Con una goleada al Cagliari la Juve si riprende il primato

Juventus's Gonzalo Higuain jubilates with his teammate Daniele Rugani, Dani Alves after scoring the goal during the Serie A soccer match Juventus-Cagliari at juventus Stadium in Turin, Italy, 21 September 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Juventus's Gonzalo Higuain jubilates with his teammate Daniele Rugani, Dani Alves after scoring the goal during the Serie A soccer match Juventus-Cagliari at juventus Stadium in Turin, Italy, 21 September 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Juventus’s Gonzalo Higuain jubilates with his teammate Daniele Rugani, Dani Alves after scoring the goal during the Serie A soccer match Juventus-Cagliari at juventus Stadium in Turin, Italy, 21 September 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

TORINO. – La Juventus si butta alle spalle l’inciampo di San Siro, che le aveva fatto perdere la testa della classifica, e si riprende scena e primo posto – grazie al contemporaneo 0-0 del Napoli a Genova, dando quattro schiaffi al Cagliari, venuto a Torino senza troppe illusioni ma forte del 3-0 di domenica scorsa sull’Atalanta.

Allegri tornato al classico 3-5-2, questa volta con Hernanes davanti alla difesa e Pjanic suggeritore dell’attacco, Dani Alves e Alex Sandro sulle fasce, Rugani a destra nella difesa con Barzagli centrale (e Chiellini a sinistra). In attacco dal primo minuto Dybala, ancora all’inseguimento del primo gol stagionale, e Higuain.

Cagliari ben presto rassegnato a un ruolo da comparsa, con Storari e Padon applauditissimi ex, evento più unico che raro negli stadi italiani. Di Gennaro prova a cucire ma tutt’attorno non c’è grande convnzione, mentre la Juventus copre bene tutto il campo.

Partita al piccolo trotto e la Juventus prende subito subito il sopravvento dopo un affondo iniziale dei sardi, un fuoco di paglia. Punizione deviata di Pjanic (3′), Higuain cerca il pallonetto (4′), colpo di testa centrale del Pipita su cross di Dani Alves (10′).

I bianconeri spingono, il Cagliari deve arretrare sempre di più, e la Juventus passa al 14′: punizione di Pjanic, oggi nel ruolo più congeniale, girata di Higuain, respinta di Storari e ribattuta in rete a colpo sicuro di Rugani.

Da qui in poi un solo brivido per Allegri: Murru è steso al limite dell’area (o dentro, questione di millimetri), ma il gioco era fermo per un fuorigioco del sardo, anche in questo caso per qualche centimetro. La Juve prende a pallate il suo ex portiere Storati (per anni secondo di Buffon): Ceppitelli salva, ma poco dopo Higuain raddoppia, riprendendo una respinta su tiro di Pjanic.

Dani Alves segna il terzo gol e cala il sipario: Rastelli cambia a inizio ripresa – fuori Joao Pedro e Borriello, dentro Tachtsidis e Borriello, Allegri concede 45′ di gloria a Neto – che non sarà impegnato neppure una volta – e la partita si trascina stancamente fino al 93′: il 4-0 è un autogol di Ceppitelli.

All’abbuffata bianconera manca solo Dybala, che esce un po’ triste per non avere ancor trovato la via del gol.

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