egitto usano per lo più navi da pesca vecchie che imbarcano un numero enorme di persone, superando di gran lunga le capacità delle imbarcazioni. E ciò potrebbe essere una delle cause, ma mancano conferme ufficiali.

Meno di due giorni fa il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi in una riunione alle Nazioni Unite a New York aveva sottolineato che il tema dell’immigrazione deve essere posto in cima alle priorità internazionali, aggiungendo che Il Cairo sta aggiornando la sua legislazione per combattere il traffico di esseri umani e frenare il flusso delle persone che entrano illegalmente nel suo Paese. Sisi ha precisato che l’Egitto ospita attualmente cinque milioni di rifugiati di diverse nazionalità.

Di fronte alla ‘chiusura’ della rotta balcanica, i disperati sono tornati a battere la rotta del Mediterraneo centrale, partendo dalle coste libiche ed egiziane. Secondo i dati Frontex, sono decine di migliaia i migranti che affrontano questa odissea su barconi di fortuna per raggiungere le coste europee.

A metà settembre l’agenzia ha reso noto che l’Italia resta sottoposta ad una “pressione migratoria stabile”. Quelli sbarcati nella Penisola ad agosto sono 23mila, un dato simile a quello di agosto 2015. Ad inizio settembre l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) aveva stimato che negli ultimi 12 mesi sono state 4.176 le persone disperse o annegate nel Mediterraneo. In media, 11 tra uomini, donne e bambini hanno perso la vita ogni giorno.

(di Giuseppe Maria Laudani/ANSAmed)

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